Bmw sfida i venti contrari

Presentati i dati di bilancio 2018 del gruppo di Monaco di Baviera

Franco Oppedisano
Bmw sfida i venti contrari

Il board di Bmw Group AG

Le vendite hanno superato di poco (+1,1%) quelle del 2017 e il fatturato è rimasto quasi stabile  (-0,8%) poco sotto 100 miliardi di euro, ma anche Bmw comincia a sentire quelli che il chief financial officer di Bmw Group, Nicolas Peter, definisce «i forti venti contrari» che soffiano contro i settore automotive. Nel 2018 la casa di Monaco non ha raggiunto gli obiettivi di redditività che aveva fissato tra l’8 e il 10% e si è fermata al 7,2%. Ma quel che è peggio prevede per quest’anno un margine ridotto tra il 6 e l’8% e un utile prima delle tasse «ben al di sotto» di quello del 2018. Colpa dell’incertezza e delle spese legate alla Brexit, del costo delle materie prime, della volatilità dei cambi, delle normative, specie quelle europee sulle emissioni. Colpa della guerra sui prezzi che riduce quelli di vendita delle auto e dei dazi incrociati che ha frenato le esportazioni. E soprattutto colpa delle maggiori spese in conto capitale (5 miliardi di euro nel 2018, +7,3% rispetto al 2017) realizzate per mettere in grado gli stabilimenti di affrontare la buriana delle guerre commerciali e di quelle per ricerca e sviluppo (6,9 miliardi, + 12,8%) che sono legate all'introduzione di numerosi nuovi modelli e all'impegno nella mobilità elettrica e autonoma. «Siamo impegnati» ha detto il ceo del Gruppo Harald Krueger durante la conferenza per la presentazione del bilancio 2018 «in una ridefinizione del nostro business che dovrà essere redditizio anche nell'era digitale. Ci stiamo rafforzando nei mercati chiave, come Usa e Cina. E abbiamo superato bene la transizione verso i nuovi standard sulle emissioni Wltp». Intanto, però, la parola d’ordine a Monaco è “saving”. Per la fine del 2022 un piano di efficientemente prevede risparmi sui costi superiori ai 12 miliardi di euro. « Il settore è di fronte a una rapida trasformazione» ha sottolineato Peter «e un alto livello di profittabilità  è cruciale se noi vogliamo continuare a guidare il cambiamento e restare leader del settore premium». Nei panni di risparmio sono previste la riduzione dei modelli della gamma e dei motori disponibili per i clienti, ma non un taglio del personale, cosa di per se già significativa nel settore.  I numeri di Monaco, nonostante un dividendo annunciato di 3,5 euro per le azioni ordinarie non sono piaciuti affatto agli investitori: il titolo ha lasciato sul terreno il 5% il giorno della presentazione del bilancio, e ha perso ancora più dell’1% il giorno successivo. 

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