Per avere successo
serve il “talento liquido”

L’imprenditore e formatore Daniele Viganò nel volume“7 Giorni per volare” insegna a spiccare il volo e a valorizzare le parti migliori nascoste in noi

Elisa Stefanati
Per avere successo serve il “talento liquido”

Un professionista  che ce l’ha fatta, Daniele Viganò imprenditore e speaker motivazionale, racconta nel volume “7 giorni per volare” (Sperling & Kupfer editore)  il metodo vincente per aiutare chiunque a realizzarsi. Viganò è imprenditore dal 1990 nei più svariati settori, dal farmaceutico all’immobiliare, dal tech al food, allo spettacolo, è cofondatore del gruppo Mybest, che opera nel mercato della switching economy con oltre sette milioni di clienti tra italia e Spagna e che è quotato all’Euronext di Parigi.Non è sempre facile riuscire a mettere in pratica un’idea, che sia di natura imprenditoriale, lavorativa o personale. Un’impresa impossibile? Non per Daniele Viganò,  imprenditore, formatore, scrittore, marito e papà di Martina e Lorenzo, che in questo libro racconta come dar voce al proprio talento liqudo e cambiare la propria  vita in meglio. Una carriera partita  una sera d’estate, in un giardino,  quando con un amico ha deciso di iniziare un viaggio che ha avuto  risultati inaspettati.

Da imprenditore a formatore ed ora scrittore: come nasce la sua opera prima?

Nessuno di noi nasce imprenditore, ma ci orientiamo nel difficile compito di guidare la nostra vita:  l’impresa più importante. La formazione rappresenta la migliore innovazione per la mente. Su questa spinta, mentre volavo a diecimila metri in quota  è nata l’ispirazione di raccontare la mia esperienza connettendo  meta, azione, risultati.e soprattutto i miei errori. Solo le cose semplici possono essere  duplicabili,  per questo ho scelto la metafora dei 7 giorni come canovaccio  editoriale,  nell’intento di far volare idee, uomini e progetti.

Premesso che le ricette magiche non esistono…Dall’idea all’azione: in 7 Giorni… Con questa eco “biblica”  alle grandi imprese. Come è possibile?

Il successo non è un processo che si possa improvvisare: ho scoperto che esiste un sempre un “giorno prima” quello in cui senti che qualcosa sta accadendo, ed esiste  sempre un “giorno dopo” quello dell’azione in cui hai eseguito un piano. In mezzo ci sono 7 giorni, fatti di consigli concreti, di istruzioni per l’uso. Il lunedi si focalizza sulla meta, il martedi devi credere in te stesso, poi c’è la domenica in cui devi festeggiare te stesso e il tuo team, perché senza fiducia ed autostima il talento non basta.

Un manuale “solido” che introduce il costrutto di talenti liquido, che fa il verso alla società liquida di Zygmunt Bauman,  regno di instabilità ed incertezza economica, politica, sociologica. Come si supera la  “resistenza” che ognuno di noi ha nell’affrontare il cambiamento e ad uscire dalla Comfort Zone?

I talenti liquidi non sono  “pacchetti all-inclusive multitasking”  ma persone che abbiano sviluppato più competenze possibili e in ambiti diversi. I professionisti di successo sono quelli che sanno alimentare la propria preparazione e voglia di crescita diversificando, in chiave creativa, le skill personali e  che nei prossimi 10 anni sapranno gestire più attività professionali con maggiore originalità e sinergia e di conseguenza con maggiore soddisfazione economica. Ogni persona ha molti più talenti di quelli espressi, occorre avere la disponibilità ad apprendere sempre nuove cose, ove passione e divertimento corrono sullo stesso binario.

Nell’era delle interazioni veloci lei rimette al centro le relazioni. Più social ma anche più human ci pare di capire…..

Certamente, infatti io amo parlare dell’arte delle relazioni, che si può imparare e questa è la buona notizia. Le relazioni vanno alimentate, rinnovate, in maniera virtuosa. Quando è necessario intervenire ”vai sulla palla, mai sull’uomo” . Si interviene sul processo, mai sul piano personale perché nel momento in cui si ferisce, l’interlocutore si allontana e questo vale tanto nel team aziendale che  nel privato.

“Abbiamo bisogno di leader che non siano innamorati del denaro ma della giustizia. Che non siano innamorati della pubblicità ma dell’umanità”, diceva Martin Luther King. Qual è la sua personale idea di leadership?

Abbiamo due orecchie ed una sola bocca, perché bisognerebbe ascoltare il doppio di quello che si parla. Questo è anche legato al mio concetto di leadership.L’ascolto è un driver fondamentale.  La messa si celebra in comune, ma la confessione in privato secondo il vecchio detto che solo le lodi vanno espresse  in pubblico. Le osservazioni che devono aiutare una persona a migliorare devono avvenire nelle segrete stanze.

Se hai perso una battaglia non perdere la lezione. E’ un must che viene dall’oriente. In molti sostengono che si impari molto di più dagli errori che dai successi… quali sono le criticità e gli errori più comuni (da evitare) nell’ intraprendere un’impresa?

Rispondo con una metafora: il mare se lo guardi dall’alto, sembra sempre immutabile ed uguale, per scoprire che cosa cela la profondità devi indossare boccaglio, maschera, muta e pinne e solcare l’abisso, per prevederne le  criticità ed osservarne la meraviglia. Senza strategia, pianificazione, programmazione, vision non si possono raggiungere obiettivi a lungo termine

Infine Daniele, in un universo parallelo, il se stesso di 10 anni fa sta leggendo questa intervista. Può scrivergli una parola, un nuovo titolo, un concetto che possa cambiargli la vita… Che parola scriverebbe?

Nessuno mi ha mai fatto una domanda come questa: ma non sono mai sentito più sicuro nel rispondere che la parola magica sia: Analisi. Analisi. Analisi, che poi si lega alla domanda precedente. Gli errori che ho commesso sono tutti imputabili alla mancata analisi dei processi. Se il martedi la parola è “credi in te stesso” non si può commettere l’errore di passare direttamente al gioved’ che è “Azione” saltando un passaggio. In mezzo c’è il Mercoledi che presuppone la capacità di “analizzare come si passa da A a B” in maniera dettagliata, puntuale, precisa. A volte, presi dall’entusiasmo, si sottovalutano alcuni passaggi che si rivelano poi fondamentali.  

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