Immobiliare, un settore globale da 1,5 trilioni di dollari

Redazione Cognome
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Gli investimenti globali, inclusi gli sviluppi, sono aumentati del 4% nel corso dei dodici mesi precedenti giugno

Secondo una nuova ricerca pubblicata da Cushman & Wakefield, i volumi del mercato globale degli investimenti immobiliari hanno registrato un aumento del 4% rispetto all’anno precedente, toccando quota 1,5 trilioni di dollari nel corso dell’anno fino a giugno.

“Winning in Growth Cities” è il rapporto annuale che analizza le attività degli investimenti nel settore immobiliare commerciale e classifica le città in base alla capacità di attrarre capitali.

Nei 12 mesi precedenti giugno 2017, le prime 25 città classificate hanno rappresentato a livello globale quasi la metà del mercato, nonostante alcune di esse abbiano subito forti cali. New York si è confermata il mercato più ricercato per il sesto anno consecutivo, nonostante gli investimenti siano diminuiti del 37%. Londra ha registrato un calo del 25% che l’ha portata fuori dalle prime tre posizioni e Parigi del 21%. La limitata disponibilità di immobili è stato uno dei fattori alla base di queste flessioni.

Tra le città emergenti troviamo San Francisco, che è entrata tra le prime tre posizioni, grazie a una crescita del 4,5%, e Hong Kong che ha messo a segno un +19%. Allo stesso tempo, città di 2° livello come Malmö, Nizza e Osaka hanno guadagnato terreno grazie al maggiore interesse dimostrato dagli investitori stranieri che hanno ampliato il raggio d’azione alla ricerca di rendimenti migliori.

Il Nord America si è confermata la regione con il più forte appeal per gli investimenti, con 13 città classificate tre le migliori 25, seguita dall’Europa e dall’Asia Pacifico con 6 ciascuna. Le città dell’Asia Pacifico sono quelle che hanno messo a segno gli incrementi più importanti, con Seul che ha visto aumentare i volumi del 98% e Singapore del 52%.

David Hutchings, responsabile EMEA Investment Strategy di Cushman & Wakefield e autore del rapporto, ha dichiarato: “La forte crescita globale rappresenta in qualche modo una sorpresa, soprattutto in considerazione delle difficoltà che il mercato ha dovuto affrontare nel 2016, ma il sentiment degli investitori è decisamente migliorato. Con i timori di un’ascesa dei populismi fortunatamente non confermati, almeno per il momento, la globalizzazione nel settore immobiliare continua a ritmo sostenuto.

La diminuzione dell’attività osservata in alcune delle principali città riflette più una limitata disponibilità di opportunità, piuttosto che un vero e proprio calo della domanda, anche se il rialzo dei prezzi sta spingendo gli investitori ad allargare gli orizzonti. Anche se la capacità di New York, Tokyo e Londra di adattarsi e reinventarsi continuerà a rafforzare la loro egemonia a livello mondiale, la concorrenza sta diventando sempre più agguerrita e l’attenzione degli investitori si sta rivolgendo sempre più verso location di 2° livello. Diciotto mercati che non risultavano essere nel mirino degli investitori stranieri nel biennio 2015/2016 stanno guadagnando posizioni, ad indicare la volontà degli investitori di spostarsi in nuovi mercati".

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