FINANZIARE L'IMPRESA

Purtroppo dopo la pandemia
cominceranno le insolvenze

Con il coronavirus il mondo ha bruciato 3.500 miliardi di dollari, ma non è ancora finita: le previsioni (a tinte fosche) di Euler Hermes, leader mondiale dell’assicurazione crediti

Marco Scotti
Purtroppo dopo la pandemiacominceranno le insolvenze

«Un vero recupero? Impensabile prima del secondo trimestre 2021. Con il Coronavirus il mondo ha bruciato 3,5 triliardi- migliaia di miliardi, ndr - di dollari. E in Italia le insolvenze cresceranno del 23%». Lo scenario a tinte nerissime è quello presentato da Paolo Cioni (nella foto), Country Manager nel nostro Paese di Euler Hermes. Quest’ultima (parte del gruppo Allianz) è leader mondiale dell’assicurazione crediti, specializzata in cauzioni, recuperi, credito commerciale strutturato e rischio politico. Un osservatorio privilegiato sia sullo scenario globale, sia su quello italiano, dove garantisce circa il 48% delle transazioni commerciali. Nel 2019 Euler Hermes ha raggiunto un giro d’affari consolidato di 2,9 miliardi di euro e ha coperto transazioni commerciali per un ammontare totale di 950 miliardi di euro.


Cioni, quali sono le vostre previsioni attuali sulla crescita economica e gli scambi commerciali?

La crisi sanitaria relativa al Coronavirus è uno shock di proporzioni senza precedenti.  Il blocco di oltre la metà della popolazione mondiale ha colpito il mondo come un meteorite, spingendo l’economia globale nella peggiore recessione dai tempi della seconda guerra mondiale, secondo i nostri economisti: -3,3% del Pil nel 2020, pari a 9.000 miliardi di dollari persi o al Pil di Germania e Giappone messi insieme, e più del doppio rispetto alla crisi finanziaria globale del 2009. In Italia il Pil è previsto in calo dell’11,4% (Francia e Germania -8,9% con Eurozona a -9,3%).

Quale sarà l’impatto del Covid-19 sull’economia reale?

Si prevede che la contrazione delle attività si attesterà tra -10% e -15% nel secondo trimestre 2020 a seconda della rigidità dei blocchi tra i Paesi. Ciò segue una recessione già marcata nel primo trimestre (da -2,5% a -6%). Le perdite commerciali dovrebbero ammontare a oltre 3,5 triliardi di dollari. In termini di volume, gli scambi commerciali globali di beni e servizi dovrebbero diminuire del -15% nel 2020, 5 punti in più rispetto al 2009. Le forti recessioni dei volumi e dei valori porteranno i fatturati delle società a contrarsi dal 30% al 40% nel secondo trimestre 2020, in particolare nella zona euro. Pertanto, le insolvenze globali dovrebbero aumentare del 20% nel 2020 mentre in Italia la crescita sarà ancora più elevata: 23%.

Che scenario economico vi aspettate nei prossimi 6-12 mesi?

Ci attendiamo un rimbalzo delle economie con un possibile trend ad U e non a L, come definito dai nostri economisti. Ma le insidie sono dietro l’angolo e ne evidenzio alcune delle: un secondo e più grave focolaio del virus, che manterrebbe l’economia globale al di sotto dei livelli pre-crisi fino alla fine del 2021; incertezza di lunga durata e una bassa fiducia che ritarderebbe gli investimenti e incrementerebbe i risparmi precauzionali; errori politici con relativo sostegno insufficiente da parte delle banche centrali e la mancanza di un’adeguata ripartizione degli oneri fiscali nell’Eurozona per innescare una ricaduta con conseguente crisi del debito sovrano; una crisi bancaria o immobiliare che potrebbe essere un effetto collaterale di una violenta impennata dei prestiti ad alto rischio e dei mancati pagamenti da parte delle imprese finanziariamente più deboli; catene di fornitura più corte che portano a misure protezionistiche in tutto il mondo e che alimentano margini aziendali strutturalmente più bassi.

La Fase Due ha di fatto sancito un primo ritorno alla normalità: ma è davvero tutto come prima?

Un vero e proprio recupero non sarà previsto prima del secondo trimestre del 2021. Osservando le strategie di de-confinamento riteniamo che l’attività nei settori manifatturiero e delle costruzioni riprenderà più rapidamente che nei servizi. Pertanto, il Pil globale dovrebbe accelerare al + 5,6% nel 2021 (Italia +11%) mentre la crescita delle insolvenze delle imprese rallenterebbe al +2%. Deficit fiscali a due cifre insieme ad elevati indici di debito pubblico potrebbero sollevare problemi di sostenibilità del debito a medio termine, in particolare per i Paesi dell’Europa meridionale, in assenza di un recupero dei prezzi o di una mutualizzazione del debito. Inoltre, si potrebbe prevedere un aumento della spesa per le infrastrutture (compresi gli investimenti nella green economy), sviluppo di programmi di rottamazione delle auto usate per le auto elettriche, piani di ammortamento accelerato per incentivare gli investimenti interni nel secondo semestre 2020 al fine di sostenere la rilocalizzazione delle catene di approvvigionamento, nella prima fase in settori strategici.

Il tema della solvibilità rimane di grande attualità: che tipo di dati vi aspettate nei prossimi mesi?

Euler Hermes in Italia, quale leader di mercato con più del 48%, garantisce oltre 90 miliardi di euro di transazioni commerciali su oltre 450.000 aziende. A partire dall’inizio dell’anno e soprattutto nei mesi di marzo e aprile, abbiamo registrato un deciso deterioramento delle imprese finanziariamente più fragili che si sta traducendo in un incremento degli insoluti nell’ordine della doppia cifra. Questo primo segnale è il campanello di allarme di un indebolimento del sistema economico produttivo che potrà generare nei prossimi 6/9 mesi numerosi default creando un vero e proprio effetto domino. Insieme con le nostre aziende assicurate e i nostri intermediari stiamo cercando attraverso un dialogo costante di rivedere insieme il livello di rischiosità che in alcuni casi risulta insostenibile sia per l’azienda che per l’assicuratore. In questa fase delicata quindi si sta cercando di trovare un equilibrio comune, garantendo la continuità aziendale al fine di essere pronti per la ripartenza.

Le misure a supporto delle aziende sono state efficaci? E tempestive?

Il Governo ha subito individuato che il tema credito è di vitale importanza per la ripartenza del tessuto industriale nazionale e i Decreti Liquidità e Rilancio vanno in questa direzione. Le misure approvate sono ingenti, però urge rendere operative il più presto possibile le misure implementate. Come assicuratori del credito ci siamo battuti, come in altri Paesi, per l’approvazione di una misura governativa che ha l’obiettivo di stabilizzare la rischiosità nelle transazioni commerciali attraverso la creazione di un meccanismo pubblico-privato a sostegno del credito commerciale con un plafond di 2 miliardi. La normativa intende creare uno strumento di “Garanzia di Stato” con l’obiettivo di preservare il sistema del finanziamento interaziendale e di consentire la continuità degli scambi commerciali necessari per garantire l’integrità del sistema produttivo del Paese. Ora però è decisivo che questo strumento venga messo tempestivamente in esecuzione.

Come cambierà l’assicurazione del credito?

In questa ricostruzione, che avverrà in piena era digitale, ci sarà l’opportunità di fare cultura e innovare il mercato attraverso la creazione di piattaforme dedicate al tessuto imprenditoriale. Sarà ancor più decisivo avvicinarsi alle aziende continuando il percorso di investimento nel digitale per ascoltare in modo istantaneo le necessità che avranno in questa fase di ripartenza. In questa direzione va ad esempio la creazione della piattaforma TradeScore, il nuovo servizio totalmente gratuito di Euler Hermes Italia, attraverso il quale sarà possibile per ogni azienda visualizzare la valutazione del merito creditizio data da Euler Hermes; condividere informazioni con i nostri analisti per rendere la valutazione ancora più accurata; verificare la salute finanziaria dei propri partner commerciali ed infine confrontare i parametri finanziari della propria azienda con un benchmark settoriale. Tradescore rappresenta un nuovo canale di comunicazione digitale, tra Euler Hermes e il mercato imprese, che riteniamo possa rappresentare un valore aggiunto nella gestione dell’attuale emergenza, con l’obiettivo di creare un dialogo continuo con il mondo imprenditoriale.

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