Seat, venti di guerra e carte da bollo in Procura

Redazione Web
ITALIAONLINE

Il coordinamento sindacale delle Rsu di Italiaonline S.p.A. si è riunito nei giorni scorsi per analizzare la pesante situazione del gruppo e i possibili scenari che si profilano alla scadenza dell’accordo di riorganizzazione siglato nel novembre del 2016.

La situazione aziendale pare florida dal punto di vista dei risultati finanziari con un Ebitda positivo ed in crescita, si riscontra invece un calo costante del fatturato generato in particolare dalla politica di taglio dei costi, delle risorse e dalla pesante diminuzione della parte degli agenti di vendita. Ma - dicono i sindacati - “la politica del gruppo, ormai risulta evidente a tutti, è improntata alla mera gestione finanziaria. Abbiamo purtroppo assistito alla vergognosa spartizione del maxi-dividendo e sembrerebbe che siamo prossimi ad una nuova puntata per la parte di accantonamento di cassa rimasta. Questo tesoretto, generato grazie al sacrificio dei Lavoratori e dal piano successivo al concordato preventivo, sarebbe dovuto essere destinato, come più volte rimarcato dall’ Amministratore delegato Antonio Converti, ad acquisizioni aziendali per permettere un maggiore sviluppo del business per linee esterne e proiettare Italiaonline nel panorama italiano come la Internet Company più grande d'Italia. Non possiamo infatti dimenticare che presso il MiSE era stato presentato un piano industriale faraonico (composto da ben 7 misere slides) in cui IOL si candidava a mettersi in concorrenza con Facebook e Google.

Alla luce di ciò che è sotto gli occhi di tutti, oggi possiamo tranquillamente dire che si è tentato di fare concorrenza a questi colossi del web con un’approssimazione di rara pochezza determinando risultati economici generati unicamente dal taglio dei costi, riduzione del personale ed abbondante uso di ammortizzatori sociali, operazioni che garantiranno comunque l'erogazione di laute stock option a figure apicali dell'azienda.

In questo contesto, le azioni messe in campo sul fronte della gestione del personale sono spesso state frutto di scelte umorali e di dubbia correttezza grazie a decisioni ad personam e policy aziendali assurde che determinano solo tensione tra i lavoratori. Segnaliamo solo come ultimo evento gli errori relativi alle buste paghe che sottolineano un pressapochismo unico nella storia di quest'azienda. Nel mese di giugno del 2017, presso il MiSE, l’azienda era stata invitata caldamente a riallacciare rapporti sindacali per la gestione del piano di ristrutturazione in particolar modo per la gestione dei cassa integrati e del futuro aziendale.

L’ammortizzatore sociale di cui IOL ha ottenuto il decreto è quello della CIGS per riorganizzazione e ad oggi non si intravede il benchè minimo segnale per la riqualificazione dei lavoratori e il loro reinserimento nel ciclo produttivo.

Purtroppo, la situazione preoccupante e le voci veicolate ad arte all’interno dell’azienda generano grande preoccupazione tra le maestranze anche in considerazione di scenari apocalittici relativi ad un'ulteriore diminuzione degli organici.

Il quadro normativo è cambiato e malgrado siano state fatte molte sollecitazioni all'azienda, si tenta di sviare e di ritardare la comunicazione delle decisioni per non intraprendere una seria discussione che porti ad un’intesa con soluzioni non traumatiche anche nell’ottica del rilancio aziendale in merito alla ripresa dei volumi di fatturato. Assistiamo ad un’azienda ferma e ripiegata su se stessa che tarda a lanciare nuovi prodotti e che molto spesso è dovuta tornare sui propri passi ripristinando soluzioni precedenti come da ultimo dimostra la confermata convention degli agenti di vendita.

Nell’analizzare la situazione rimarchiamo con forza che percorreremo tutte le strade possibili, attivando tutti i livelli, compresi quelli istituzionali per tutelare al massimo i lavoratori e le lavoratrici del gruppo IOL. Ribadiamo che l’azienda ha chiare responsabilità sociali e non le permetteremo di intraprendere percorsi che non arrivino ad una situazione governata e non traumatica perché non intendiamo in alcun modo avallare politiche predatorie al servizio di una finanza senza scrupoli.

Il sindacato non intende più inseguire un’azienda che continua a latitare e a disconoscere qualsiasi tipo di normali relazioni industriali a tutti i livelli sindacali in particolare sminuendo il ruolo della RSU. Pertanto sollecitiamo una ripresa serrata del confronto in tempi brevi con l'azienda che dovrà avvenire entro e non oltre la prima metà di febbraio. In caso di mancata convocazione da parte aziendale promuoveremo tutte le iniziative che si riterranno necessarie”.

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