GREEN ACTION

Non solo emissioni, la sostenibilità è logistica

L’impatto ambientale, come quello sul business, passa attraverso l’ottimizzazione del percorso e del carico. La strategia di Iveco parte dalla transizione energetica e arriva alla consulenza con sistemi avanzati di connettività

Marco Scotti
Non solo emissioni, la sostenibilità è logistica

Spesso riduciamo il concetto di sostenibilità nel mondo dei trasporti all’impiego di mezzi a trazione alternativa. In realtà questa è solo la punta dell’iceberg, che comprende invece nuovi sistemi di connettività e strategie di ottimizzazione del percorso». Fabrizio Buffa, gas business development manager di Iveco, spiega bene come il termine sostenibilità debba essere declinato in diversi modi e non soltanto come riduzione delle emissioni, che pure sono un aspetto molto significativo. Un nuovo paradigma dei trasporti sta assumendo un ruolo sempre più cruciale nello scenario logistico e non solo. Questo perché, oltre all’impatto ambientale, bisogna considerare quello sul business e sui costi operativi dell’intera industry. Spesso, dunque, ci troviamo a semplificare un concetto piuttosto composito esplicitandolo esclusivamente dal punto di vista della ricerca di trazioni alternative a quelle tradizionali. «Dobbiamo avere una visione più ampia di questo concetto – prosegue Buffa – e vedere che la sostenibilità passa anche dall’adozione di sistemi che permettano l’ottimizzazione del percorso e del carico: sistemi avanzati di connettività. Avere una centrale operativa che segue e supporta il mezzo in ogni suo momento, dalle fermate alla scelta percorso ottimale secondo le condizioni correnti, dallo stile di guida del singolo autista agli stop per la manutenzione: trasporto sostenibile vuol dire offrire ai propri clienti un servizio differenziato seguendo le singole esigenze di servizio». 

Iveco ha lanciato nel 2019 S-way, un camion connesso al 100% per rivoluzionare la gestione delle flotte

Iveco ha compiuto questo passo poco meno di un anno fa quando è stato lanciato sul mercato il nuovo IVECO S-WAY, un camion connesso al 100% che punta a rivoluzionare la gestione delle flotte e la vivibilità a bordo. L’innovazione parte da una nuova cabina, progettata in modo da essere spaziosa e con caratteristiche per massimizzare il comfort, oltretutto dotata di tecnologie all’avanguardia. Inoltre, IVECO S-WAY garantisce efficienza dei consumi e sistemi avanzati per la connettività per migliorare la user experience. Le tecnologie sono state sviluppate per massimizzare i tempi di disponibilità del mezzo e fornire agli operatori un’assistenza costante e predittiva. La connettività dell’IVECO S-WAY introduce un nuovo servizio di consulenza professionale su misura sui consumi e opzioni per la gestione e la manutenzione delle flotte, al fine di ottimizzarne prestazioni ed efficienza.

Il trasporto intermodale rappresenta una delle soluzioni più efficienti per la mobilità delle merci a livello mondiale

Ma il tema delle emissioni rimane centrale per il mondo della logistica. Iveco da oltre 20 anni ha avviato diverse sperimentazioni su alimentazioni alternative e oggi è leader in Italia e in Europa nel comparto del gas naturale, compresso o liquefatto. Si tratta di un segmento particolarmente significativo, con un raddoppio delle quote nel solo 2019. «Siamo arrivati – aggiunge Buffa – a quasi seimila mezzi e vediamo crescere la curva con un tasso del 50% in Italia, dove il numero delle registrazioni dello scorso anno si è attestato a quasi 1.300. Ad oggi abbiamo complessivamente 35mila mezzi a gas per le strade europee di cui più di diecimila sono mezzi pesanti. A dicembre abbiamo siglato una partnership con Nikola (che produce motori a idrogeno ed elettrici) che ci permetterà di accelerare notevolmente i tempi di sviluppo anche della e-mobility e Fuel cell per il medio-lungo raggio. Sulla base dell’esperienza maturata con il modello IVECO S-WAY nascerà infatti il Nikola Tre, primo veicolo elettrico pesante del gruppo, alimentato a batterie o a idrogeno a seconda delle specifiche esigenze di mercato e di mission. Crediamo che il futuro sia un connubio tra diverse tecnologie di propulsione i cui protagonisti saranno il BioMetano, l’elettrico e l’idrogeno oltre a un continuo miglioramento in termini di connettività e servitizzazione». Ma la crisi a causa della diffusione del Coronavirus costringe tutte le industry a un ripensamento e a un cambiamento radicale. E il mondo della logistica non è esente. I principali appuntamenti del settore sono stati cancellati, ma rimane urgente la necessità di affrontare nuove sfide. «Venivamo da un momento di grande evoluzione – spiega Buffa - e trasformazione del modo di fare logistica, un mondo che stava consolidando le proprie basi dopo la profonda crisi del 2008 e che al contempo si stava evolvendo verso modelli di connettività, digitalizzazione e servitizzazione mai visti prima. L’auspicio è che, superato questo momento di difficoltà oggettiva, si possa riprendere da dove si era lasciato tale processo. La logistica tuttavia non si è fermata, non si è arresa, ma sta dimostrando di essere il vero motore del paese, continuando a rifornire le nostre città e le nostre case dei beni di prima necessità e non solo. Stiamo tutti facendo la nostra parte per aiutare la comunità e a questo proposito vorrei rivolgere un sentito Grazie a tutti gli operatori che stanno permettendo  al paese di non fermarsi, dagli operatori logistici agli autisti, dai meccanici alle officine. Ripartiremo più forti di prima!». La domanda che tutti si pongono è duplice: da un lato le ricadute economiche sul comparto, dall’altro quando si potrà tornare a una moderata normalità. Se, infatti, alcuni vincoli sembrano essere stati allentati nei giorni scorsi, c’è da riguadagnare una quotidianità che impiegherà mesi per essere “quella di prima”. Ammesso che davvero si possa pensare di tornare alle precedenti abitudini. «Per noi – ci spiega il gas business development manager di Iveco – è difficile capire quando si tornerà a una vita più tradizionale. È facile prevedere tuttavia un peggioramento dei risultati economici attesi per il 2020 per la maggior parte delle aziende del settore, ma molti prevedono anche la possibilità di un rimbalzo importante a fine emergenza. Noi come casa costruttrice stiamo adottando tutte le misure possibili per supportare il business dei nostri clienti e per far si che si possa ripartire alla stessa velocità di prima, se non superiore».

Un ultimo tema di rilievo è quello relativo al rapporto con le istituzioni. L’Alis, Associazione per la logistica intermodale e sostenibile, da tempo ha avviato un dibattito sul trasporto intermodale:  «Rappresenta una delle soluzioni più efficienti per la mobilità delle merci per il traffico internazionale e uno dei principali cardini dello sviluppo del nostro paese, permettendo di migliorare la competitività dell’Italia sia su nuovi mercati sia nei confronti di concorrenti internazionali. Se uniamo trasporto intermodale e veicoli a trazione alternativa abbiamo una combinazione vincente. Pian piano si sta arrivando alla consapevolezza che l’evoluzione del settore del trasporto e della logistica debba necessariamente passare per una evoluzione del parco mezzi e delle soluzioni di trasporto che garantiscano una sostenibilità ambientale. La comunità europea ha imposto dei limiti via via più serrati che vedono un target di riduzione di anidride carbonica da trasporto nel 2050 al -50% e ha delineato linee guida per lo sviluppo delle infrastrutture per carburanti alternativi lungo tutto il corridoio europeo. L’Italia sta rispondendo con pianificazioni annuali di fondi specifici per l’autotrasporto mirati, tra l’altro, al rinnovo del parco mezzi ma, in tutti gli anni precedenti, la disponibilità dei fondi tuttavia non è stata in grado di rispondere al 100% alla domanda pertanto  solo una parte dei richiedenti ha potuto usufruire di tali agevolazioni. L’impegno c’è, ma la transizione energetica va sostenuta in maniera più decisa, prevedendo maggiori fondi ma anche altre incentivazioni relative all’utilizzo del mezzo come l’esenzione del pedaggio autostradale. Altro aspetto fondamentale sarà continuare a sostenere la produzione del Bio metano per autotrazione, unica via per avere nell’immediato veicoli ad emissioni zero o prossime allo zero». 

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