“Banche essenziali alla ripresa”
La First Cisl in campo sul credito

Un convegno fisico-digitale a Roma organizzato dalla potente organizzazione sindacale. Il segretario Riccardo Colombani: “Le banche devono capire che dare più credito è l’unico modo per rilanciare il Pil ed evitare in prospettiva l’esplosione del debito. Conviene anche a loro, visto che solo così possono evitare la crescita dei crediti deteriorati in futuro”.

Sergio Luciano
“Banche essenziali alla ripresa”La First Cisl in campo sul credito

La ripresa economica transita anche, anzi per molti versi principalmente, attraverso una valorizzazione del ruolo delle banche: meglio, attraverso un loro ritorno alla vocazione identitaria, erogare credito alle aziende conosciute, valutate e infine affidate. Ed è in questa direzione che va indirizzata la politica creditizia del Paese. E’ il forte auspicio di Riccardo Colombani, segretario generale di First Cisl, com’è emerso questa mattina da un convegno svolto a Roma in formula ibrida – trenta partecipanti in sala, un centinaio da remoto – sul tema: “Politiche creditizie e accesso al credito per la ripresa economica. Il ruolo delle banche”.
 
“Rispetto alle previsioni iniziali la ripresa richiede un ammontare di credito molto superiore, supportato da garanzie statali, per alimentare gli investimenti e attivare un meccanismo virtuoso di trasmissione delle risorse dalla finanza all’economia reale”, spiega Colombani: “Le banche devono capire che dare più credito è l’unico modo per rilanciare il Pil ed evitare in prospettiva l’esplosione del debito. Conviene anche a loro, visto che solo così possono evitare la crescita dei crediti deteriorati in futuro”.
 
Dal 2008 ad oggi gli impieghi, rispetto alla raccolta, si sono drammaticamente ridotti,  come ha illustrato – tra le molte altre cose - il professor Lucio Lamberti, docente di Scienza delle finanze e di Economia degli intermediari all’Università Telematica San Raffaele di Roma, a fronte dell’impennata degli investimenti bancari in Btp: oggi 400 miliardi di euro da meno di 100 che erano nel 2002, il che rende le banche le principali finanziatrici dello Stato italiano.
 
“La ricchezza peculiare del nostro Paese sul fronte produttivo sono i 5,1 milioni di piccole e medie imprese, dalla dimensione media pari alla metà di quella europea. E’ finanziando queste imprese, trasferendo loro risorse economiche, che le banche hanno nei decenni sostenuto lo sviluppo: trasformando depositi a vista in impieghi a medio-lungo termine. Un ruolo cruciale, qualificatissimo, che è stato molto, troppo ridimensionato. Il nostro modello di  sviluppo è diversissimo rispetto a quelli nordamericano e nordeuropeo. E a fronte di un tessuto produttivo di queste dimensioni, il processo di aggregazione delle banche in istituzioni creditizie via via sempre più grandi non è ottimale perché comporta un forte accentramento delle decisioni e una marcata monocrazia. Mentre una banca, in Italia, deve dare la massima attenzione alla relazione, alla tempistica delle decisioni, alla correttezza delle procedure. Le banche di territorio, ormai, anche se molto ridotte rispetto ad alcuni anni fa nel numero, sono assolutamente da sostenere, anche intervenendo sulla riforma delle Bcc per contenerne gli effetti offrendo un vero e proprio presidio a quelle rimaste”.
 
Lamberti ha anche evidenziato come nei territori dove sono venute a mancare le direzioni autonome degli istituti di credito, oggi il denaro costa di più rispetto a quelli in cui le banche hanno lasciato attivi i loro presidi decisionali. “Come mai? Non è un problema di diversa solvibilità delle imprese – ha detto Lamberti - ma di svantaggio competitivo di matrice cognitivo-relazionale. Più un’impresa è lontana dal centro decisionale che delibera sul fido richiesta, più caro pagherà quel denaro”.
 
In generale, Colombani ha riassunto i termini essenziali della proposta Cisl al governo: “Prolungare gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti collettivi, altrimenti si rischia di distruggerà per sempre una parte importante dell’ economia del paese”. Ha poi ricordato i pilastri del manifesto AdessoBanca per una riforma del sistema bancario e finanziario, elaborato da First Cisl nel 2018. “Il primo paragrafo è dedicato al problema di come restituire le banche ai cittadini. Non abbiamo scelto di tornare all’antico, non ci siamo immaginati di tonare al Glass Steagal Act, ma vogliamo ritagliarci lo spazio che riteniamo indispensabile, dando voce ai piccoli azionisti e contrastando l’autocrazia del top-management, confrontandoci con esso. Non sarà un percorso facile, ma investiamo sull’ottimismo della volontà per gettare il cuore oltre l’ostacolo. La partecipazione finanziaria dei lavoratori al capitale delle banche attraverso il sindacato è un canale essenziale per avere un posto al sole e togliere alibi al capitalismo manageriale. E per garantire l’unitarietà della rappresentanza abbiamo già identificato lo strumento del voting trust”.
 
Infine, Colombani ha spezzato una lancia a favore della consulenza finanziaria indipendente: “E’ una formula da sostenere. Sino ad oggi le politiche distributive dei prodotti finanziari si sono basate esclusivamente sul prodotto stesso. Se invece il centro della relazione fosse costituito dal servizio e le banche fossero pagate solo dai clienti e non dalle commissioni versate loro dai produttori, sicuramente si registrerebbe un miglioramento della protezione del risparmio”.
 

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