APPROFONDIMENTI

Il business coach
è autorevole, non autoritario

I collaboratori non devono essere tanto guidati, quanto motivati. Con questa filosofia nasce l'Executive MasterBusiness Coaching for Change della Liuc Business School in partnership con Praxi

Riccardo Venturi
Il business coachè autorevole, non autoritario

Dal capo autoritario al capo autorevole. Non solo una questione lessicale, ma un cambio di paradigma che si impone a livello globale e richiede competenze diverse, niente affatto scontate. Nasce per questo il nuovo Executive Master Business Coaching for Change della Liuc Business School, in partnership con PRAXI, società leader nella consulenza in ambito organizzativo, al via nel mese di aprile 2020 in formula part – time. «Le nostre aziende non hanno bisogno di capi autoritari e coercitivi» dice il direttore del master Lorenza Angelini, «ma di leader che ispirano, che hanno fiducia in se stessi per poterla riporre anche nei propri collaboratori. Questi ultimi, infatti, non devono tanto essere guidati quanto motivati. Qui entra in gioco la nostra proposta formativa, che vuole colmare un gap ancora molto presente nei manager». La sfida consiste nel diventare business coach, una nuova figura che deve avere la capacità di ascoltare e di delegare, anche per gestire la flessibilità e la diffusione di nuove modalità organizzative e di valorizzazione delle persone come lo smartworking. Destinatari del master sono responsabili delle risorse umane, responsabili funzionali, imprenditori e liberi professionisti. «Il business coach è un capo che sa ispirare il percorso di crescita dei suoi collaboratori, aiutandoli a sviluppare il loro massimo potenziale» sottolinea Angelini, «e per essere un buon coach deve aver fatto a sua volta un percorso di crescita personale».

Il percorso prevede una fase di assessment iniziale per definire un piano personalizzato per ciascun partecipante

Il percorso prevede una prima fase di assessment per definire un piano personalizzato di sviluppo per ciascun partecipante, a partire dal proprio stile di leadership. «Il master si inserisce nell’attività del Centro sul cambiamento, la leadership e il people management della Liuc Business School» spiega il direttore, «che negli ultimi anni ha diffuso importanti attività di ricerca sulla valutazione del livello di engagement dei collaboratori e sulla misurazione del Net Management Promoter Score, l’indicatore della qualità del management che misura quanto i collaboratori sono disposti a consigliare il proprio capo e per quali comportamenti». Componente essenziale del corso è il coaching lab, dove si sperimentano e simulano sessioni di coaching, individuali e di gruppo, affiancati da un coach professionista. «All’interno del percorso vi sarà anche l’opportunità di ascoltare guru di fama internazionale tra cui Julian Birkinshaw della London Business School». Un’altra capacità richiesta al nuovo business coach è quella di fare storytelling. «È importante sia per se stessi che per aggregare e ispirare gli altri» rimarca il direttore del master, «quindi il leader diventa un Chief Storytelling Officer. È un modo per far immaginare diversi futuri, una sorta di tecnica di visualizzazione raccontata. Quando lo storytelling è ricco di contenuti e utile al raggiungimento degli obiettivi, a far vivere e far lavorare meglio le persone, assume un significato concreto». Nella parte finale del percorso si ha l’opportunità di frequentare un modulo elective presso la Ieseg School of Management di Parigi. È previsto, inoltre, un project work conclusivo da realizzare all’interno della propria azienda, o una tesi teorica, affiancati da un Tutor. Con la partecipazione al Master, qualificato Cepas (Organismo di Certificazione delle Professionalità e della Formazione), si ha anche la possibilità di accedere al processo di certificazione per diventare Coach Professionista. Dei temi del business coaching si parlerà mercoledì 16 ottobre dalle 18 alla Liuc – Università Cattaneo in un incontro con top manager e imprenditori. «Presenteremo il master e soprattutto ci confronteremo sulla necessità di avere questo tipo di competenze per affrontare un futuro sempre più incerto» conclude Angelini.

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