Moda, la managerialità è femmina

Le imprenditrici del fashion si raccontano a Milano

Redazione Web
Moda, la managerialità è femmina

Un momento di riflessione subito dopo  la chiusura della Fashion Week milanese, per fare il punto sulle innovazioni del settore con la testimonianza di imprenditrici che illustrano case history di successo. Mercoledì 27 febbraio si parlerà di managerialità al femminile ma anche del rilancio del made in italy, nel convegno “Sfilata Innovazione. Fashion e Innovazione sulla passerella del Futuro”, in programma presso la Camera di commercio, a Palazzo Giureconsulti - via Mercanti, 2 – Milano.

Tra gli ospiti, l'Assessore alle Politiche del Lavoro, Attività Produttive, Commercio e Risorse Umane del Comune di Milano, Cristina Tajani, per commentare i numeri dell’imprenditoria femminile nel settore fashion.

Aprono i lavori Marzia Maiorano, Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, e Paola Arosio, Responsabile Institutional, New Brands, Projects and Sustainability, Camera Nazionale della Moda.

Donne e moda in Italia: sono 93 mila le imprenditrici del settore, con 221 mila imprese e 216 mila addetti.

Napoli è in testa alla classifica nella categoria “numero di imprese femminili nella moda”, con quasi 7 mila imprese; seguono Roma con oltre 6 mila, Milano con oltre 4 mila, Firenze con 3 mila.

Se invece parliamo di “numero di addetti” la città di Prato è leader con 14 mila, Napoli è seconda con 13 mila, seguono Firenze (12 mila) Milano (quasi 10 mila) Roma con 9 mila.

Un altro dato significativo è che Il 21% delle imprese sono gestite da donne straniere, e il 13% da giovani.

In uno “zoom” delle migliori performance, crescono le imprese femminili a Verbania, da 199 a 211 in cinque anni, a  Livorno, da 505 a 511, a Prato da 2954 a 2986, a Sondrio da 225 a 227, ad Asti con 254 e 256. Tengono le imprese a Verona con oltre mille, Udine con 565 imprese, Milano con 4.398.

Nella seconda parte del convegno, spazio alle testimonianze delle “addette ai lavori”, stiliste e fashion designer, con le case history di Melania Benassi, Fiorella Ciaboco, Alessandra Guffanti, Caterina Maestro, Debora Olios, Tina Zanaboni.

Ha dichiarato Marzia Maiorano, Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Positivi i risultati sulla moda al femminile. Emerge una partecipazione elevata ad un  settore importante per il made in Italy nel mondo. Crescono le designer (+ 5%) e questo ci fa ben sperare per il futuro del comparto. Con il convegno di oggi promuoviamo il tema dell’innovazione, centrale per mantenere e rafforzare la nostra competitività”.

Dichiara la stilista Fiorella Ciaboco, tra i relatori: “in questo momento di grande sofferenza per l’artigianato italiano e soprattutto del tessile, è necessario portare avanti la battaglia a difesa del made in Italy #difendiAMOilmadeinitaly. Bisogna investire soprattutto nella formazione di nuove risorse, che imparino il “mestiere”. Da anni  sviluppo il mio sapere in atelier, in una costante ricerca che vuole dare priorità all’ aspetto didattico: formare nuove leve a queste ormai rare competenze, tramandando i segreti di bottega che hanno reso grande la storia del nostro paese, fucina culturale e artistica mondiale.”

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