FINANZIARE L'IMPRESA

L’orizzonte della ripresa
è quello del territorio

Al di là delle misure governative, Ubi Banca fin dall’1 aprile ha avviato il progetto Rilancio Italia: 10 miliardi di euro per imprese, famiglie e Terzo settore per favorire la tenuta sociale

Davide Passoni
L’orizzonte della ripresaè quello del territorio

«Il dialogo costante con le aziende del territorio ci permette di riscontrare in primo luogo un bisogno che definirei intangibile, ossia l’avere un orizzonte con qualche certezza, un percorso definito da seguire». Basterebbero queste poche parole di Frederik Geertman, vice direttore generale e chief commercial officer di Ubi Banca, per individuare la molla che ha spinto uno dei più grandi gruppi bancari italiani a mettere fin dalla prima ora liquidità, progettualità e competenze al servizio del tessuto imprenditoriale del Paese, duramente provato dalla pandemia di Covid-19. 

«Anche le banche sono imprese, alle prese con l’emergenza sanitaria - dice ancora Geertman -. Affrontano questo shock con una solidità maggiore rispetto al 2008, quando è esplosa la crisi finanziaria globale, sia dal punto di vista della qualità del credito, sia dal punto di vista del capitale. Le banche non sono tutte uguali, ma negli ultimi anni i principali operatori bancari italiani hanno fatto progressi nel rafforzamento patrimoniale, rispettando pienamente i più stringenti requisiti richiesti dalle autorità. Il punto centrale è saper gestire il credito, anche negli anni che precedono difficoltà nell’economia».

La prova più evidente delle parole del vice direttore generale di Ubi Banca viene proprio dall’impegno del Gruppo, che fin dall’1 aprile, nel pieno della crisi, ha avviato il progetto “Rilancio Italia”, un piano del valore complessivo fino a 10 miliardi di euro a sostegno di imprese, famiglie e Terzo settore nel difficile periodo attuale: «È un sostegno concreto al sistema produttivo italiano e alle famiglie per favorirne sostenibilità finanziaria e tenuta sociale». “Rilancio Italia” ha dunque l’obiettivo di supportare tanto le imprese quanto le famiglie. Per queste ultime sono previste una moratoria sul pagamento dei finanziamenti personali in essere per chi ha subito la perdita o una riduzione del lavoro; la sospensione del mutuo prima casa per le categorie previste dal decreto Cura Italia e alle condizioni dello stesso; lo storno di canoni e commissioni alla clientela privata che adotta sistemi digitali di interazione con la banca per effettuare le principali operazioni; la possibilità di ottenere un anticipo sulla cassa integrazione in deroga. 

Il gruppo Ubi Banca gioca un ruolo preminente nell’ambito dei crediti garantiti fino a 25mila euro, con più di 1 miliardo di erogazioni

Le imprese possono invece godere di strumenti quali nuova finanza per liquidità, la possibilità di convertire i fidi accordati in fidi di cassa temporanea, una moratoria sul pagamento dei finanziamenti in essere, oltre a un concreto sostegno nel percorso di digitalizzazione. Nel quadro di questo sforzo, il gruppo UBI Banca ha confermato di giocare un ruolo preminente nell’ambito dei crediti garantiti dallo Stato fino a 25mila euro previsti dal Decreto Liquidità: a fine giugno, infatti, l’erogato ammonta già a 1 miliardo di euro. 

Una prospettiva nazionale che però non ha dimenticato le radici territoriali di Ubi Banca: negli stessi giorni in cui si rendeva disponibile a una moratoria sul pagamento delle rate dei finanziamenti alle imprese, il Gruppo stanziava anche un’erogazione liberale di 5 milioni destinati a finanziare enti e operatori attivi nella gestione dell’emergenza Covid-19. Le erogazioni, avvenute in collaborazione con le Fondazioni di Territorio collegate alla banca, hanno interessato le aree di presenza dell’istituto, con particolare riguardo per la Lombardia e per le province di Bergamo e Brescia, cui sono state donate anche due ambulanze. Le donazioni sono state destinate a istituti ospedalieri e centri di ricerca impegnati nelle iniziative di contenimento della diffusione del virus e nel sostegno ai malati e alle comunità toccate dalla pandemia.

La decisione di intervenire in modo tempestivo e cospicuo a sostegno del sistema sanitario è stata in qualche modo naturale per il Gruppo Ubi Banca, caratterizzato da una forte attenzione al sociale. L’istituto ha costituito nel 2011 Ubi Comunità, un’area strategica che ha al proprio interno una divisione dedicata al Terzo Settore e una al mondo degli enti pubblici, dei sistemi associativi e delle altre realtà economiche: «Il Terzo settore in Italia - conclude Geertman - non solo è economicamente molto rilevante ma rappresenta anche un collante sociale importante. Per questo le misure del programma Rilancio Italia sono dedicate anche a questo comparto. Ed è un settore in cui registriamo molta attività di nuova imprenditoria cui dedichiamo, per esempio, bandi come Welfare che Impresa o Foundamenta: i finalisti vengono seguiti e affidati ad acceleratori e le migliori realtà vengono finanziate a tasso zero dalla nostra banca. Non si tratta di beneficienza ma di supporto a modelli di business economicamente sostenibili che hanno la capacità di impattare molto positivamente le comunità cui si rivolgono».

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