Facebook, arrivederci al drone solidale

Redazione Web
Facebook, arrivederci al drone solidale

Una dopo l’altra, si sgonfiano tutte le “palle” buoniste di Facebook. Il social media più frequentato del mondo ha deciso di non dilettarsi più nell'ingegneria aerospaziale. E così ha annunciato martedì che non progetterà né costruirà più il suo velivolo che doveva diffondere la connettività internet in zone poco o per nulla connesse, un progetto che era partito nel 2014 e ha portato alla realizzazione di Aquila, un drone pensato proprio per questo scopo, testato con successo ma mai utilizzato in concreto.
Si tratta di una scelta dettata da pragmatismo: Facebook ha spiegato in una nota che ci sono oggi aziende aerospaziali che stanno investendo nello stesso tipo di tecnologia, e ha deciso di lavorare con partner quali Airbus SE sulle tecnologie di connessione trasmesse dai velivoli.

Il drone Aquila è stato un simbolo concreto e soprattutto visibile dell'innovazione in un'azienda in cui tutto il lavoro più importante è fatto di software. Il drone ha fatto bella mostra di sé nelle conferenze organizzate da Facebook, ed è stato spesso presentato come un esempio dell'importante lavoro svolto da Facebook per connettere il mondo via Internet. Facebook sta ancora lavorando su altre tecnologie in grado di diffondere l'accesso alla Rete.
Il piano originale, svelato nel 2015, prevedeva l'utilizzo di palloni aerostatici per sollevare il drone senza pilota, con l'apertura alare di un aereo Boeing 737, ad un'altitudine di 27mila metri. dove doveva restare per tre mesi trasmettendo informazioni via laser. Nel primo volo di prova il drone ha subito un problema strutturale poco prima dell'atterraggio; Facebook ha considerato lo stesso il volo un successo. "Abbiamo dimostrato che un velivolo di questo tipo era realizzabile, grazie a due voli di prova di successo su vasta scala", si legge nel posto di Facebook.

 

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