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Il legame col territorio
non si spezza, si trasforma

Assicurazione e messa in sicurezza dei dipendenti, rateizzazione delle bollette, iniziative digitali per gli studenti: così la multiutility bolognese Hera mantiene viva la sua presenza nonostante il virus

Marco Scotti
Il legame col territorionon si spezza, si trasforma

Domanda: come si mantiene un legame con il territorio quando questo si è fermato nella sua quotidianità, quando ha smesso di pulsare, di risuonare per le risate dei bambini? Un quesito che deve essere arrivato anche nella sede di Hera, la multiutility bolognese che opera in circa 350 comuni del centro-nord Italia. Perché l’Emilia Romagna e il Veneto sono regioni che hanno vissuto i lockdown più severi e rigidi fin dall’inizio della pandemia di Coronavirus. «I servizi che eroghiamo sono essenziali per i cittadini e questa responsabilità è ben presente in ogni nostra scelta», spiega Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo dell’azienda: «Per questo già da tempo il Gruppo Hera si è dotato di un modello di crisis management e, nel caso specifico del Coronavirus, abbiamo attivato le procedure quando l’emergenza nazionale non aveva ancora interessato nessuno dei territori in cui operiamo e sono state progressivamente messe in campo per tutte le società del Gruppo misure per garantire la salute del personale e la continuità dei servizi in tutte le aree». 

Hera ha dato la possibilità a tutti i clienti, privati e imprese, di rinviare la scadenza di pagamento o chiedere una rateizzazione

E così Hera ha continuato a fornire i servizi di luce, gas, acqua e gestione rifiuti. Questo è stato dato per scontato, nonostante le ovvie difficoltà logistiche. Ma ha anche dovuto reinventare un rapporto con la cittadinanza che si faceva improvvisamente complicato. Anche e soprattutto dal punto di vista economico, con la chiusura repentina di aziende ed esercizi commerciali che ha causato una notevole perdita di reddito per imprese e famiglie. «Per questo, in attesa di specifici provvedimenti da parte del Governo e dell’autorità di regolazione nazionale Arera, abbiamo dato la possibilità a tutti i nostri clienti (famiglie e imprese) in difficoltà economica di poter richiedere per le bollette in scadenza relative a tutti i servizi di rinviare la scadenza di pagamento di 30 giorni oppure richiedere una rateizzazione», specifica Tommasi, che aggiunge: «Un’ulteriore iniziativa ha riguardato le piccole e medie imprese fornitrici, per cui ci siamo resi disponibili ad accettare lo smobilizzo dei crediti vantati nei nostri confronti, fornendo ogni supporto necessario a finalizzare le operazioni di factoring». Le modalità agevolate sono poi state prorogate fino alle bollette in scadenza al 30 giugno. I clienti in difficoltà possono così chiedere la rateizzazione del pagamento in tre rate nei tre mesi successivi. Inoltre, i clienti che alla ricezione della bolletta saranno disoccupati, in cassa integrazione, o i lavoratori autonomi che siano beneficiari delle misure di sostegno al reddito, introdotte di recente per affrontare l’emergenza Coronavirus, potranno richiedere una rateizzazione del pagamento delle bollette estesa fino a sei rate. Il tutto senza alcun interesse passivo. 

Oltre alla continuità nell’erogazione dei principali servizi, compreso il pronto intervento, per consentire ai clienti di svolgere le principali pratiche anche comodamente da casa, l’azienda ha garantito loro l’accesso a numerosi canali di contatto, dal servizio telefonico clienti ai servizi online, fino alle app dedicate. E proprio per venire incontro alle esigenze dei cittadini affetti da Covid-19, il Gruppo Hera ha attivato, dal 23 marzo scorso, un servizio aggiuntivo di raccolta domiciliare dedicato alle persone affette dalla patologia e a quelle in stato di quarantena obbligatoria nelle zone servite dal porta a porta. 

Il gruppo ha reso fruibili da remoto le proprie attività gratuite di educazione ambientale e di divulgazione scientifica

Ma le zone in cui Hera fornisce i suoi servizi sono anche poli di eccellenza dell’agroalimentare, con una moltitudine di aziende e consorzi che hanno continuato a lavorare per garantire che le merci sugli scaffali continuassero ad arrivare in modo puntuale. Per questo la controllata Herambiente, società specializzata nel trattamento e recupero dei rifiuti e leader in Italia in questo settore con una novantina di impianti, ha deciso di avviare nelle scorse settimane una donazione di compost – fino a esaurimento scorte – per le aziende agricole del territorio. Il compost regalato è quello prodotto in sei impianti di Herambiente in Emilia-Romagna, partendo dai rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata locale dei cittadini. Dalle 370mila tonnellate di rifiuti trattati ogni anno si ricavano infatti 50mila tonnellate di compost provvisto di una certificazione di qualità che potrà essere utilizzato nei piani di fertilizzazione delle aziende agricole.

Tante le misure per clienti e stakeholder ma altrettanto alta è l’attenzione del Gruppo Hera nei confronti della salute del proprio personale, per cui è arrivata a stipulare anche una copertura assicurativa a favore di tutti i dipendenti che risultassero contagiati dal virus. «La polizza Covid-19 – ricorda Tommasi – si integra alle numerose accortezze che abbiamo messo in campo per contenere la diffusione del virus: dall’intensificazione delle misure igieniche in tutte le sedi e impianti ai dispositivi di protezione aggiuntivi, dalla tutela delle categorie di dipendenti più a rischio fino all’estensione dello smart working». Diverse, inoltre, le iniziative di raccolta fondi e donazioni attivate dalla multiutility, anche con il coinvolgimento di lavoratori e clienti, per dare sostegno in questo momento di difficoltà alle istituzioni del territorio impegnate in prima linea per la gestione dell’emergenza. Il confinamento obbligatorio causato dal Covid-19 ha però portato alla ribalta anche un altro tema: quello della digitalizzazione. Un argomento di proporzioni enormi, che ha riguardato l’intera filiera produttiva nostrana e anche le scuole, che sono state chiuse all’indomani della scoperta del primo caso in Italia. Così il Gruppo Hera ha riorganizzato tutte le proprie attività gratuite di educazione ambientale e di divulgazione scientifica, in modo da poter essere fruite anche da remoto. Due in particolare le iniziative per le scuole di ogni ordine e grado: “La Grande Macchina del Mondo” e “Un pozzo di scienza”, cui hanno aderito circa 4.600 classi nel territorio. Nel primo caso, il progetto dedicato alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado prevede 12 percorsi, appositamente ripensati per il digitale, che si caratterizzano per interattività, differenziazione in base all’età degli studenti e naturalmente il focus sui temi cardine del progetto: ambiente, acqua ed energia. I docenti possono scegliere tra videolezioni in diretta, con la creazione di vere e proprie aule virtuali, disponibili su diverse piattaforme, o videolezioni fruibili in modalità differita. Non solo: la Grande Macchina del Mondo è disponibile in formato digitale anche per tutti coloro che non possono collegarsi online. In questo caso i docenti possono richiedere un kit di materiali didattici digitali sul tema scelto da utilizzare per sviluppare il modulo in autonomia. In ogni caso, gli educatori delle cooperative che affiancano Hera nel progetto garantiscono il supporto tecnico, se necessario, per l’utilizzo dei nuovi materiali. 

Anche “Un pozzo di scienza”, il progetto di divulgazione ed educazione ambientale dedicato agli istituti superiori è diventato “resiliente”, proprio come il tema filo conduttore scelto per questa edizione 2020. Docenti e ragazzi sono affiancati con un percorso appositamente ripensato per un utilizzo in modalità digitale e a distanza. Un’offerta che comprende conferenze interattive con i relatori ed esperti, guidate dai divulgatori scientifici, video introduttivi, laboratori con esperimenti, presentazioni e schede di approfondimento da consultare e scaricare, utili per trattare in modo coinvolgente tematiche quanto mai importanti per la formazione degli studenti, anche a distanza. Infine, attraverso l’iniziativa “Digi e Lode” e il coinvolgimento dei clienti nell’attivazione di servizi digitali, il Gruppo Hera continua a essere vicino alle scuole del territorio con premi da destinare a progetti di digitalizzazione: nel primo quadrimestre sono già stati assegnati a 20 istituti emiliano-romagnoli 50mila euro, sul totale dei 100mila previsti per l’edizione di quest’anno. Insomma: in un momento di grandi preoccupazioni di carattere sanitario ed economico, Hera prova a garantire e rafforzare la presenza sul territorio e le iniziative a sostegno di imprese, famiglie e dipendenti. Una mossa non scontata.

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