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Se l’ultra broadband diventa un primato italiano

Dallo streaming on demand e multiview al riconoscimento di persone (e del loro stato d’animo): il 5G apre scenari finora impensabili. Ecco l’avveniristico business di Vetrya, fondata nel 2010 da Luca Tomassini

Marco Scotti
Se l’ultra broadband diventa un primato italiano

Sono stati i primi a lanciare la mobile tv nel 2003, quando i telefonini erano dei parallelepipedi usati esclusivamente per mandare sms e telefonare. E, a distanza di 16 anni, sono stati nuovamente pionieri nell’effettuare una sperimentazione di streaming multiview sfruttando l’embrionale rete 5G. In mezzo a questi tre lustri un filo conduttore: il desiderio di abilitare tecnologicamente i cambiamenti – profondi – portati nella società occidentale dalla connettività. Tracciato l’identikit, non resta che svelare il nome di quest’azienda che è tra i “most wanted” della concorrenza. Si tratta di Vetrya, impresa fondata da Luca Tomassini nel 2010, quotata all’Aim, un fatturato superiore ai 55 milioni di euro e un centinaio di dipendenti con un’età media intorno ai 33 anni.

Il futuro nel b2b è l’applicazione dell’intelligenza artificiale per i sistemi di distribuzione video, ad esempio per monitorare un brand

La semestrale, invece, ha fatto registrare risultati in contrazione, principalmente per lo slittamento “dell’attuazione operativa di contratti relativi a servizi per due operatori telco in corso di fusione”, come si legge nella notta emessa dalla società. Sul fronte dell’espansione del perimetro aziendale, Vetrya ha appena realizzato una nuova società – VatiVision – in tandem con Officina della Comunicazione. La nuova creatura, che verrà lanciata nel primo trimestre del 2020, gestirà il servizio di video distribuzione mondiale in modalità streaming on demand di contenuti religiosi, artistici e culturali ispirati al messaggio cristiano. «Negli ultimi due anni – ci racconta Luca Tomassini – siamo cresciuti molto, sia in termini di organico che di perimetro geografico entro cui muoverci. Oggi siamo presenti in Brasile, Malesia e Usa (a Palo Alto), oltre che in Inghilterra, eredità legata all’acquisizione di Viralize, e Madrid, dove abbiamo la nostra succursale spagnola Vetrya Iberica. Ora ci stiamo guardando intorno, per vedere altri possibili paesi in cui espanderci. Tutto il mondo del mobile, grazie all’ultra-broadband, sta crescendo molto rapidamente non soltanto nei Paesi più sviluppati, ma anche in terre come il Sudafrica. Ed è lì che stiamo guardando con interesse». L’argomento per antonomasia del mondo delle telecomunicazioni è rappresentato dal 5G. Diversamente dal 4G, infatti, non si tratta soltanto di una versione “rinforzata” della banda tradizionale, che consenta maggiore fluidità per i servizi in streaming, ma è soprattutto un nuovo standard che consentirà applicazioni industriali e b2b finora inimmaginabili, grazie a una bassissima latenza. «Si tratta di un tema estremamente rilevante per noi – prosegue Tomassini – che fa parte del nostro dna. Quest’anno, al Mobile World Congress di Barcellona, abbiamo lanciato il primo servizio di streaming multiview per Tim e Qualcomm: siamo stati i primi al mondo. Abbiamo sviluppato una piattaforma di servizi su cui andare a innescare tantissimi servizi che vanno dal riconoscimento di persone e cose alla trasmissione tramite intelligenza artificiale». Un esempio delle nuove applicazioni possibile è quello realizzato per Generali e Microsoft: si tratta di un sistema basato su oggetti intelligenti che consentono il riconoscimento della persona che si ha davanti. «Possiamo riconoscere – conclude Tomassini – non soltanto le cose più ovvie, come la differenza tra maschio e femmina, ma anche lo stato d’animo delle persone. E per noi il futuro, sempre nel campo b2b, è l’applicazione dei modelli di intelligenza artificiale per i sistemi di distribuzione video, per comprendere, ad esempio, quante volte compare il logo o il brand dell’azienda».

Infine, come si confà a un’azienda che guarda all’innovazione non soltanto come sviluppo tecnologico, ma anche come miglioramento delle condizioni di lavoro, Vetrya ha realizzato a Orvieto un Corporate Campus, una sorta di Google Camp all’italiana, senza orari fissi e con a disposizione tutte le più evolute forme di welfare aziendale quali palestra, calcetto, centro benessere, sala giochi, ma anche asilo nido per i figli dei dipendenti. E una chicca quasi ironica: un’area di “digital detox”, isolata da ogni tecnologia. 

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