Tirrenia, petizione vicina alle diecimila firme in 4 giorni

Prende corpo l'iniziativa dell'ex governatore della Sardegna Mauro Pili che, sulla piattaforma Change.org, ha lanciato una raccolta di firme tesa a fare revocare la convenzione dello Stato con la compagnia del gruppo Moby che viene finanziata con 73 milioni di sussidi all'anno per le sole rotte con la Sardegna, ed altri 17 per le altre tratte nel Tirreno.

Marco Scotti
Tirrenia, petizione vicina alle diecimila firme in 4 giorni

Tirrenia, petizione per la revoca verso le 10 mila firme

 

 

Ha raggiunto quasi 10 mila firme in quattro giorni – un record - la petizione lanciata dall’onorevole Mauro Pili per la revoca immediata della convenzione tra lo Stato e la Tirrenia. L’ex presidente della Regione Sardegna, oggi leader del movimento autonomista Unidos, ha puntato i riflettori contro una convenzione straordinariamente sbilanciata a favore della Tirrenia che, privatizzata sei anni fa ed acquisita dall’armatore della Moby Vincenzo Onorato, esercita numerose rotte tra l’isola e il Continente intascando un profumatissimo contributo di denaro pubblico – addirittura 73 milioni di euro all’anno.

Una montagna di soldi che però, come si afferma nella petizione e come ben sanno migliaia e migliaia di viaggiatori, non trova adeguato riscontro nella qualità del servizio Tirrenia. E questo ai sardi non risulta più sopportabile: sapere che lo Stato spende 30 euro all’anno per ciascuno di loro, dai neonati ai centenari, senza che i collegamenti marittimi con la terraferma abbiano prezzi davvero convenienti e siano efficienti unisce al danno la beffa.

Inoltre è notorio che in Europa la stragrande maggioranza delle altre isole molto popolose non godono dei vantaggi dei sussidi pubblici ai collegamenti marittimi concessi dallo Stato italiano alla Tirrenia, concessione che peraltro era stata data poiché Tirrenia era una compagnia pubblica, un assunto che la privatizzazione ha ovviamente cancellato.

E non basta: i 73 milioni di euro incassati per Tirrenia rappresentano da soli un buon 12% del fatturato del gruppo Moby-Onorato, senza i quali il risultato (che nel primo trimestre è stato in deficit per 40 milioni di euro!) sarebbe ancora peggiore. Il paradosso è che Moby-Tirrenia, pur perdendo tanti soldi a fronte di tanti sussidi, li investono per finanziare attività in violazione della concorrenza, come ha rilevato l’Antitrust, condannando il gruppo a una multa per 29 milioni di euro (punizione oggi in attesa dell’esito del ricorso al Tar intentato da Onorato).

Nel frattempo, i costi dei biglietti da e per la Sardegna applicati dalla Tirrenia, sottolinea la petizione di Pili, hanno raggiunto “livelli scandalosi che rendono l'isola di fatto sempre più inaccessibile a residenti, turisti, operatori economici; un nucleo familiare, due adulti e due bambini, nella tratta Genova - Olbia, andata e ritorno sono costretti a pagare oltre 1000 euro”; inoltre, sul piano qualitativo, “le navi della Tirrenia sono vetuste, hanno oltre 40 anni alcune impegnate nelle rotte da e per la Sardegna”; il che le rende oggettivamente poco sicure: “Sono numerosi i black out che si sono verificati a bordo delle navi in piena navigazione costituendo un vero e proprio pericolo per il trasporto di passeggeri e non solo”. E dunque “la Tirrenia riceve indebitamente contributi dello Stato per 73 milioni di euro senza alcuna verifica del servizio e senza alcuna giustificazione, considerato che tale contributo non svolge alcuna funzione calmieratrice del mercato, semmai l'esatto contrario”.

Infine, il paradosso dei paradossi: “il gruppo Onorato non sta pagando nemmeno allo Stato le rate d’acquisto di Tirrenia – rimarca ancora la petizione - la Moby, proprietaria di Tirrenia, non sta pagando nemmeno le rate dell’acquisto della compagnia statale di navigazione come emerge dalla relazione divulgata dalla più grande agenzia di rating Moody's che ha declassato pesantemente Moby e le sue collegate; il governo precedente ha  consentito ad Onorato di non pagare le rate d’acquisto della Tirrenia con il differimento del pagamento di 180 milioni di euro ancora in sospeso per l’acquisto di Tirrenia”.

Concludendo, la petizione invita il Ministro delle infrastrutture e Trasporti, “alla luce di quanto detto, a revocare con somma urgenza la convenzione con Tirrenia e ad avviare immediate procedure per impedire l'illegittimo esercizio del monopolio del gruppo Tirrenia - Moby nelle rotte da e per la Sardegna con l'illegittimo utilizzo di denaro pubblico; il Governo a revocare la convenzione in base all’art.15 e connessi”; e ancora “il Governo a predisporre con somma urgenza sulle rotte da e per la Sardegna una vera e propria continuità territoriale al servizio dello sviluppo economico e sociale dell'isola che cancelli monopoli e discriminazioni”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400