SPECIALE CREDITO

Vecchie, distanti e da cambiare
ma senza le banche come si fa?

Le politiche di risposta alla crisi del Covid-19 hanno rimesso al centro dei giochi in tutto il mondo le vecchie e vituperate banche tradizionali. Che non si sono poi comportate così male. Cosa accadrà alla loro categoria?

Sergio Luciano
Vecchie, distanti e da cambiarema senza le banche come si fa?

E' possibile che davvero entro vent’anni in tutto il mondo le banche tradizionali ancora attive – con gli sportelli fisici nelle vie delle città - si conteranno in poche decine. Ne è convinto ad esempio uno dei pochissimi imprenditori del credito che l’Italia abbia mai potuto vantare, Ennio Doris, che lo ripete da anni e lo ha capito da venti. Ma intanto senza le banche italiane, e i loro ancor troppi sportelli, decine e centinaia di migliaia di piccole imprese e di professionisti non avrebbero ancora intascato un soldo di aiuti anti-Covid dallo Stato che invece, non avendo quattrini, li ha fatti anticipare appunto dalle banche. Gli istituti europei bruciano capitali da dieci anni, ha biasimato Andrea Enria, il capo della vigilanza bancaria della Bce, auspicandone la concentrazione affinché aumenti la loro forza patrimoniale: il sistema vuole banche sane Ma le imprese sperano al contrario che la concorrenza tra banche non si riduca e apprezzano più dei colossi quelle territoriali, più vicine ai clienti.

Hanno svolto il ruolo suppletivo scaricatogli addosso dallo stato senza perdere colpi e parandone anzi molti, a tutela dello stato stesso

Comunque sia, le banche italiane hanno retto al superlavoro e al ruolo suppletivo scaricatogli addosso dal governo. Con polemiche e critiche ingenerose, ma hanno retto. Economy Group ha deciso di analizzare diffusamente il tema per aiutare i propri lettori a rapportarsi al meglio con le banche, capendole e facendosi capire. L’ha fatto con le pagine che seguono e con molte altre che troverete nel numero speciale di Investire Today dedicato appunto al credito, diffuso in pdf a 100mila destinatari il 30 giugno scorso ed ora consultabile appunto sui siti, sia in forma di pdf che di html. Buona lettura, e che le banche siano con noi.

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