GESTIRE L'IMPRESA

Se è “economia di guerra”
serve un mindset militare

Leadership, dedizione, autocontrollo, velocità d’azione: le competenze di chi ha servito nelle Forze Armate sono sempre più richieste dalle aziende. Così gli ex soldati, specie in tempi di crisi, sono risorse preziose

Davide Passoni
Se è “economia di guerra”serve un mindset militare

Per rimettere in piedi un tessuto produttivo devastato dalle conseguenze dell’economia di guerra in cui si è trovato, senza avere gli strumenti per adattarvisi rapidamente, servono persone che la guerra l’hanno fatta per davvero. O, almeno, che abbiano avuto un addestramento tale da prepararle ad affrontare sul campo una guerra reale. Persone come gli ex soldati, che l’esperienza nelle Forze Armate ha dotato di un cosiddetto “mindset” militare con caratteristiche sovrapponibili a quelle necessarie a guidare un’azienda o a occuparne le posizioni chiave. 

«I militari hanno competenze “soft” che le aziende ricercano sempre nei propri manager, in quanto imprescindibili al fine di creare un management capace di guidarle verso l’eccellenza - dice Gioia Novena (nella foto), Country Manager Italia di Joy Consulting, società specializzata in consulenza professionale nell’ambito delle Risorse Umane -. Tutte queste qualità sono rintracciabili in maniera evidente e più accentuata tra candidati che hanno un background militare. Sono persone addestrate per portare a termine gli obiettivi dati, affrontando situazioni in cui spesso si trovano a non avere sufficienti risorse e strumenti. Anche le aziende, seppur in modo diverso, possono incontrare momenti di carenza e crisi; poter contare su manager che sanno adattarsi velocemente e che si adoperano per risolvere i problemi con il poco a loro disposizione, rappresenta un fortissimo vantaggio competitivo per qualsiasi azienda affronti i sempre più frequenti momenti di criticità che il mercato presenta». 

Gli ex militari hanno la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati a prescindere dal grado di difficoltà del contesto

Ma quali sono queste competenze e in quali ambiti si possono impiegare? Intanto nella gestione del team e nell’ottimizzazione del flusso di comunicazione: «In ambito militare, chi ricopre ruoli come quello di ufficiale, capitano, tenente, è abituato a gestire numerose risorse. Doti di leadership di questo calibro non sono solo il frutto di una predisposizione individuale, quanto dell’aver maturato esperienza in ambienti contraddistinti dai principi della disciplina militare. Inoltre, i militari sono abituati a comunicare tra loro con messaggi chiari, veloci, efficaci: in ambito aziendale, tale approccio potenzia e velocizza i flussi di comunicazione, rendendo le attività legate al business ancora più performanti». Rispetto delle gerarchie e forte capacità di resilienza completano il quadro delle principali competenze che un ex militare può mettere al servizio di una azienda: «I militari - conclude Novena - sono educati alla disciplina e possiedono l’abilità di rispondere con immediatezza agli ordini, mettendo in secondo piano il proprio benessere e la propria sicurezza: in ambito aziendale tale abilità può essere declinata in un rigoroso rispetto delle gerarchie e nel mettere sempre in primo piano l’azienda. Inoltre, chi ha avuto un passato importante nelle Forze Armate è addestrato per raggiungere i propri risultati affrontando situazioni complesse e rischiose: avere in azienda manager con una tale resilienza e una tale capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati a prescindere dal grado di difficoltà del contesto, è un requisito essenziale per qualsiasi azienda che miri all’eccellenza».

Sono molti i casi di ex militari inseriti oggi all’interno di aziende grandi e piccole o che hanno scelto l’autoimprenditorialità.

Marco Livio Nasponi, da settembre 2016 è Corporate Security Manager di Bonatti Spa, un International General Contractor nel settore Oil & Gas con sede a Parma. Maggiore dei Carabinieri in congedo, ha operato a Palermo, in Iraq, ha comandato il Nucleo operativo Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna (NA), in prima linea contro la camorra, poi la Compagnia di Ronciglione (VT) e quella di Parma, infine il Nucleo Investigativo a Roma e l’impiego al Comando Generale. «Mi sono state utili sia l’esperienza sul campo, sia quella organizzativa. L’Arma ha una doppia anima, di polizia e militare, utili entrambe per gestire le situazioni che si possono trovare in azienda, sia quelle da trincea sia quelle da gestire in punta di diritto. Una formazione militare con proiezione di polizia va benissimo in una società che opera in posti remoti e difficili in cui servono entrambe. Un’esperienza di cui beneficia un’azienda come Bonatti mirata alla continuità del business. Prendiamo il caso Coronavirus: la mia esperienza è a disposizione dell’azienda per ridurre al minimo i rischi dei dipendenti oltrechè subcontrattisti e top management. Per quest’ultimo - per esigenze di business continuity - lo isolo, o creo un team di backup che gli subentri in caso di malattia. Allo stesso modo, limitatamente alla proprietà, non faccio mai viaggiare sullo stesso aereo il presidente e i figli che lavorano in azienda, per salvaguardare le prime linee in caso di pericolo. Piccoli esempi, ma indicativi del mio mindset militare». 

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