Folgiero (Nextchem): “Con noi
il bioetanolo supersostenibile”

L’amministratore delegato del gruppo Maire Tecnimont dettaglia e spiega la portata dell’innovazione tecnologica al centro dell’accordo con GranBio e le possibilità di implementazione anche in Italia.

Sergio Luciano
Folgiero (Nextchem): “Con noiIl bioetanolo supersostenibile”

Pierroberto Folgiero

Il bioetanolo fu il sogno di un imprenditore italiano discusso ma visionario: Raul Gardini. E' ancora possibile realizzare qualcosa di valido?
Nei decenni che sono trascorsi – risponde Pierroberto Folgiero, amministratore delegato del gruppo Maire Tecnimont, che controlla NextChem - il settore del bioetanolo (per uso come carburante in sostituzione della / o in miscelazione con la benzina si è sviluppato in diverse regioni (principalmente Brasile e USA, ma anche Europa). Tuttavia oggi la produzione attuale di bioetanolo si basa principalmente sull’uso di materie prime quali il mais o la canna da zucchero che hanno impiego nella filiera alimentare, creando conflitto tra food e fuel. La nostra tecnologia, dimostrata a livello industriale, permette la produzione del così detto “etanolo di seconda generazione” a partire da materie prime che non sono usate nella filiera alimentare, quali gli scarti e i sottoprodotti agricoli, ed è quindi una soluzione del tutto sostenibile - anche in virtù di una riduzione di impatto ambientale (gas ad effetto serra) piu' rilevante rispetto ai carburanti di prima generazione. La tecnologia che GranBio e Nextchem licenzieranno sul mercato mondiale è operativa nell’impianto di Alagoas-Brasile per la produzione di 40.000 t/a di 2G Ethanol.
Come possiamo collocare il bioetanolo nella cartografia dei carburanti, rispetto per esempio al metano?
Il bioetanolo è utilizzato in miscelazione o, in alcuni paesi del mondo, in sostituzione della benzina nei motori a combustione interna. E' quindi compatibile con i tradizionali motori del settore automotive e con l'infrastruttura esistente per la distribuzione di carburanti liquidi. Già oggi, le benzine commercializzate a livello europeo riportano una sigla sulla pompa di benzina che indica la percentuale di bioetanolo nel carburante. La sigla “E5” significa appunto che il 5% della benzina è Bio-etanolo.
Quanti investimenti Maire Tecnimont / NextChem destinerà a questa tecnologia?
Il trasporto rappresenta uno dei settori che contribuiscono in maniera importante all’emissione di anidride carbonica in atmosfera. Nextchem ha già nel suo portafoglio alcune soluzioni tecnologiche per la riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti come il Renewable Diesel (HVO) o la produzione di Bio-metano anche attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili. Il settore dei carburanti alternativi a quelli fossili per la mobilità sostenibile riveste per noi grande importanza nella strategia industriale di NextChem e dell’intero  Gruppo Maire Tecnimont. Una delle chiavi di uscita dalla crisi generata da Covid è anche nello sviluppo di un ampio ventaglio di soluzioni tecnologiche a basso impatto carbonico e  in ottica “local”, ovvero impiegando risorse, materie prime, reperibili a livello locale, valorizzando le economie dei territori e consentendo una riduzione del fabbisogno dall’estero. Crediamo che  la domanda di tecnologie come queste sia già presente e andrà crescendo nel tempo e le nostre risorse dedicate cresceranno di pari passo.
Ci sono opportunità di sviluppo anche in Italia?
Gli impianti di produzione di bio-carburanti sono per definizione degli impianti a “filiera corta” che fanno leva su volumi quindi reperibili localmente. Il nostro Paese inoltre ha già sviluppato una attenzione crescente verso i carburanti di seconda generazione, essendo stato uno dei primi al mondo ad aver valorizzato attraverso il cosi detto “double Counting” la produzione di questi fuel che utilizzano una bio-massa non in competizione con la catena alimentare umana.  Inoltre, questa tecnologia è di grande interesse in tutta Europa, per la legislazione più avanzata in materia di biocarburanti rispetto ad altre regioni del mondo, che prevede un elemento premiante in relazione alla riduzione delle emissioni climalteranti.
 

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