Indra, dalla Spagna per
informatizzare la PA

L'azienda si è garantita due lotti che le frutteranno 186 milioni in 5 anni

Redazione Web
Indra, dalla Spagna perinformatizzare la PA

La tecnologia di Indra implementata nel progetto per il Sistema pubblico di connettività, di cui il gruppo si è aggiudicato terzo e quarto lotto in raggruppamento temporaneo d’impresa con Almaviva, Almawave e PricewaterhouseCoopers, permetterà, oltre alla creazione di portali web e app mobile con l'utilizzo di tecnologie di gestione documentale (ECM), l'interconnessione dei sistemi e lo scambio di dati tra le amministrazioni attraverso l'utilizzo di Big data, open data e sistemi di collaborazione applicativa per garantire l’interoperabilità. Vale a dire una mezza rivoluzione, vista la tradizionale e pervicace carenza di dati che caratterizza tanti settori produttivi in Italia, avvolgendoli in una nube che ostacola spesso qualunque tentativo di riforma. Indra è in Italia dal 2011.

Nei centri di produzione software di Napoli e Matera, nel centro di eccellenza di Customer experience management di Roma, nella sede di Torino e in quella nuovissima di Milano lavorano oltre 700 professionisti. Tra le altre attività italiane di Indra figurano il roll-out della filiale di energie rinnovabili di Enel, con estensione e miglioramento del modello economico-finanziario SAP installato in Enel Green Power e implementazione nelle filiali di tutto il mondo. Ma anche la modernizzazione dei sistemi di gestione documentale e intranet di Maire Tecnimont, i sistemi di difesa elettronica per i sottomarini U212 della Marina Militare italiana, lo sviluppo e gestione del Contact Center di Wind...

Imponenti i numeri globali della multinazionale: 2,7 miliardi di euro di fatturato 2016, oltre 34mila dipendenti, presenza stabile in 46 Paesi e progetti attivi in oltre 140. Anche in Italia la forza lavoro sta crescendo a un ritmo sostenuto: «nel 2016 abbiamo assunto oltre 115 nuovi professionisti – spiega García - con l'iniziativa Smart e Start, volta a facilitare l’assunzione di giovani laureandi e neolaureati in grado di promuovere la scommessa di Indra per la trasformazione digitale e lo sviluppo di nuove soluzioni e servizi. Nel 2017 sono stati oltre 170, nel 2018 speriamo di superare questo numero. Abbiamo sviluppato un rapporto con diverse università, come quelle di Milano, Torino, Bari e Potenza, che sono incubatrici di un talento che vogliamo avere la possibilità di scoprire quando è giovane. Per un giovane italiano lavorare in un'azienda come la nostra è un'esperienza importante, tanti hanno anche l'opportunità di lavorare all'estero».

Indra intende continuare a investire e crescere nel Belpaese: «Da quando siamo arrivati abbiamo avuto una crescita sostenuta del fatturato tutti gli anni. Consideriamo l'Italia un motore importante di crescita per il futuro del Gruppo» conclude l'ad.

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