Credit crunch: una palude in cui le mafie prosperano

Redazione Web
Cracking Fat Piggy Bank

Nella precedente newsletter avevamo riportato le inquietanti valutazioni dei Commissari Antimafia. Iniziamo a verificare queste pesantissime affermazioni  interpellando gli operatori nel sociale che ogni giorno si confrontano con il disagio di imprese e di famiglie.

Innanzitutto l’Avvocato Biagio Riccio, con studio a Cardito nella periferia di Napoli, presidente dell'Associazione Culturale Favor Debitoris, difensore nei tribunali di tutta Italia di  centinaia di imprese e famiglie escluse dal circuito bancario.

Avvocato, lei ritiene che l'analisi fatta dal commissari Antimafia sia aderente alla realtà?

“Devo amaramente constatare che sono totalmente aderenti alla realtà che si è venuta a creare in questi ultimi anni. Le famiglie e le imprese entrano in difficoltà economiche, spesso per ragioni indipendenti dalla loro capacità produttive e dalla loro volontà di pagare. E’ frequente il caso di ritardi di pagamento dei mutui per licenziamenti o malattie di familiari e per quanto riguarda le aziende è diffusissima la difficoltà di onorare delle scadenze per fallimenti dei clienti o gravissimi ritardi di pagamenti da parte degli stessi clienti.

E’ praticamente impossibile per un'azienda o per una famiglia entrata in difficoltà accedere a nuovo credito, o anche semplicemente utilizzare gli strumenti tradizionali del credito conti correnti carte di credito bonifici e quant'altro.

Queste famiglie. queste microimprese sono costrette a lavorare unicamente col contante. Le banche e le aziende di recupero crediti esercitano nei loro confronti un’azione vessatoria quando, addirittura, non intimidatoria. Con gli strumenti sempre più raffinati che sono stati disposti, in particolare dall’ultimo governo, per rafforzare l'azione vessatoria del recupero crediti è per loro impossibile avere uno stipendio, un'automobile, una casa perché sarebbero immediatamente pignorati ed espropriati. Sono proprio queste famiglie e queste microimprese, al 99,9% costituite da persone perbene, che si trovano all'improvviso in difficoltà e parafrasando le parole di Papa Francesco viene attuata nei loro confronti “la cultura dello scarto, che non riguarda solo il cibo e i beni, ma prima di tutto le persone che vengono emarginate” Ecco che persone perbene, famiglie, imprese che hanno sempre onorato i loro debiti e pagato le tasse si trovano ad operare in una situazione che costituisce il terreno di coltura per gli interessi malavitosi. Come autorevolmente sostengono  i commissari Antimafia: devono sopravvivere e se non riescono a ottenere credito dalle banche, si rivolgono al credito mafioso. Voglio essere ancora più preciso: stiamo parlando di famiglie che vogliono far studiare i figli oppure di micro imprese che ricevono commesse che potrebbero risollevarle ma non trovano la liquidità. Hanno bisogno di piccoli prestiti per pagare gli studi dei figli o per acquistare il materiale per soddisfare queste commesse.

La banca chiude le porte ed ecco che persone per bene improvvisamente si trovano indifese nelle mani della malavita. Proprio per questa ragione con gli amici di alcune fondazioni antiusura, di associazioni imprenditoriali e con gli avvocati Crivellari e Tieghi da più di un anno abbiamo elaborato la proposta del Giubileo bancario che consentirebbe:

  • di reinserire nel circuito del credito legale centinaia di migliaia di famiglie e decine di migliaia di imprese
  • far risparmiare 8 miliardi al bilancio dello Stato
  • rilanciare l'industria edilizia con una forte riduzione delle espropriazioni di prime case a seguito di esecuzioni immobiliari.”

Il 20 febbraio in un convegno a Milano presso la fondazione per la memoria della deportazione associazioni di imprenditori,  associazioni di microcredito,  vittime delle esecuzioni immobiliari si sono incontrate con  candidati alle elezioni di alcuni partiti politici e sono stati presi impegni per ripresentare la legge del Giubileo bancario nel prossimo Parlamento.

(Giovanni Pastore, imprenditore) per informazioni: segreteria.favordebitoris@gmail.com

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