Freccero al ribasso, a Rai 1 salgono le quotazioni di Teodoli, Ammirati al 2

In viale Mazzini salgono nelle ultime ore le quotazioni di Angelo Teodoli direttore di Rai 1 che continua a pianificare con lo stesso staff dell'ex d g Mario Orfeo che mantiene una forte presa sulla rete ammiraglia e su alcuni programmi del day time a cui è affezionato

monica setta
Freccero al ribasso, a Rai 1 salgono le quotazioni di Teodoli, Ammirati al 2

Bisogna conoscere bene il carattere di Fabrizio Salini per capire come si sta muovendo nella delicata partita delle nomine. Affabile, gentile, l'ad Rai ascolta tutti, ma decide rigorosamente  solo con la sua testa. Faceva così a La7 quando la dirigeva, ha fatto nello stesso modo in tutte le altre aziende dove ha lavorato.
Ecco perché quello che ad alcuni è parso un forte tentennamento sulle nomine (che slittano come avevamo anticipato noi di Economy) è in realtà il frutto di una strategia puntuale: raffreddiamo gli animi affinchè si possa far capire che non è - e non deve essere - la politica a dettare l'agenda della Rai. Per restare autonomo e garantire chi ha visto in lui un deus ex machina per la sburocratizzazione della tv pubblica, Salini è disposto a tutto.
A margine dell'audizione in vigilanza (di cui parliamo tra poco) l'ad ha ribadito ai parlamentari che starebbe studiando alcuni profili interni per le caselle delle 3 reti. Certo Salini non vuole fare lo stesso errore di Campo dell'orto ingaggiando esterni nè vuole -questa potrebbe essere la novità- cambiare tanto per cambiare i 3 direttori. Così, in viale Mazzini salgono nelle ultime ore le quotazioni di Angelo Teodoli direttore di Rai 1 che continua a pianificare con lo stesso staff dell'ex d g Mario Orfeo che mantiene una forte presa sulla rete ammiraglia e su alcuni programmi del day time a cui è affezionato. Teodoli lavora bene, è uomo di palinsesto e soprattutto va d'accordo con tutti; in più è vicino alla pensione per cui lasciarlo al suo posto fino alla scadenza naturale del suo contratto potrebbe essere per l'ad una buona idea. A Rai 2 -siccome le regole di Salini valgono per tutti- resta per adesso Andrea Fabiano anche se salgono le quotazioni di Maria pia Ammirati.  Movimenti anche nelle digitali dove vorrebbe rientrare Massimo Liofredi ex direttore di Rai Gulp e Rai yoyo in causa con l'azienda ed in fase di trattativa per una transazione:  o andare via definitivamente o rientrare a guidare Rai gold . Ma Luciano Flussi potente e abile capo del personale ne ha di fascicoli da esaminare visto che molti dirigenti approfittano della "fissa" (ossia mensilità pagate e non lavorate) che rappresentava nell'era di Orfeo un incentivo all'uscita (ma scade appunto a dicembre). Fra questi c'è anche Gianvito Lomaglio ottimo dirigente di Rai 1 autore di tutti  successi come Techetechetè di viale Mazzini. Lomaglio sarebbe per indole e capacità di impegno, una di quelle risorse interne di cui la Rai non vuole privarsi. Vedremo che cosa accadrà. Torniamo ora all'audizione di Salini che, tutta giocata su numeri e progetti industriali, ha convinto la vigilanza Rai.
C'era enorme attesa per l'audizione di Fabrizio Salini ad Rai e lui ha confermato la sua linea: nessuno schema prefinito nè ingerenze esterne su nomine, contratti o appalti. Ma l'ad ha parlato a lungo anche del futuro della Rai e dei progetti allo studio. "Alla luce delle previsioni della proposta di legge di bilancio 2019, che prevede la stabilizzazione sia dell’importo del canone a 90 euro che dell’attribuzione alla Rai solo del 50% dell’extragettito”, per la Rai si profila una situazione che, “oltre a portare strutturalmente in negativo il segno del conto economico, rende critico il reperimento delle risorse necessarie alla copertura dei costi dei progetti previsti dal Contratto di servizio (a partire dai nuovi canali)" ha detto Salini ricordando che “i ricavi da canone che affluiscono a Rai ammontano attualmente a circa 1 miliardo e 775 milioni di euro,  corrispondenti ad una quota dell’85% delle somme pagate dagli utenti: 76 euro sui 90 totali (la quota rimanente del 15% include il prelievo forfettario del 5% introdotto nel 2015, la Tassa di Concessione Governativa, l’IVA)”. Per poi aggiungere che “l’impatto del 50%  dell’extragettito è infatti valutabile per Rai in un calo delle risorse di circa 93 milioni di euro, tenuto conto del previgente  quadro normativo che attribuiva alla Rai l’intero extragettito. Al fine di attuare una seppur parziale ompensazione di tale importo, stiamo operando un aperto confronto con il Governo, soprattutto con il Mise, nostro interlocutore per l’applicazione del Contratto di servizio. Siamo fiduciosi che si possa giungere, con un contestuale impegno da parte di Rai alla ottimizzazione e alla razionalizzazione delle sue risorse, a un punto di equilibrio”. E ancora ecco l'affondo sull'etica. “Individuare nell’etica e nella responsabilità gli elementi caratterizzanti e imprescindibili di una
> gestione corretta e consapevole. Questo è un obbligo che abbiamo verso le nostre persone e su cui l’attenzione sarà alta, altissima” ha puntualizzato l'ad in vigilanza dove ha parlato a lungo del Piano di gestione e sviluppo delle risorse umane previsto dal Contratto di Servizio, che avrà, tra gli altri, il compito di “perseguire l’obiettivo di un nuovo modello di relazioni industriali” per il quale è necessario superare un certo “conservatorismo”.
> Questo piano, ha detto Salini, “non potrà essere ‘monotematico’, e dovrà accompagnare tutte le azioni che sono necessarie in un percorso di transizione verso un modello di moderno Broadcaster digitale, in  grado di cogliere le sfide della multimedialità e dell’innovazione”.Salini ha poi elenco i “passaggi chiave” da cui dovrà predere le mosse il piano: “Coltivare talenti e valorizzare il merito. La stabilizzazione dei precari (anzi, diciamo ex precari) ha finora soffocato la ricerca e l’acquisizione di nuovi talenti. Ma in queste settimane stiamo inserendo in Azienda, con contratto di
> apprendistato-professionalizzante, oltre 300 giovani, under 30, vincitori di selezioni pubbliche per ingegneri, tecnici, impiegati, assistenti ai programmi a cui hanno aderito 17 mila candidati”. Un
> altro punto chiave è “curare la formazione assicurando standard  elevati”: “Quest’anno abbiamo coniato uno slogan ‘le persone al centro’ e composto un catalogo con 145 iniziative formative tra quelle
> in aula e quelle e-learning accessibili su ogni device. Abbiamo l’obiettivo di aumentarle, puntando, anche qui, sui nuovi talenti, sull’ecosistema digitale, su compliance e sicurezza e, non ultima, sulla leadership al femminile”.
> Salini ha poi parlato dell’esigenza di “garantire un sistema integrato di informazione e servizi”: “Conoscere l’azienda, comunicare con l’azienda, essere informati sulle iniziative dell’azienda, rompere, in sostanza, il muro della burocrazia e avere un sistema multidirezionale per la comunicazione interna è l’obiettivo
> del nostro portale intranet, rinnovato profondamente quest’anno e sul quale continueremo ad applicarci”. Per l’ad altro punto centrale è “conoscere le persone che compongono l’azienda: una sezione del portale intranet è dedicato al curriculum on line aperto a tutte le realtà del Gruppo Rai e serve a conoscere meglio le nostre persone, a definire percorsi formativi di tipo sartoriale, a favorirne lo sviluppo e la mobilità interna. Finora abbiamo raccolto oltre 1.500 CV completi e 3.000 colleghi stanno completando il proprio”.C’è poi l’esigenza di “perseguire l’obiettivo di un nuovo modello di relazioni industriali”: “Siamo senz’altro indietro rispetto alla  costruzione di un modello di relazioni industriali moderno in grado dibilanciare i valori che provengono dalla nostra storia, con l’esigenza di innovazione che il contesto competitivo ci obbliga ad attuale. C’è un ‘conservatorismo’ che dobbiamo superare e che stiamo provando a superare. Dal 2008 al 2017 sono stati stabilizzati oltre 3000 precari, prevalentemente risorse già impegnate con contratti a tempo determinato, ma anche collaboratori impegnati con contratto di lavoro autonomo. Per il 2018 era prevista la stabilizzazione di altre 150 risorse. Ho ritenuto di imprimere una forte accelerazione a questo processo, pertanto le stabilizzazioni che verranno fatte entro l’anno, massimo gennaio 2019, arriveranno ad essere quasi 500 e tutto il restante personale utilizzato con contratti di lavoro a termine – si tratta di circa 250 risorse – verrà stabilizzato al massimo al compimento dei 24 mesi di impiego nel corso
> del 2019 e 2020”. “Insomma – ha aggiunto Salini – nella consapevolezza che ,il fenomeno del precariato è complesso, che ha radici lontane ed estese e che non si limita ai soli contratti a termine, resta comunque una considerazione di fondo: una situazione palesemente patologica, che vedeva oltre 3 mila precari utilizzati in modo ,continuativo ogni anno, è stata ricondotta entro limiti del tutto fisiologici (ripeto: da 3 mila a 250), mantenendo stabile il costo del lavoro che, da 10  anni è fermo intorno al miliardo di euro (da 1.009,6 del 2008 a 983,3  del 2017), circostanza, questa, che ha un peso non trascurabile considerato che, nello stesso periodo di tempo, i ricavi della Rai sono diminuiti da 3,2 miliardi di euro a 2,6. Resta da affrontare il tema dei lavoratori autonomi (finora ne sono stati stabilizzati circa 200) per i quali c’è un tavolo aperto con le Organizzazioni Sindacali per individuare maggiori forme di tutela e per prevedere ulteriori percorsi di stabilizzazione”, ha concluso Salini.
> Il futuro non sarà rappresentato dal  ritorno a pratiche opache che, fortunatamente, oramai  rappresentano un passato lontano, direi molto lontano. Quindi l’obiettivo è puntare sulla trasparenza, sulle pari opportunità di accesso e sull’eccellenzadei nostri futuri colleghi”.

> “I 100 vincitori (106 per effetto degli ex aequo) – ha ricordato Salini – sono stati inseriti in azienda tra il 2016 e i primi mesi del 2017. Il meccanismo della selezione non consentiva, al di là dei 100 ‘vincitori’, di distinguere i restanti candidati tra ‘idonei’ e ‘non idonei’; purtuttavia nel 2017 il direttore generale dell’epoca decise lo scorrimento della graduatoria fino al 196 posto (201 per effetto degli ‘ex aequo’) operazione che si è completata nelle scorse settimane”, ha detto Salini concludendo, appunto, con la promessa di uno ‘stop’ alle “pratiche opache”.Il valore delle commesse in cui sono coinvolte società di produzione esterna ammonta complessivamente a circa 131 milioni di euro nel 2017”.  “Tale importo – spiega – include sia il valore dei contratti specifici con la società di produzione esterna sia tutti gli altri costi esterni connessi al programma e cioè costi esterni editoriali e costi esterni di produzione. Più nello specifico – precisa – dei 131  milioni di euro complessivi il valore dei contratti verso le società esterne di produzione per l’appalto totale unitamente all’acquisto del
> format ammonta a circa 75 milioni di euro nel 2017. I restanti 56 milioni di euro si riferiscono a costi per il reperimento delle risorse artistiche e a costi di natura produttiva non compresi  nell’appalto (conduzioni, studi, scenografia)”.
> “Tali valori – entra più nel dettaglio l’ad Rai – devono essere posti a confronto con la spesa complessiva per la programmazione pari a circa 540 milioni di euro nel 2017”. Importo che considera “i costi complessivi editoriali, i costi esterni e industriali di produzione.  Da tale confronto emerge come primo dato – rimarca Salini – che il  valore dei costi esterni delle commesse in cui sono coinvolte società esterne (in regime di appalto totale o parziale) rappresenta circa il 24% dei costi complessivi della programmazione: 131 milioni di euro su 540 milioni. In realtà questo dato – specifica l’amministratore
> delegato – incorpora anche i costi esterni che sarebbero comunque sostenuti dall’Azienda anche in caso di internazionalizzazione completa della commessa”. "Mi riferisco in particolare – chiarisce Salini – ai costi per il reperimento delle risorse artistiche e quindi ai costi per i conduttori, per gli ospiti, ai costi per la realizzazione della scenografia e ai costi per i servizi produttivi che si acquisiscono sul mercato in base alla saturazione delle risorse interne e che comunque rappresentano fattori produttivi direttamente controllati da Rai e non intermediati da soggetti esterni”. "Pertanto – prosegue Salini – se si considerasse esclusivamente il valore dei contratti verso le società di produzione esterna, con l’esclusione dei costi connessi a fattori produttivi che in ogni caso si dovrebbero reperire sul mercato, l’incidenza dei costidegli appalti sui costi complessivi della programmazione Rai si ridurrebbe a circa il 14%, valore dato dal rapporto tra 75 milioni e 540 milioni di euro quale spesa complessiva della programmazione. Ricordo in questa occasione – fa notare l’ad Rai – che la Rai investe circa 200 milioni di euro di euro in fiction e cartoni, circa 250 milioni di euro in cinema d’acquisto e produzione, circa 180 milioni di euro nella programmazione sportiva (diritti sportivi e connessi costi editoriali e di produzione)”. Salini, nell’affrontare il capitolo ‘appalti esterni’, ha voluto precisare l’approccio tecnico seguito: su questo fronte, ha esplicitato, “i canali considerati sono le Reti generaliste e quelle tematiche che realizzano anche programmi di utilità immediata (ad esempio Rai 5, Rai Yo Yo, Rai Gulp). Non abbiamo considerato – ha, quindi, evidenziato – i prodotti audiovisivi (fiction, cinema e documentari) perché per questi abbiamo specifici obblighi di investimento a beneficio dei produttori indipendenti; allo stesso modo
> non abbiamo considerato lo sport (in cui è preponderante il costo dei diritti) e l’informazione (che realizziamo tutta all’interno dell’azienda)”."Ritengo negativo che in Italia non si producano format originali di intrattenimento o che, quanto meno, si possano contare sulla punta delle dita. Lo fanno tanti paesi fra cui la Scadinavia, perché non debba farlo l’Italia è una domanda da porsi.La Rai deve essere il motore principale per mettere in moto questa industria. Lo faremo, come lo facciamo per il cinema e le fiction. Avremo una struttura e un’area che si occuperà esclusivamente di format di intrattenimento”.

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