Il mattone lombardo è ancora sovrano. E dov'è la novità?

Marina Marinetti
real estate

La Lombardia si conferma il principale mercato immobiliare italiano, con quasi un quarto delle compravendite residenziali del 2017

Lombardia über alles. Almeno per quanto riguarda il mattone: il report presentato ieri (13 dicembre) da Scenari Immobiliari, l’istituto indipendente di studi e di ricerche fondato nel 1990 da Mario Breglia, fotografa una regione che ormai rappresenta il principale mercato immobiliare italiano, con il 22,2% delle compravendite residenziali nazionali stimate per il 2017. Rispetto al 2016 significa il 12,8% per cento di crescita, una percentuale che stacca di misura la media italiana, del 7,7 per cento. La Lombardia è passata da 109mila compravendite del 2016 a 123mila attese per fine 2017, mentre l’Italia da 520mila a 560mila per la fine dell’anno.

E come ogni fine anno, è tempo di previsioni: cosa riserverà il 2018 per il settore? I dati del report parlano di una prosecuzione del trend di crescita del mercato immobiliare lombardo, che dovrebbe far registrare oltre 143mila compravendite residenziali, pari al 16,7% in più rispetto al 2017, contro il 12,5% in Italia, mentre nel 2020 si prevede di raggiungere le 192mila compravendite. Anche i prezzi dovrebbero aumentare, dell’1,3% contro lo 0,3% stimato come media italiana. Secondo Scenari Immobiliari, il proseguirà fino 2020 superando il picco del 2007 del due per cento. In Italia il trend porterà a una crescita dei valori del 2,9 per cento senza, tuttavia, tornare agli standard pre-crisi. La Lombardia in sostanza, sarà la prima regione a uscire ufficialmente dalla crisi scatenata dai subprime nel 2008.

“La Lombardia ha il primato della ricchezza in Italia e il suo mercato immobiliare è il più grande tra le principali regioni europee – ha spiegato Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari – Qui si concentra l’ottanta per cento degli investimenti immobiliari esteri in Italia e il 65 per cento di quelli domestici. Stiamo vivendo una fase molto positiva del mercato che potrebbe durare sino al 2020. La grande crescita della regione sta anche nei tanti progetti residenziali e non in cantiere. Nell’intera regione sono in corso iniziative per circa 8.5 milioni di mq per un investimento di quasi 18 miliardi di euro. Si tratta di quasi la metà di tutte le iniziative immobiliari italiane. E’ un grande motore per il rinnovamento urbano”.

Non c’è bisogno di sottolineare che è il capoluogo a trainare il mercato:  i valori medi delle quotazioni a Milano siano in rialzo già dal 2015, con quasi 2% in più registrato nel 2016 nel semicentro. Le compravendite nel 2017 supereranno 33mila unità, circa il 4,2 per cento in più rispetto al 2016, arrivando a trentacinquemila il prossimo anno. A distanza di dieci anni, le transazioni tornano a superare i volumi del picco del 2007, impostando un trend di crescita che proseguirà nel prossimo biennio. L’andamento dei prezzi a Milano segue però due linee di tendenza distinte tra periferia e resto del territorio. Nelle aree centrali i valori medi continuano ad aumentare: +1,8 per cento nel 2017 rispetto all’anno precedente. L’indice decennale dei prezzi nel centro del capoluogo ha superato i valori del 2007 già nel 2016 e prosegue tuttora il trend di crescita, con un +2,3 per cento nel 2018. Saranno le zone semicentrali le vere protagoniste del processo di trasformazione della città, specialmente nelle aree che sapranno trovare il giusto equilibrio tra qualità del prodotto, prezzo e localizzazione interessante per servizi e accessibilità. I prezzi nella fascia intermedia cresceranno di due punti percentuali nel 2017 e del tre per cento nel 2018.

Ma Milano non è sola: si stacca anche Como, con prezzi sono in salita per il 2017 dell’1% circa, primo risultato positivo dopo dieci anni di calo. Como nel 2017 ha avuto un aumento di oltre il tredici per cento nelle compravendite e del dieci per cento nel fatturato, così come l’offerta. Nel 2016 le transazioni sono tornare a superare le mille unità scambiate e l’anno si chiuderà con 1.230 unità, secondo le ultime stime. Nel 2018 la crescita dei volumi delle transazioni è prevista del 13,8 per cento, per arrivare a 1.400 unità.

Anche Pavia e Bergamo che nel 2017 riportano un’inversione di tendenza. A Bergamo, in particolare, le transazioni hanno seguito un andamento positivo costante dal 2014, arrivando a 1.520 compravendite nel 2016. Per l’anno in corso è atteso un aumento del 9,2 per cento dei volumi delle transazioni, che si porteranno a 1.660 unità. Un ulteriore aumento dell’11,4 per cento è previsto per il 2018. A proposito di prezzi medi, nel 2017 la zona centrale della città è stimata in rialzo intorno al due per cento in più rispetto al 2016, e crescerà della stessa misura nel 2018. A Pavia, le transazioni hanno intrapreso un andamento positivo già nel 2016, arrivando a mille compravendite nel 2017, l’8,6 per cento in più sull’anno precedente. Per il 2018 è atteso un aumento del quindici per cento dei volumi delle transazioni, che porterà a 1.150 unità.

Le altre città lombarde contribuiscono al buon andamento del mercato. Brescia ha registrato 2.670 unità transate nel 2017 (+11,2%),  Varese ha superato le mille unità (+13%), Cremona 920 (+13,5%), Lodi sfiora le 800 comravendite (+15,9%), ma si tratta di un mercato ristretto come quelli di Lecco (700 compravendite, +7,6% rispetto al 2016), Mantova (650 transazioni stimate per il 2017, +11,8%), Sondrio (320 compravendite, +10,3%). Fanalino di coda, più per performance che per numeri assoluti, Monza, dove per il 2017 Scenari Immobiliari stima 1.630 unità vendute (afronte di un’offerta di 2.700 unità), in crescita di un misero 5%.

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