Emanuele Donalisio, piedi per terra
e cucina da alta quota a Ventimiglia

Un giovane chef, Emanuele Donalisio, vocato per la gastronomia, che dopo un rodaggio professionale con grande maestri e pubblico internazionale esordisce con successo, da imprenditore in proprio, in un locale e con un menù a sua immagine: “Il giardino del gusto”

Sergio Luciano
Emanuele Donalisio, piedi per terrae cucina da alta quota a Ventimiglia

Giovane ma espertissimo e forse anche per questo capace di sorprendere, Emanuele Donalisio è uno chef che conduce un ristorantino degno di gran nota al centro di Ventimiglia. “Ino” nel senso di piccolo, ma notevolissimo quanto alla qualità. Venti coperti – più dieci nel dehors - che accolgono una cucina ricercata e creativa che si esprime grazie a stagionalità, qualità e ricerca delle materie prime, specialmente attraverso l’utilizzo di prodotti a chilometro zero. Benvenuti nel Giardino del Gusto, così ha voluto battezzarlo.
 
Uno chef che preferisce definirsi cuoco perchè per lui bisogna partire dalle basi, ricordarsi di tenere sempre i  piedi ben piantati per terra e lavorare sodo; e così è stato il suo percorso. Piemontese di nascita, dopo vari stage in Italia e appena diplomato si trasferisce a Londra dove lavora al The Waterside e poi a Le Gavroche – un po’ il top della capitale britannica, come il Ducasse a Parigi - per poi approdare sulle navi da crociera, in particolare la Regent, della compagnia americana Seven Seas Cruise. Un’esperienza di ben 5 anni, che lui stesso definisce molto formativa, e dalla quale apprende la conoscenza dei prodotti e le tecniche, ma anche molto impegnativa: “Avevo 23-24 anni, prendevo 6000 dollari al mese… ma non era vita, sulle navi si lavora tutti i giorni per sei mesi e non ci sono orari”.
Emanuele sbarca e sceglie: è il suo momento. Il momento di mettersi in proprio. Si trasferisce a Montecarlo per lavorare alla Rosa dei Venti, e poi la decisione di mettersi in gioco e aprire il suo ristorante. Da qui nasce Il Giardino del Gusto. 
 
Una cucina fusion che spazia dall’Adriatico al nord Europa, con un tocco personale, che racchiude tutte le varie esperienze lavorative. “Mi occupo anche della carta di vini, mia grande passione, lo stesso vale per i dolci, anche se non sono un pasticciere do sempre una mia interpretazione”.
Tanti i piatti che gli stanno a cuore, ma uno in particolare lo rappresenta, Mio mare su midollo “Un insieme di pescato locale – calamari, gamberi, filettini di triglia – cotto direttamente su un femore di vitello dentro la brace in modo che l’osso trasferisca il calore e midollo distilli il grasso di cottura, il tutto servito con una riduzione di vitello.”
 
Non solo cucina, ma grazie a Trenta editore anche un libro, pubblicato a luglio di quest’anno, la sua opera prima (lontano dai fornelli): “Contaminazioni di gusto”, volume appartenente alla serie 30 Gourmet. Grazie alla sua esperienza in giro per il mondo alla ricerca di nuovi sapori, ma anche alle tecniche particolari che padroneggia, lo chef Donalisio ci conduce in un viaggio fatto dai profumi e le carni del Centro America ai pesci di Francia e Nord Europa; non solo secondi piatti poi, ma anche creazioni dolci, passando per la tradizione Mediterranea ed arrivando alle modernizzazioni di cibi del nostro passato.  

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