FINANZIARE L'IMPRESA

Imprese più forti
per un’Italia più competitiva

Con 100 miliardi di plafond per il finanziamento alle Pmi, Intesa Sanpaolo si posiziona come primo operatore a supporto dell’economia e del rilancio industriale del Paese. Grazie anche alla partnership con Confindustria

Sergio Luciano
Imprese più forti per un’Italia più competitiva

Con circa 22 miliardi di euro erogati alle imprese italiane nei primi nove mesi del 2019 siamo il primo operatore a supporto dell’economia e del rilancio industriale del Paese»: in tempi turbolenti per le banche e per l’industria del credito in generale, poche realtà in Europa possono esprimersi in questi termini. Intesa Sanpaolo sì, e questa sintesi fatta da Stefano Barrese - responsabile Banca dei Territori dell’istituto - ne fotografa la principale dimensione economica, il volume dei prestiti dati dal primo gruppo italiano alle imprese. In questo quadro, Intesa ha fatto in particolare un punto qualificante del suo programma il supporto alle Piccole e medie imprese, quelle - nel perimetro specifico della Divisione guidata da Barrese - che fatturano fino a 350 milioni di euro l’anno e che rappresentano il pilastro dell’economia nazionale nella manifattura, nell’agroalimentare e nello sviluppo di tecnologie, solo per citare alcuni dei settori trainanti del Paese.

Le pmi innovative sono attente a sostenibilità, circular economy, diversificazione delle fonti finanziarie, internazionalizzazione

In quest’azione, Intesa Sanpaolo collabora da dieci anni con Confindustria, e cioè da quando - in piena crisi nel 2009 - insieme vararono misure d’emergenza per supportare le aziende in difficoltà, fissando poi negli anni seguenti un obiettivo comune: avere imprese più forti per un Paese più forte, sostenibile e competitivo. In occasione della celebrazione di questo primo accordo, la banca e Confindustria hanno innalzato da 90 a 100 miliardi il plafond di prestiti per le Pmi, dedicato in particolare alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla “Quarta rivoluzione industriale”, in attesa di siglare il prossimo accordo tra Banca e Piccola Industria Confindustria. Le condizioni attuali consentono di sostenere ulteriormente gli investimenti e la patrimonializzazione delle Pmi innovative - attente alla sostenibilità, alla circular economy, alla diversificazione delle fonti finanziarie e all’internazionalizzazione -, la cui crescita passa inesorabilmente dalla digitalizzazione. Il piano d’azione previsto dalla partnership ha portato a individuare una serie di fattori qualitativi intangibili, come gli investimenti in ricerca e innovazione, potenzialmente utili a favorire la crescita delle imprese. Ma in concreto, come funziona questa partnership?

Il nostro percorso con Confindustria prevede un nuovo modo di fare banca attraverso la valorizzazione dei fattori qualitativi

Intesa Sanpaolo ha ideato e adottato, dopo averlo fatto validare dalla Banca Centrale Europea, un questionario qualitativo nella valutazione creditizia delle Pmi, che tiene conto di questi aspetti combinati con quelli finanziari. Ciò ha consentito di misurare il posizionamento competitivo delle Pmi e le reali prospettive di crescita, superando il tradizionale rapporto banca-impresa, legato ai limitanti dati storici di bilancio, considerando invece e valorizzando anche nuovi aspetti intangibili, non quantificabili ma non meno importanti come il numero di brevetti propri, le politiche di welfare per i dipendenti, i programmi di sostenibilità, le politiche di genere. Grande attenzione è in quest’ottica rivolta allo sviluppo del capitale umano e ai processi di crescita dimensionale e di patrimonializzazione, temi condivisi anche nel Programma Elite di Borsa Italiana al quale, in un anno, hanno partecipato 120 imprese selezionate da Intesa Sanpaolo come punte di eccellenza in tutta Italia per crescere e contribuire a rilanciare l’economia grazie al percorso di accompagnamento sul mercato dei capitali previsto da questo programma e a loro dedicato. Alla cerimonia del decennale, Barrese aveva ricordato che «il nostro percorso con Confindustria prevede un nuovo modo di fare banca attraverso la valorizzazione dei fattori qualitativi per supportare lo sviluppo delle imprese».

È questa la chiave: la valorizzazione dei fattori qualitativi, non per rinnegare quelli quantitativi che connotano la solidità di un’impresa, per andare anche al di là di essi.

«Il ruolo di una grande banca è quello di sostenere il sistema economico del Paese - spiega a Economy Stefano Barrese - erogando credito in ogni fase dell’economia, anche nelle più delicate: Intesa Sanpaolo lo ha sempre fatto, negli anni della crisi e nel corso della ripresa. Ora è importante fare un passo in più, in particolare verso le imprese che sono la struttura portante del nostro Paese, per proporre soluzioni che vadano oltre il credito, guardando al futuro del Made in Italy e al suo sviluppo nel mondo. Vogliamo aumentare il nostro bacino di influenza sulle 200mila Pmi nostre clienti e sul milione di imprese complessive che serviamo. Infatti, Intesa Sanpaolo si propone oggi come punto di riferimento non solo finanziario per il mondo imprenditoriale e associativo, affiancando i clienti nell’individuare nuovi percorsi comuni e partecipando all’intera vita dell’impresa, dall’idea che la fa nascere a tutte le tappe determinanti per la sua crescita, che è poi anche la crescita del Paese, in un modello di relazione consolidato e duraturo, fondato su qualità, affidabilità e fiducia».

Dunque la frontiera del nuovo modo di fare banca supera la tradizionale erogazione di credito - che resta, sì, attività basilare ma non più esaustiva - per meglio affiancare il mondo imprenditoriale nell’obiettivo comune di rafforzarne la solidità e rilanciare lo sviluppo economico del Paese, con ricadute sul mercato domestico e sullo sviluppo del business internazionale per affermare il primato italiano. 

In questo ambito, è stata definita una strategia di supporto per le Pmi nell’ambito del Corporate Finance, sfruttando le migliori competenze del gruppo, per realizzare operazioni di finanza strategica, in precedenza riservate solo alle imprese di grandi dimensioni. Questo con la finalità di accompagnare le Pmi nei percorsi di crescita, ricambio generazionale e ampliamento dei propri modelli di business, anche con forme innovative di supporto finanziario come ad esempio i basket bond.

Inoltre, è stata creata Intesa Sanpaolo Forvalue, un’area specializzata nella consulenza non finanziaria che, insieme a partner leader nel mercato di riferimento, aiuta le imprese a intraprendere la strada del cambiamento, delle nuove competenze, dell’innovazione e dell’efficienza operativa, passando da un concetto di proprietà di determinati asset a quello di un loro utilizzo attraverso il noleggio a lungo termine, anche in prospettiva di ammodernamento digitale verso il 4.0. Inoltre, Intesa Sanpaolo Forvalue, attraverso una piattaforma di networking, offre contenuti formativi, informazioni qualificate e approfondimenti utili per la gestione e lo sviluppo del business nella logica esclusiva del Club, che vede già oggi circa 1.500 aziende aderenti. Analogamente, attraverso la società controllata Intesa Sanpaolo Formazione, il primo gruppo bancario in Italia ha arricchito la gamma delle sue proposte per un percorso completo di supporto alla crescita delle imprese e degli imprenditori, avvalendosi dei migliori programmi di formazione in partnership con i migliori operatori.

Per rafforzare le imprese è stata creata un’area specializzata nella consulenza non finanziaria insieme a partner leader nel mercato

A partire dal 2015 è stata avviata la linea formativa Skill4Business, che ha coinvolto circa 3.200 aziende con l’erogazione di oltre 46mila ore formative in aula, sui temi di internazionalizzazione e digitalizzazione, alla quale si è poi affiancata nel 2019 la piattaforma Skill4Capital, incentrata sulle tematiche del rapporto banca impresa, che dall’avvio ha messo a disposizione circa 4mila ore di formazione digitale. Al fronte specifico dell’internazionalizzazione delle Pmi, Intesa Sanpaolo ha dedicato poi il massimo sforzo, consapevole di quanto sia cruciale per la crescita produttiva del Paese, facendo leva su un network attivo in tutti i principali mercati: con una rete estera costituita da banche controllate, filiali corporate e sedi di rappresentanza, il Gruppo ha presenza consolidata in circa 40 Paesi e copertura in 85 Paesi, grazie ad accordi di collaborazione con altre banche. E dunque, le imprese italiane che intendono affrontare percorsi di internazionalizzazione, direttamente o attraverso le proprie consociate all’estero, trovano nelle strutture di Italian Desk presso le filiali all’estero, la consulenza di specialisti dedicati al supporto finanziario e alle necessità di Trade e Cash Management. Nel corso del 2019 sono state realizzate diverse iniziative per aprire alle Pmi nuovi mercati esteri: si è appena conclusa infatti un’importante missione in Cina dedicata alle imprese del Sud, che hanno potuto incontrare insieme alla Banca possibili investitori a Pechino, Shanghai, Quingdao. Allo stesso modo, pochi mesi fa Intesa Sanpaolo ha organizzato una visita a Hong Kong per le imprese agroalimentari e una negli Emirati Arabi Uniti per quelle del settore logistico e delle infrastrutture, programmando altre attività anche per il 2020. 

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