Ema: oltre la delusione Milano deve continuare a promuovere le eccellenze

Elisa Stefanati
MILANO CAPITALE DELLA FINANZA

La presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca va oltre e punta tutto su  Human Technopole

A Milano la delusione nelle ultime ore aleggia nell’aria. A nessuno piace perdere, ma ci sono sconfitte che lasciano una sensazione più forte di sgradevolezza e -è il caso di dirlo- di amaro in bocca. È successo tutto troppo velocemente e, per colpa di un fato burlone avverso, il nostro paese ha visto volatilizzarsi la possibilità -contro Amsterdam- di ottenere  l’Agenzia Europea  del Farmaco nella roccaforte dell’economia e della finanza di  Milano. Una beffa che pesa come piombo. E non si tratta solo di perdita di indotto, ma di volano occupazionale,  culturale, e legato alla ricerca dell’industria del farmaco.

Milano era pronta. Aveva un dossier di tutto rispetto, compilato dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia,  per  accogliere  i quasi 900 dipendenti dell’Ema. Secondo una stima dell’Università Bocconi,  la conquista dell’Ema vale un indotto di tremila nuovi posti di lavoro e un impatto economico da 1,8 miliardi di euro di cui beneficerà il paese olandese. In un’intervista ad Economy, Annarosa Racca, presidente Federfarma Lombardia, va oltre la delusione, invitando soggetti istituzionali pubblici e privati ad andare oltre la delusione e a continuare a fare squadra per valorizzare,  in ogni sede opportuna,  le eccellenze di Milano e della Lombardia perché nuove e ambiziose mete aprono nuove opportunità.

 Dottoressa Racca ci aiuta a comprendere  il peso specifico  di Ema in termini economici?

EMA è stato istituito nel 1995 ed è essenziale per il funzionamento del Mercato Unico dei farmaci nell’Unione Europea. Le sue competenze sono di proteggere la salute umana e animale nei paesi della Comunità Europea assicurando che tutti i medicinali siano sicuri, efficaci e di alta qualità. EMA facilita lo sviluppo e l’accesso ai farmaci con pareri scientifici e linee guida, valuta le domande per le autorizzazioni e l’immissione in commercio dei farmaci, garantisce la sicurezza dei medicinali, fornisce informazioni a professionisti della sanità e pazienti. Ha 900 dipendenti e un budget per il 2017 di più di 300 milioni di euro.

Quali opportunità ha perso l’Italia ?

L’Italia ha perso un volano per l’industria farmaceutica e il suo indotto ma anche per la ricerca. Inoltre bisogna considerare le ricadute sul fronte dell’ospitalità e il fattore logistico di numerose società farmaceutiche che avevano spostato la loro sede a Londra per essere vicini all’Authority. L’Italia era pronta ad ospitare EMA, le persone che ci lavorano, i comitati scientifici in essa operanti, le delegazioni delle aziende quando devono registrare i farmaci, i convegni scientifici, i congressi. Siamo il più bel paese al mondo e con la nostra ospitalità, le nostre bellezze naturali, la nostra cucina non abbiamo uguali. Siamo soprattutto strategici nell’ambito del contesto economico europeo. Per questo la decisione dell’Europa di lanciare una monetina per pronunciarsi sul trasferimento di una grande Agenzia Europea lascia perplessi. Da un punto di vista politico, infine, ospitare EMA darà all’Olanda un peso maggiore nelle decisioni a Bruxelles.

E la filiera del farmaco a cosa deve rinunciare? A quali vantaggi competitivi dovrà dire addio?

Il paese Italia e le aziende farmaceutiche avevano puntato su EMA in Italia e, come ripeto, una sconfitta al sorteggio è assurda e inaccettabile. Ma Milano non perde la voglia di essere l’orgoglio del paese per la farmaceutica, ora dobbiamo guardare a Human Technopole, il polo che sorgerà nell’area Expo per competere con i grandi centri di ricerca mondiali. I migliori ricercatori arriveranno con questo ambizioso progetto volto a mettere al centro la salute.

Infine la beffa di un sorteggio: si può affidare un aspetto cosìdelicato ad un sorteggio? L’Europa ha dimostrato di non saper decidere e prendere posizione su una questione così strategica?

Quelle “linee guida” erano state approvate all’unanimità da tutti i Governi. Forse essendo il numero di votanti dispari e non ipotizzando l’astensione di qualcuno, nessuno aveva pensato all’ipotesi di un sorteggio. Milano aveva un dossier importante, rispettava tutti i parametri tecnici in termini di ricettività, trasporti, scuole, assistenza medica e una location strepitosa come il Pirellone di Giò Ponti. Era stato fatto un importante gioco di squadra tra Governo, Regione, Comune e aziende fermato dall’eterna lotta tra nord-Europa e sud-Europa, in un gioco di alleanze che si fanno e si disfano velocemente. Milano, però, è una grande città che vive una fase di rinascita e, con Human Technopole ancora di più, si farà spazio nel contesto economico europeo.

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