LE RAGIONI DEL GOSSIP

Lontano dalle luci della ribalta ora le star si danno al vino

Dal Don Carmelo di Al Bano al Nero di Troia di Michele Placido, fino ad arrivare all’unico Pinot nero prodotto in Puglia da Riccardo Scamarcio: ecco i Vip-imprenditori che hanno avviato le loro etichette

Monica Setta

In principio fu Al Bano. Il cantante di Cellino San Marco ha affiancato alla carriera musicale quella da agricoltore.  E nella sua tenuta nel Brindisino, a Curti Petrizzi, produce vino. Era una promessa fatta al padre: «Partirò. Diventerò un cantante e quando tornerò, costruirò una cantina per dedicarla a te». Ogni anno produce quasi due milioni di bottiglie e ha dieci diverse linee di vino, grappa, spumante e pure olio d’oliva. Al Bano il nome l’ha portato sulle etichette, molte delle quali continuano a raccontare la sua storia: c’è il “Don Carmelo” che omaggia il padre, “Nostalgia” e “Felicità” che richiamano due sue canzoni di successo, e anche il rosato “Romina” che porta alla mente la sua ex moglie, Romina Power. Ma con il passare del tempo quella che sembrava l’avanguardia di Al Bano -è diventata una scelta anche per chi pugliese non è. “Placido Volpone” fa parte della lista, e non è un ossimoro: è l’unione di due cognomi che racconta un’amicizia adolescenziale, quello fra l’attore Michele Placido e Domenico Volpone. Il primo si faceva già notare al cinema, il secondo lavorava nei campi, ma d’estate si incontravano sempre con le famiglie nella masseria Volpone di Ascoli Satriano. Da adulti hanno riscoperto la bellezza di quell’unione, e coinvolgendo i figli hanno dato vita a una serie di vini che nascono a poca distanza dal sito archeologico dell’antica città di Herdonia (Ordona, in provincia di Foggia), capitanati dal Nero di Troia e con la filiera certificata tramite il Blockchain. È pugliese anche Riccardo Scamarcio, che si è affacciato al mondo del vino: a Polignano a Mare nasce il suo “Rivale” nell’omonima azienda agricola, strano caso di unico Pinot nero prodotto in Puglia (la produzione è limitata a circa 5mila bottiglie). Ci sono infine due altre personalità che con la Puglia hanno sviluppato nel tempo un legame affettivo, che adesso è diventato anche economico. Il giornalista Bruno Vespa ha trovato a Manduria il terreno ideale per mettere a frutto il suo amore per il vino, e ha coinvolto i figli Alessandro e Federico per entrare sul mercato nel 2014 con l’etichetta Vespa - Vignaioli per passione. “Noitre” è il nome dello spumante brut rosè che sancisce l’unione fra padre e figli, ma fra Negramaro, Primitivo e Fiano c’è spazio anche per una trovata originale: “Flarò” è il primo rosato fermo della cantina, che prende il nome dall’unione di Flavia (Pennetta) e Roberta (Vinci), le tenniste che portarono la Puglia ai vertici dello sporto mondiale, nella finale Us Open 2015. In quanto a originalità non è da meno “Il Bruno dei Vespa”, uno dei rossi che nascono nella Masseria Li Reni (fra Manduria e Avetrana): «I produttori di vino in genere danno il proprio nome al vino più importante della cantina - si legge nella presentazione - Bruno Vespa ha fatto la scelta opposta, ha battezzato il vino di minor costo perché la sua sfida è di voler accostare il maggior numero di consumatori a un prodotto con un eccellente rapporto fra qualità e prezzo di vendita». L’ultimo a cadere nel tranello delle vigne pugliesi è Ronn Moss. E qui il corteggiamento ha superato l’oceano: l’attore di Los Angeles ormai è un pugliese d’adozione, ha conosciuto il territorio anni fa - per girare alcune puntate della soap opera “Beautiful”, in cui è l’universale Ridge Forrester - e non si è più allontanato. Ha dato il suo cognome a un progetto firmato con due amici, Donato Pistola e Tiziano Cavaliere. Wine Moss ha sede a Fasano, e per ora ha nel listino due rossi (Primitivo di Manduria), un bianco (Verdeca) e un rosato (Susumaniello).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400