In Italia il 23% delle aziende vittima di crimini economici

Redazione Web
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È quanto emerge dalla ricerca Global Economic and Fraud Survey 2018 di PwC, la più ampia indagine sul fenomeno delle frodi economico-finanziarie, dal cybercrime alla corruzione.

L’indagine, realizzata ogni due anni, si basa su oltre 7.200 interviste in 123 paesi, con la partecipazione di 164 aziende italiane. A livello mondiale, siamo messi bene: la media è di un’azienda su due, colpite soprattutto dalle frodi commesse da soggetti interni (52%), mentre l’Italia registra un forte aumento delle frodi esterne (dal 30% del 2016 al 54%).

Sempre in Italia, le frodi più diffuse in Italia sono state cybercrime (45%), appropriazione indebita (42%), frodi commesse dai consumatori (32%) e frodi contabili (24%). Il costo delle frodi, per un’azienda su quattro, supera il milione di dollari.

Per la precisione, in Italia il 23% delle aziende dichiara di aver subito reati economico finanziari negli ultimi 24 mesi, contro il dato globale del 49% e del 45% in relazione all’Europa Occidentale. Mentre a livello globale si registra un aumento di oltre il 30%, il dato italiano mostra una certa stabilità rispetto al 2016 (21%), trend che potrebbe evidenziare una minore consapevolezza delle organizzazioni domestiche circa tali rischi.

Alberto Beretta, Partner di PwC, commenta:

“Sappiamo da tempo che le frodi aziendali in Italia sono più diffuse di quanto solitamente emerga dai dati: in parte non vengono nemmeno intercettate, in parte non vengono comunicate per ragioni di riservatezza e reticenza.

Quello che spesso non aiuta ad affrontare efficacemente il problema è la parziale inadeguatezza degli strumenti che supportano le aziende nella tempestiva intercettazione e gestione dei fenomeni fraudolenti. Inoltre, prevale la logica dei “compartimenti stagni”, ossia tanti approcci diversi all’interno della stessa azienda, a seconda del tipo di frode e della funzione aziendale che se ne occupa. L’approccio dovrebbe essere invece “olistico” e orientato alla gestione complessiva del fenomeno”.

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