Il petrolio rincara, ma a Wall Street ancora non basta

Redazione Web
Il petrolio rincara, ma a Wall Street ancora non basta

Le principali compagnie petrolifere come la ExxonMobil, la Chevron e la Shell hanno riportato utili trimestrali alla fine della scorsa settimana, dimostrando che l'aumento dei prezzi del petrolio sta sicuramente migliorando i loro profitti... ma non necessariamente abbastanza da soddisfare gli investitori! L'aumento dei prezzi del petrolio è stato infatti una notizia gradita, se non per i consumatori, almeno per un settore che aveva attraversato momenti piuttosto difficili dopo il drastico crollo del prezzo del petrolio nel 2014. Ora che i prezzi sono quasi tornati al livello di un tempo, le imprese del settore dell'energia stanno vivendo la loro rivincita: Shell, Chevron e Total hanno tutte riportato alcuni dei migliori profitti degli ultimi anni. 

Exxon, tuttavia, ha finito per guadagnare meno degli investitori previsti per il secondo trimestre consecutivo. Perché? Innanzitutto perché la geopolitica ha un grande impatto sui mercati petroliferi. I prezzi del petrolio sono balzati la scorsa settimana, quando gli investitori sembravano ritenere che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe rinnegato l’importante accordo internazionale negoziato con l'Iran nel 2015, che ha revocato una serie di sanzioni economiche precedentemente imposte al paese. L'Iran è uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo; qualsiasi nuova sanzione statunitense ridurrebbe la sua capacità di vendere il petrolio all'estero e quindi l'approvvigionamento globale di petrolio (probabilmente aumentandone ulteriormente il prezzo). Sebbene infatti il prezzo del petrolio sia aumentato di circa il 30 per cento dall'inizio del 2017, le scorte energetiche sono in ritardo, con un aumento solo del 6 per cento nello stesso periodo.

 

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