INNOVAZIONE

Con l’hi-tech diventa virtuale anche il lockdown

Realtà aumentata, gamification e blockchain sono alla base delle soluzioni sviluppate da Api, un’azienda che dal 1985 non fa altro che innovare. Così formazione a distanza ed eventi superano il coronavirus

Angelo Curiosi
Coronavirus, smart working e cyber security

Certi business fanno giri immensi, ma comunque tornano utili all’imprenditore capace di diversificare ed evolvere: è la storia di Massimo Spica, oggi alla guida di un’azienda di servizi tecnologici, si chiama Api ed esiste dall’85, nata come rappresentante di tecnologie aeronautiche e oggi…

Oggi, dottor Spica?

Siamo cresciuti! Costantemente, negli anni. Aggiungendo supporto tecnologico dapprima nel settore aeronautico per sistemi a bordo velivolo e, dopo il mio ingresso in azienda – nel ’98 - anche diversificando su sistemi di supporto a terra asserviti alla produzione e manutenzione dei velivoli per poi, dal 2008, creare una seconda divisione interna alla società che si occupava di automazione industriale. È stato in quegli anni che abbiamo acquisito il progetto di uno spin-off del Politecnico di Milano che aveva l’ambizione di portare le comunicazioni wireless a livello industriale. Si utilizzavano ancora le frequenze dei CB, in VHF, bassa frequenza, forte interferenze con l’ambiente industriale e bassa velocità di scambio dati (1-10 kbps)... Noi, utilizzando invece il protocollo Dect, abbiamo portato per la prima volta una comunicazione wireless, senza interferenze, con una velocità di trasmissione di 500-600 kbps al secondo, offrendo ai nostri clienti un grande vantaggio in tutte le applicazioni industriali dove stendere un cavo era impossibile… La banda Dect risolveva il problema. Era il momento giusto di andare verso quell’esigenza.

E poi?

Poi ci siamo scontrati con una concorrenza che aveva dimensioni di molte misure superiori alle nostre, mentre il boom pazzesco che le tecnologie wireless stavano compiendo richiedevano capitali… Quindi abbiamo deciso di integrare le tecnologie che aziende più strutturate erano in grado di produrre andando a scegliere le più affidabili e allo stato dell’arte per ogni applicazione, ingrandendoci a nostra volta, sia come risorse tecnologiche che come personale. Finché con la crisi del 2012 gli ordini della parte aeronautica hanno iniziato a flettere e ci siamo ridimensionati, per una nuova partenza. 

Quale?

Quella legata alla digitalizzazione industriale che oggi va sotto il nome di Impresa 4.0. Il grande problema delle piccole e medie imprese era quello di non avere punti di riferimento per introdurre una digitalizzazione spinta nei loro processi, e noi ci siamo inseriti nel nuovo mercato come supporto in affiancamento, implementando i loro progetti e permettendo il recupero di risorse finanziarie a chi da solo non ce l’avrebbe mai fatta. E invece, col metodo Api, ce la facevano.

Il metodo Api?

Sì! Per noi al centro del processo di innovazione e digitalizzazione di un’azienda ci deve essere la persona. Il nostro approccio lo possiamo schematizzare con un triangolo equilatero dove al vertice alto c’è la persona e ai due vertici inferiori il business e la tecnologia. (https://api-arvr.com/servizi/).

E venendo all’oggi?

La nuova strategia transita per la collaborazione con Rsm Italia, società di revisione e consulenza strategica, nello specifico con il loro Innovation Lab... Grazie al quale includiamo nella nostra offerta soluzioni all’avanguardia: percorsi di design sprint, un metodo che porta nel giro di 1-2 settimane a risolvere il problema fornendo una soluzione prototipale… analizziamo il problema in toto, dall’amministrazione alla produzione, alla vendita etc. Affianchiamo il team del cliente che è coinvolto nel problema e con loro creiamo la soluzione adatta.

Tecnologicamente cosa offrite?

Soprattutto realtà aumentata, realtà virtuale e gamification, in questa fase. Le tecnologie però per noi sono un mezzo per raggiungere degli obiettivi. Per questo sono nati tre progetti innovativi che vedono la collaborazione di Api con RSM e Knobs, società esperta nella blockchain, che in questo momento sono diventati veramente importanti. Il primo di cui abbiamo depositato la domanda di brevetto a febbraio 2020 intende innovare la formazione sia dal punto di vista della certificazione/notarizzazione attraverso blockchain che dal punto di vista del metodo di erogazione attraverso l’uso della gamification per renderla più interattiva e coinvolgente rispetto ai percorsi formativi classici. Il secondo si rivolge al mondo degli eventi, come fiere, convegni, sfilate di moda… che da febbraio sono fermi e dove attraverso l’uso di tecnologie come blockchain e realtà virtuale permettiamo agli organizzatori di svolgerle seguendo le indicazioni di distanziamento sociale, creando coinvolgimento ed emozione oltre che il contatto umano seppur a distanza. Il terzo invece riguarda i musei, l’arte e la cultura in generale dove applichiamo le stesse tecnologie per creare percorsi veri e propri di coinvolgimento e immersività nel realismo delle opere con ricadute anche sull’indotto. In tutti questi progetti, ma anche in altri la partnership che abbiamo con Knobs e Rsm Innovation Lab risulta fondamentale e vincente.

Ci può fare qualche esempio in più?

Per esempio, stiamo lavorando con Rsm Innovation Lab su un percorso di formazione di on-boarding di nuovi dipendenti in una divisione di una multinazionale del settore energetico attraverso l’utilizzo di un videogioco; altri esempi sono la creazione di videogiochi anche in realtà virtuale per la formazione aziendale prima di inviare risorse umane in missioni pericolose, o prima di utilizzare macchinari poco noti o molto complessi. Ma le applicazioni sono infinite. Per esempio stiamo lavorando su un progetto in collaborazione con Food Benefit, startup innovativa milanese nel settore alimentare con approccio salutista e particolare attenzione al wellness, per utilizzare “avatar” tridimensionali in grado di insegnare esercizi ginnici sia nell’ambito dell atletica che a scopi riabilitativi.

E con quale obiettivo?

L’obiettivo e la mission di questa società è fare in modo che persone oggi sempre più sedentarie – non parliamo poi in questi tempi di lockdown! - riescano comunque a mantenersi in forma con programmi sia dietetici che salutistici… studiati da professionisti. Attraverso l’avatar 3D interattivo vengono offerte soluzioni virtuali a supporto dell’attività fisica anche delle categorie più deboli.

E la vecchia passione per l’aeronautica?

È come il primo amore: non si scorda mai. Siamo sempre meno coinvolti nel fornire tecnologia a bordo velivolo, prediligendo la parte di supporto a terra degli aerei, attraverso la fornitura di sistemi di tracciabilità dei tool che vengono utilizzati per fare manutenzione o produrre aerei ma che presto arricchiremo di realtà aumentata.

Scusi, per quale cliente?

Be’, in questi 35 anni abbiamo lavorato con tutto il panorama aeronautico e spaziale italiano e non: lato costruttori partendo da Aeritalia Selenia per arrivare a Leonardo dei giorni nostri… ma anche con le compagnie aeree come Alitalia, BluePanorama, Neos, del gruppo Alpitour. Inutile sottolineare che in questa fase di mercato il settore va molto a rilento, ma quando potremo riparlare con maggior dinamismo porteremo al mondo dell’aeronautica quel che ci piace di più, molte novità sia nella manutenzione che nella formazione e nel marketing!

Già: come riuscite a fare marketing operando in segmenti così specialistici e verticali?

Ci siamo costruiti una rete di procacciatori d’affari e di agenti esterni, molto competenti e già bene inseriti nei settori in cui vogliamo agire.

Insomma, siete una startup di 35 anni!

Ma sì, siamo una startup nello spirito costantemente proteso non solo verso l’innovazione tecnologica, ma anche verso i nuovi settori e i nuovi possibili sbocchi di business. Applichiamo tecnologie innovative ma non acerbe. 

In che senso?

La realtà virtuale è già matura e la blockchain è pronta, tanto per citarne due. Però, vede: abbiamo iniziato a lavorare sulla realtà virtuale e aumentata dalla metà del 2019, ma le persone che si occupano di sviluppo nel nostro team hanno già una decina d’anni di esperienza con questa tecnologia. E al contrario di alcuni nostri competitor non arrivano dal mondo dell’informatica ,ma da quello delle Belle Arti… 

Le belle arti?

Sì! È quello che ci contraddistingue per riuscire a dare il realismo a quello che creiamo… Queste tecnologie sono nuovissime per il mercato industriale, e noi ci stiamo reinventando un’ennesima volta con esse. Non so se è un caso, ma i nostri nuovi investimenti sono coincisi con periodi di crisi…ma le crisi, noi le vediamo come punti di svolta, di opportunità!

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