Sardegna, tir in marcia contro Tirrenia

Un'altra, poderosa spallata in Sardegna al grottesco para-monopolio che la Tirrenia, ex compagnia di navigazione pubblica falsamente privatizzata con la vendita a Moby che non ha mai pagato e con 73 milioni di contributi annui: una marcia di protesta di Tir.

Marco Scotti
Sardegna, tir in marcia contro Tirrenia


"Navi vecchie di 40 anni, che si fermano in mezzo al mare per blackout, costi alle stelle dall'estate all'inverno". Lo ha detto il leader di Unidos, Mauro Pili, che ha dato il via a Cagliari alla "Marcia per la libertà della Sardegna contro gli abusi e i soprusi di Tirrenia, che prende 73 milioni di euro dallo Stato per un sevizio scadente".  Una marcia aperta da un tir lungo 14 metri con la scritta "Basta Tirrenia" su un lato, con una colonna di altri sette autoarticolati attraverso le strade dell'Isola sino a Porto Torres. "Nonostante i 73 milioni, l'armatore Onorato ha un debito di 180 milioni di euro con lo Stato - attacca Pili – i giudici devono sequestrarli prima che sia troppo tardi e nel contempo bloccare qualsiasi pagamento dei 73 derivanti dalla convenzione". L'ex governatore lancia un appello anche al ministro Toninelli affinché convochi al più presto un tavolo con gli operatori sardi del trasporto per bloccare gli aumenti del 50% che scatteranno dal primo novembre. "Il ministro eviti che questa nostra mobilitazione assuma i connotati di una dura protesta. Già 4 anni fa fummo
costretti a bloccare porti e navi per fermare un'altra escalation di aumenti di Tirrenia. Non costringeteci a gesti duri e decisi". La marcia, ribadisce Pili, "è un'azione di libertà contro gli abusi che negano il diritto sacrosanto dei sardi di muoversi alla pari di ogni altro cittadino italiano ed
europeo".

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