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Il gruppo Grimaldi fa rotta sulle emissioni zero

Da gennaio la normativa internazionale obbligherà le navi a ridurre le emissioni inquinanti di zolfo di almeno 7 volte. Ma il traguardo del total green, spiega Manuel Grimaldi, richiede studi concreti sull’idrogeno e sull’elettrico

Sergio Luciano
Il gruppo Grimaldi fa rotta sulle emissioni zero

«A lungo termine, abbiamo un sogno: la navigazione a zero emissioni»: parola di Manuel Grimaldi, amministratore delegato di una delle più grandi flotte del mondo, davanti ai 700 delegati della convention Euromed 2019, tenutasi a Giardini Naxos il 4 ottobre scorso. Il sogno del gruppo è «trasportare merci senza impatto ambientale sul pianeta. Questo è ciò che la gente ci chiede. L’emissione zero è qualcosa che deve, e può essere raggiunto». A poche settimana dalla provocazione – controversa ma mediaticamente fortissima – di Greta Thunberg, che ha scelto di recarsi a New York per il suo discorso globale all’Onu navigando a vela proprio per affermare la necessità di eliminare le emissioni nocive degli aerei, uno dei più importanti armatori del mondo prende un impegno. Un grande impegno. Sceglie addirittura, per farlo, la parafrasi del meraviglioso appello del ’63 lanciato da Martin Luther King contro la discriminazione razziale. «Le zero emissioni sono un progetto ambizioso, ma fattibile», ha sottolineato Grimaldi, «che, tuttavia, richiede ancora alcuni studi concreti. Ciò nonostante, a breve e medio termine abbiamo mirato a cambiamenti significativi verso carburanti più green. A partire da gennaio 2020 tutte le navi del mondo che hanno olio combustibile come carburante, comprese le nostre, dovranno rispettare un nuovo limite di emissioni di zolfo che sarà sette volte inferiore rispetto ai limiti attuali». Ad ascoltare impegni simili, in un meeting come questo, nel salone di un grande albergo al mare, sembra tutto semplice. Ma bonificare ecologicamente i trasporti è, con la produzione di energia pulita e lo smaltimento dei rifiuti, una delle tre sfide più formidabili per qualsiasi approccio ambientalista che voglia risolvere il problema ma non stroncare la vita economica del pianeta. Il gruppo Grimaldi questo lo sa e moltiplica l’impegno da molti anni. 

Tutti gli operatori del settore marittimo dovranno far fronte ai nuovi limiti di emissione di zolfo dello 0,5% imposto dall’imo dal 2020

«Il 2019, per il nostro Gruppo, è stato un anno incentrato sul tema ambientale – ha detto l’armatore – e del resto le preoccupazioni ambientali in tutto il mondo impongono ora un obiettivo green al trasporto marittimo. Gli armatori devono fare il loro dovere e rispondere a tale richiesta. Tutti gli operatori del settore marittimo dovranno far fronte ai nuovi limiti di emissione di zolfo dello 0,5% imposti dall’Imo a partire dal gennaio 2020 e dovranno prepararsi a ridurre le emissioni di carbonio in maniera significativa anche nei prossimi anni». Una scadenza, un insieme di nuovi obblighi, che faranno anche giustizia di quella concorrenza marginale che sui mari anche italiani vivacchia in regimi opachi di eco-dumping, aggirando cioè le regole ambientali, non avendo navi adeguate o risorse finanziarie per adeguarle o cambiarle. Con understatement, Manuel Grimaldi si è limitato a dire che il gruppo «ha acquisito un notevole know-how nel settore, sviluppato presso il nostro dipartimento Energy Saving. Abbiamo inoltre aderito a Clean Shipping Alliance 2020, alla Carta volontaria SAILS, a diversi gruppi di studio europei e universitari, contribuendo al contempo a progetti pilota sull’idrogeno e sui motori elettrici». I consumi scendono, e le emissioni di più. Assetto e velocità di una flotta tra le più nuove al mondo sono continuamente ottimizzati. 

Sagomatura dello scafo e del bulbo, rebladings, Promas Lite, sistema di lubrificazione dell’aria, pitture siliconiche e altre misure idrodinamiche, sono ulteriori ritrovati a forte impatto ecologico «e li abbiamo implementati su quasi tutte le nostre navi – dice Manuel - per raggiungere l’obiettivo. Inoltre, 8 navi sono state allungate con lo scopo di ridurre il consumo di carburante per tonnellata trasportata e di conseguenza aumentare l’efficienza ambientale». A voler esaminare con attenzione i risultati già conseguiti dal gruppo sul fronte ecologico, risaltano alcuni primati. Per esempio, le due Cruise ammiraglie impiegate oggi nel Mediterraneo sono le prime ad aver ottenuto “zero emissioni in porto” grazie ad un mega-parco di batterie installato in ciascuno di esse, dalla potenza di 5,5 megawatt all’ora, che ne fa le più grandi navi ibride del mondo. Sono state poi arricchite con pannelli solari e illuminazione a Led. Il gruppo ha varato un piano d’investimenti battezzato Clean Air che si pone l’obiettivo di abbattere le emissioni di SOx quasi del tutto e si è concretizzato nell’acquisto, già ordinato, di 29 nuovissime navi che avranno già installati a bordo sistemi per la pulizia dei fumi; 10 di queste navi sono già state consegnate, mentre 19 saranno consegnate dai cantieri nei prossimi 3 anni. Circa 75 navi in servizio, per un totale di 162 motori, sono state o saranno oggetto di lavori in cantiere per l’istallazione di sistemi di depurazione dei gas di scarico a bordo (scrubber). La metà di queste navi è stata già attrezzata, l’altra metà lo sarà entro un paio d’anni. Negli ultimi due anni il Gruppo ha trasportato il 17% in più di merci, consumando il 2% in meno di carburante per miglio navigato. Saranno a basso impatto le 5 mega-car-carrier di cui il gruppo attende la consegna da parte dei cantieri Yangfan. 

Nell’ultimo decennio il gruppo Grimaldi ha aumentato il capitale di oltre due miliardi di euro, riducendo notevolmente il debito

Nello scorso anno sono state ordinate altre 12 navi GG5G dai cantieri Jinling. Saranno dotate di sistemi di lubrificazione della carena ad aria, scafo idrodinamico, eliche ottimizzate, pannelli solari e illuminazione a Led, batterie, il tutto progettato per una navigazione più efficiente e le “Zero Emission in Port”. Stanno per essere ordinate 2 Superstar ice-class, dotate tra l’altro del più grande parco batterie mai montato su una nave. Ed è in progettazione una Supercruise per il Mediterraneo, che produrrà zero emissioni in porto, avrà sistemi idrodinamici per ridurre l’attrito, metà consumo di carburante e doppia capacità, plug-in e ricarica interna del parco batterie. «Per fare tutto ciò», ha scandito dal palco Manuel Grimaldi, «abbiamo voluto dotarci di tutta la forza finanziaria che occorre, e l’abbiamo». Il fatturato dell’anno in corso è stato stabile, con una redditività in linea con gli anni precedenti, e forse anche superiore: «Da quando la crisi è iniziata nel 2008, abbiamo preso atto del fatto che le banche possono prestare meno denaro alle aziende, così abbiamo reinvestito tutti i profitti del Gruppo. Nell’ultimo decennio abbiamo aumentato il nostro capitale di oltre 2 miliardi di euro, riducendo notevolmente il nostro debito. Il Gruppo rimane focalizzato sulla logistica, che è il fulcro delle nostre attività. C’è una buona possibilità che cresceremo in modo significativo in questo settore sia organicamente che attraverso fusioni e acquisizioni. 

La diversificazione del rischio è un punto di forza: il gruppo opera nel Baltico, nel Mare del Nord, nel Mediterraneo, così come nel Nord e Sud America e l’Africa Occidentale. Trasporta sia passeggeri che merci, auto nuove e auto usate, camion e rimorchi, prodotti dell’industria forestale, dalla carta al cartone e legno. Pallet, container, carrelli, semirinfuse, carichi alti e pesanti e trasporti speciali. Gli asset sono diversificati: navi ma anche uffici, porti, terminal, agenzie… Manuel Grimaldi non ha trascurato un aggiornamento sulle tante iniziative in atto nelle diverse articolazioni del gruppo: dalla forte crescita dello “short sea” nel Mediterraneo occidentale, con la Sardegna che ha visto crescere la quota di mercato nelle merci dal 35 al 57% e i passeggeri di 110 mila unità. Numeri ottimi anche con Sicilia, Malta, Spagna. Nel complesso, nel primo semestre 2019 è stata registrata una crescita del volume passeggeri del 7% e una crescita del volume di carico dell’8% sulle Short Sea del Mediterraneo. Tra le società controllate, l’ACL ha raggiunto il pareggio, la finlandese Finnlines ha macinato utili, mentre la greca Minoan Lines ha azzerato i suoi debiti. «Vorrei ringraziare – ha concluso Manuel Grimaldi - tutte le 16.000 persone che lavorano nel nostro gruppo, nessuno escluso, ma in particolare i marittimi che sono esposti ogni giorno al lavoro faticoso a bordo delle navi».

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