nsa economy ranking

I conti in salute
della sanità privata

Il sistema convenzionato ha messo a disposizione nella crisi circa 1.300 posti letto di terapia intensiva, grazie a una gestione efficiente e sostenibile e all’affidabilità documentata dall’Nsa Economy Ranking

Davide Passoni
I conti in salutedella sanità privata

Nel momento in cui il sistema sanitario pubblico è stato messo sotto fortissima pressione dall’emergenza causata dal Coronavirus, la componente privata della sanità italiana è stata chiamata a fare la propria parte. Come comunicato dall’Aiop, l’Associazione Italiana Ospedalità Privata, fin dai primi giorni dell’emergenza il sistema ha messo a disposizione del Governo e delle singole regioni circa 1.300 posti letto - pari al 16% della rete complessiva dei posti di terapia intensiva del Sistema sanitario nazionale - e circa 40mila posti letto per acuti, il 22% di quelli presenti sul territorio italiano. La sanità privata che in Italia fa capo all’Aiop conta oltre 550 strutture, che coprono circa il 20% dei posti letto totali, con significative variazioni regionali, e annovera 100mila lavoratori sanitari non medici e 12mila professionisti. Le Regioni nelle quali il privato fornisce un contributo più significativo (superiore al 40%) alla produzione dei servizi sanitari sono quelle del Nord - con l’esclusione del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta - e il Lazio. 

L’Italia è uno degli stati Ocse con un’incidenza della spesa sanitaria pagata di tasca propria dai cittadini più elevata e rientra nei Paesi cosiddetti medio-alto spendenti. In base a questa dinamica, nel nostro Paese, pur in presenza di un servizio sanitario fortemente pubblico, l’incidenza delle spese per la salute che i cittadini sono chiamati a pagare direttamente nel momento del bisogno è più che doppia rispetto a quella registrata negli Stati Uniti, che da sempre adottano un sistema sanitario di prevalente natura privata.

In questo settore vi sono realtà solide da un punto di vista finanziario e patrimoniale, distribuite su tutto il territorio nazionale, che l’Nsa Economy Ranking ha classificato in una speciale graduatoria riportata nella tabella a fronte. Tra queste aziende vi è la società cooperativa Medi.Ter di Fiumicino, in provincia di Roma: «Non ci sono particolari segreti per i nostri risultati - dice Ambra Pedrocco, socio di Medi.Ter insieme a Roberta Nizzi, Cornelia Ionescu e Liudmila Rajnovska -. Abbiamo scelto di equilibrare servizi di qualità alta a prezzi accessibili. Siamo soci lavoratori e ci impegniamo ogni giorno affinché la cooperativa funzioni al meglio, nel nostro interesse e nell’interesse di chi si rivolge a noi. Eroghiamo tutti i tipi di visite specialistiche tenendo i costi bassi perché nel nostro territorio è un fattore importante, che aiuta; riusciamo a farlo senza rinunciare alla qualità, perché con noi collaborano specialisti di alto livello, scelti attraverso una selezione rigorosa. Inoltre, abbiamo dal 2004 la certificazione di qualità e posso dire che lavoriamo veramente in qualità, è ciò che ci distingue dai concorrenti: noi siamo i modelli che ci hanno dato, crediamo in quello che abbiamo fatto e facciamo: è così che arrivano i risultati». 

Il dott. Massimo Bobbio è invece il direttore sanitario del Centro Odontoiatrico Dr. Bobbio di Genova: «Il nostro bacino di utenza è territoriale e conta prevalentemente sulla fidelizzazione dei nostri pazienti. In campo odontoiatrico abbiamo sicuramente un vantaggio legato al passaggio generazionale: nei quasi 70 anni di vita sul territorio abbiamo non solo garantito continuità e presenza, ma siamo riusciti a unire l’esperienza con l’aggiornamento continuo di noi odontoiatri. Il ricambio generazionale ci ha costantemente motivato ad aggiornare tecniche e attrezzature per offrire la miglior qualità del servizio possibile. Infine, il contesto familiare che ci caratterizza ci ha sempre consentito di fare scelte oculate in ambito economico».

Strutture sanitarie private - classifica per area geografica

Il 40% dei servizi sanitari in Italia è affidato a strutture private che ne erogano il 16% in convenzione con il Ssn e il 24% in regime di pura solvenza. Si tratta di aziende caratterizzate in buona parte da una forte cultura di impresa che, molto spesso, godono di una importante solidità patrimoniale. Per Economy, ha classificato queste realtà il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche ed elaborazione di dati commissionata da Economy all’Ufficio Studi del Gruppo Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l’analisi classifica le imprese per solidità patrimoniale, performance, affidabilità e redditività: i medesimi parametri utilizzati per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l’algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale sullo stato delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di salute di queste imprese, suddivise per area geografica.

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