Pompei: “Ambiente e sostenibilità
priorità per imprese e governi”

L’intervento dell’amministratore delegato di Deloitte Fabio Pompei al Meeting di Rimini: “Next Gen Fund grande occasione per investire nel futuro dei giovani”

Fabio Pompei *
Pompei: “Ambiente e sostenibilitàpriorità per imprese e governi”

Il tema degli impatti dei cambiamenti climatici e il connesso tema della sostenibilità è la sfida numero uno di questi anni. Una sfida che deve vedere mondo delle istituzioni, mondo dell’economia e delle imprese e mondo della finanza strettamente connessi, collaborare con un comune obiettivo, quello di favorire una transizione a un’economia verde, sostenibile a livello globale. Mai come in questo periodo, le parole d’ordine, inscindibili, dovrebbero essere “investimenti” – “sostenibili”. A livello di istituzioni pubbliche, c’è un’occasione irripetibile, per l’Europa e soprattutto per l’Italia, determinata dal Next Gen Fund. L’auspicio è di avere istituzioni all’altezza del compito straordinariamente difficile e complesso che ci attende. Istituzioni che sappiano guardare al di là del prossimo, ravvicinato, appuntamento elettorale. E direi a questo proposito che è stato chiarissimo Mario Draghi nello stabilire la necessità di alimentare un “debito buono”. Abbiamo una responsabilità enorme nei confronti delle future generazioni, che non possiamo tradire. Sono i nostri figli, i nostri nipoti, ai quali stiamo lasciando un debito di proporzioni inimmaginabili fino a poco tempo fa. Occorre che almeno sia un debito sostenibile. Serve un piano di investimenti coordinato e gestito centralmente, con un numero limitato di priorità sui settori strategici (istruzione, sanità, infrastrutture, digitalizzazione) e caratterizzati dal filo comune della sostenibilità. Sottolineo l’importanza delle parole di Sergio Mattarella, durante il suo messaggio rivolto a questo Meeting, che “all’impegno economico, sociale e culturale dobbiamo contribuire tutti, dalle istituzioni all’intera società, con le sue forze economiche e le sue preziose autonomie sociali”.
L’Italia si prepara a ospitare il summit dei G20 del 2021 in un contesto fortemente condizionato dalla pandemia scatenata dal Covid-19. Una crisi sanitaria, economica e sociale che ha posto i business leader e i governi di tutto il mondo di fronte a una sfida storica, ma al tempo stesso rappresenta una straordinaria occasione per rafforzare gli strumenti di governance globale e di condivisione delle priorità internazionali. Quella che verrà sarà una grande occasione per il nostro Paese, per avere un impatto reale e tangibile a livello internazionale, e potremo guidare il cambiamento con una mentalità collaborativa, facendo squadra con persone di altri business e geography e con competenze differenti.
Ma anche il mondo delle imprese deve fare la sua parte. Sostenibilità, etica d’impresa, responsabilità sociale, trasparenza, sono valori dovranno entrare nel “purpose” di tutte le imprese. È un grande cambiamento culturale, per il quale, come ha detto sempre Draghi, occorre investire anche e soprattutto nel capitale umano. Dovranno, perché inevitabilmente chi non metterà al centro delle proprie strategie questi temi rischierà di essere tagliato fuori dal mercato. Tagliato fuori dai consumatori che presteranno sempre più attenzione e privilegeranno le aziende con questi valori, tagliato fuori nella guerra dei talenti perché le nuove generazioni hanno una sensibilità su questi temi che non ha paragone con le generazioni precedenti e orientano le proprie scelte su dove lavorare anche e soprattutto sulla base di questi temi. Come Deloitte, avendo circa il 60% delle nostre persone sotto i 30 anni, il livello di sensibilità è altissimo. I ragazzi sono attenti ai valori, al purpose dichiarato, ma soprattutto ai comportamenti conseguenti. Tagliato fuori dal mondo della finanza che sempre più privilegerà nelle sue scelte di investimento aziende trasparenti e sostenibili.
Come network di Deloitte, sia in Italia che nel mondo, siamo già da tempo convinti che su questo tema le imprese debbano giocare un ruolo sempre più importante, accanto ai Governi nazionali e a tutte le istituzioni coinvolte. Nell’ultimo anno abbiamo annunciato il nostro impegno per una Responsible Business Practices, abbiamo lanciato un programma sulla sostenibilità e investito oltre 250 milioni di US$ in “societal impact” through volunteering, pro bono work and investments around the world. In autunno annunceremo ufficialmente a livello Global il nostro programma Zero net emission per il 2030.
Pertanto l’impegno sulla sostenibilità - a tutti i livelli - è concretamente integrato nei nostri obiettivi e nelle nostre strategie di business. All’inizio del 2020, Deloitte ha lanciato il progetto di Impact for Italy, con l’obiettivo di contribuire a far crescere e rendere più competitivo il Paese anche grazie alle imprese e a un approccio rinnovato rispetto al passato, attraverso la Fondazione e attraverso i nostri servizi, per creare una vera e propria cultura sostenibile, soprattutto tra le Pmi. Gli obiettivi generati da un nuovo approccio sostenibile rappresentano la strada da seguire durante la lunga ripresa che ci attende, che come Deloitte ci impegniamo a sostenere puntando al supporto dei nostri clienti, sia per le aziende più strutturate che quelle più piccole, e caldeggiando la transizione della nostra economia attraverso investimenti diversificati, filiere produttive ripensate e strategie sostenibili da implementare, nell’interazione con il territorio e la collettività.  Sono sfide straordinariamente complesse quelle che ci attendono. L’auspicio finale è che in una fase così drammatica dal punto di vista sanitario, sociale ed economico, i valori citati prima (insieme a sostenibilità, responsabilità d’impresa, trasparenza, integrità) siano i caposaldi di un vero e proprio rinnovamento culturale che possa poi portare i suoi effetti benefici anche nel mondo economico e finanziario.

* amministratore delegato di Deloitte

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