Guadagnare nel fallimento? Con il litigation funding più opportunità

Redazione Cognome
tribunale

Therium, leader nel finanziamento dei contenziosi legali, tra i maggiori  fondi in Europa, mette nel suo mirino il mercato italiano delle procedure concorsuali. Con un fondo dotato di  oltre 200 milioni di Sterline,  i due fondatori  Neil Purslow e John Byrne, che ancora oggi guidano il team della società, hanno deciso di puntare nelle procedure fallimentari italiane pendenti o di futura apertura avanti ai tribunali italiani. Milano, con le suo oltre 5700 procedure pendenti sulle 80m ila italiane, è il foro d’elezione.

Therium fornisce finanziamenti per molte forme di contenziosi commerciali e arbitrarti internazionali e per controversie internazionali particolarmente complesse. Il fondo opera, oltre che sul mercato inglese, in quelle giurisdizioni in cui il finanziamento del contenzioso è ammesso in Europa continentale (in particolare, Olanda, Spagna, Italia), nel nord America (USA e Canada) e in Australia. I finanziamenti finora effettuati hanno riguardato dispute commerciali e contrattuali, cause  tra azionisti, responsabilità professionale, group e class action. Tra le questioni più frequenti insolvenze, concorrenza e danni antitrust, arbitrati internazionali sui trattati d’investimento.

Therium ne ha discusso a Milano  in un incontro con l’Associazione Concorsualisti , nata su iniziativa di Roberta Zorloni, dottore commercialista attivo proprio nelle procedure concorsuali.

Sono oltre  80mila le procedure fallimentari attualmente pendenti in Italia, di cui 5700 avanti al tribunale di Milano, per le quali la disponibilità di risorse per poter portare avanti la procedura costituisce un fattore determinante.

“Nelle procedure concorsuali i costi della giustizia civile possono costituire un significativo ostacolo alla richiesta di tutela giurisdizionale  soprattutto quando si è in presenza di fallimenti senza fondi. Il patrocinio gratuito, se pur contemplato, viene poco utilizzato.  Un ulteriore fattore di ostacolo alla tutela giurisdizionale è l’alea del giudizio e quindi il rischio.

Percorrere la via della tutela giurisdizionale implica la necessità di esborsi, a volte anche rilevanti se si pensa agli arbitrati e alle cause all’estero, senza che vi sia la certezza che il recupero dei crediti andrà a buon fine. Il finanziamento della controversia da parte di soggetti terzi che si accollano il rischio dell’esito negativo di un procedimento giurisdizionale o arbitrale, trattenendo in cambio, nel solo caso di esito vittorioso del giudizio, una percentuale, è un istituto che può contribuire a rendere effettivo, laddove in caso contrario non si agirebbe, l’accesso alla tutela giurisdizionale (o arbitrale) dei diritti a tutela della massa dei creditori” ha spiegato Roberta Zorloni, Dottore Commercialista e Presidente A.C.M.

Per    Cino Raffa Ugolini, partner dello Studio Legale Crea  “Questo schema è tendenzialmente rivoluzionario perché può consentire alle procedure concorsuali – notoriamente senza fondi - di iniziare azioni legali che possono risollevare l’attivo fallimentare a rischio zero e che altrimenti non sarebbero mai state coltivate, con benefizio per la massa dei creditori”.

Secondo Maurizio Orlando, curatore fallimentare del Tribunale di Milano e Socio Fondatore ACM, il finanziamento delle controversie per le procedure concorsuali, non solo per quelle illiquide ma anche per quelle liquide, è senz’altro interessante. Spesso, se non sempre, infatti, le Procedure sono costrette a rinunciare al contenzioso (soprattutto a quello oggetto di arbitrato o da promuovere all’estero) a causa dell’impossibilità di anticipare le spese (normalmente elevate) necessarie per continuare o promuovere le predette cause. Ma il ricorso al finanziamento delle spese di lite potrebbe essere di interesse anche per le Procedure liquide, che, a seguito del finanziamento, azzererebbero il rischio di sottrarre attivo in caso di soccombenza e di condanna a rimborsare le spese legali delle controparti vittoriose.

Andrà verificata, però, la compatibilità degli schemi contrattuali del Finanziatore con le regole della vigente Legge Fallimentare e, in particolare, con la novità di recente introdotta dal modificato art. 118, terzo comma, Legge Fallimentare, che consente la chiusura del fallimento pur in pendenza di controversie.

A.C.M. è un’associazione, senza scopo di lucro, che nasce da un’esperienza professionale condivisa al fine di organizzare iniziative utili alla diffusione della conoscenza del diritto concorsuale e di supportare le attività svolte dai propri associati in relazione agli incarichi di curatore, commissario giudiziale, liquidatore giudiziale, commissario straordinario  o di organismo di composizione della crisi. L’associazione si propone, inoltre, di mettere a disposizione l’insieme di competenze a beneficio del formarsi di nuovi orientamenti interpretativi nonché di essere da stimolo per nuovi strumenti normativi  che consentano la migliore efficienza  nella gestione delle procedure.

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