Debito pubblico e crescita

Messina, Ceo Intesa Sanpaolo:
abbattere il debito e investire si può

L'intervento del Ceo di Intesa Sanpaolo all'evento Obiettivo Protezione: le parole del ministro Tria sono positive, ma fossero venute un mese fa ci avrebbero evitato l'aumento dello spread e il crollo della borsa

Redazione Web
Messina, Ceo Intesa Sanpaolo: abbattere il debito e investire si può

All’evento Obiettivo Protezione, che al grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino presenta gli ambiziosi piani di sviluppo del settore assicurativo danni del gruppo bancario, il Ceo Carlo Messina commenta le dichiarazioni del ministro dell'Economia Giovanni Tria e la prospettiva legata all'aumento dello spread e alla fine del Quantitative Easing.

Così Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo: “Il ministro dell'Economia ha detto le cose che andavano dette un mese fa, il che ci avrebbe evitato l'innalzamento dello spread e la caduta della borsa. Al di là di ciò, il ministro ha detto quel di cui ha bisogno il Paese: il debito si riduca, e ci sia spazio per ampliare gli investimenti, il che è necessario per recuperare disoccupazione. Debito e disoccupazione sono priorità assolute, se dimostriamo di saper contrastare il debito la componente deficit non deve essere un tabù. Certo per la fiducia degli investitori non bastano 10 giorni di buone dichiarazioni, la mia percezione è che è necessario aspettare la manovra finanziaria di settembre-ottobre, per fare vedere che si fanno sul serio le manovre per ridurre il debito e al contempo accelerare la crescita. I mercati hanno bisogno di certezze, specie se hai creato un elemento di rottura sulla percezione di rischio del Paese. Eppure il Paese rimane solido, i fondamentali sono solidi. Certo il gruppo Intesa Sanpaolo prima di questa rottura aveva un valore in borsa di 53-54 miliardi di euro, era la terza banca europea per capitalizzazione di borsa, sopra c'erano solo Santander e Pnb Paribas. Oggi il valore è sceso a 43-44 miliardi, siamo quindi la quinta banca, abbiamo perso 10 miliardi di euro in borsa. Nel mondo delle banche internazionali conta non la dimensione ma proprio il valore che hai, è la moneta di scambio e anche il grado di difendibilità nel caso in cui ti vogliano acquisire; se Intesa Sanpaolo scendesse a 30 miliardi sarebbe un'azienda contendibile. Quanto alla fine del Quantitative Easing: Non sono per nulla preoccupato, sono convinto che la banca sia così solida e i fondamentali così forti che supereremo qualsiasi difficoltà. Però la fine del QE porta il venir meno della domanda di titoli di stato, se c'è un grado di percezione del rischio accresciuto e viene meno una domanda continua, durante l'asta ti trovi a non avere un paracadute. Anche per questo la riduzione del debito è una priorità, e il ministro dell'economia ha fatto bene a dirlo. Per abbattere il debito si potrebbe programmare una dismissione del patrimonio immobiliare di 25 miliardi l'anno per 5 anni. Con una parte riduci il debito, con un'altra acceleri la crescita. Una parte del contratto di governo contiene buoni propositi, come quello di ridurre le tasse e sostenere l'occupazione giovanile specie al sud, ma non si capisce da dove possano venire le risorse”.

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