Case in svendita all’asta, le leggi-truffa vanno abolite

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La denuncia arriva da Luciano Gualzetti, direttore della Caritas ambrosiana: “Ogni giorno ci troviamo a ricevere persone che temono di perdere la casa o l'hanno già persa a causa delle procedure di recupero crediti bancari”, ha detto in varie interviste: “Sono cittadini del ceto medio che, in seguito alla crisi economica, non sono riusciti più a pagare i mutui che avevano contratto. Fino a ora avevano negoziato con le banche, ma ora gli istituti di credito, per ottemperare alle nuove regole, hanno dovuto cedere i crediti in sofferenza a grossi gruppi internazionali che si affidano per la riscossione ad agenzie senza scrupoli……. In totale sarebbero circa 700.000 le persone coinvolte. Una situazione che, secondo la Caritas, rischia di far esplodere i prestiti ottenuti da usurai”. Queste agenzie, infatti, stringono i tempi delle procedure giudiziarie di realizzo e, avendo comprato i crediti a non più del 20% del loro valore, si considerano soddisfatte anche realizzando poi all’asta il 40%, deprimendo oltretutto il valore medio delle compravendite e il gettito per l’erario, e senza nemmeno alleviare i debitori dal loro gravame, perché restano comunque debitori insolventi.

Ha fatto scalpore il caso del giudice Roberto Bufo, del tribunale di Pisa, arrestato con altre sei persone, per una supposta associazione a delinquere che malversava sulle procedure fallimentari lucrando sul realizzo dei pegni. Di sicuro, la facilità con cui in Italia si può speculare contro i debitori impoveriti, aggravata dalle leggi a favore degli speculatori emanate dagli ultimi governi, attira avvoltoi da tutto il mondo, ingolositi dalle proprietà immobiliari degli impoveriti italiani.

Tutti gli istituti di ricerca prevedono di arrivare entro 2 anni a 500.000 esecuzioni immobiliari, con quindi quasi 2 milioni di persone coinvolte. Una piaga sociale.

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