Passera all’Ft: “Per rilanciare l’Ue
opere da 4-5 mila miliardi di euro”

Il fondatore di Illimity Bank ed ex ministro dello Sviluppo Economico nel governo Monti, pubblica un intervento sul Financial Times per proporre una sua visione sulla ripresa economica nell’Unione Europea.

Sergio Luciano
Corrado Passera, ceo di Illimity

Corrado Passera, ceo di Illimity

Un piano europeo di investimenti infrastrutturali da 4-5 mila miliardi di euro: ovvero il 20% del Pil dell’Unione dei prossimi cinque anni. E’ la cura-choc che Corrado Passera, banchiere ed ex ministro dello Sviluppo economico, propone oggi in un suo articolo sul Financial Times. Passera parte dallo scontro in atto sui 750 miliardi di euro dell’ipotizzato “Recovery fund” per sottolineare che, approvato rapidamente questo primo intervento d’emergenza, l’Unione dovrebbe cambiare drasticamente marcia ed attrezzarsi “per superare la più profonda recessione degli ultimi cento anni”. L’Europa, infatto, “allo stesso tempo si trova ad affrontare la sfida esistenziale della crescente concorrenza di Cina e Stati Uniti, con il terreno di battaglia fortemente inclinato verso la tecnologia, dove l'Ue è rimasta indietro. Il nostro interesse comune richiede quindi un livello di investimenti federali che cambi il gioco”. Il piano “dovrebbe anche essere finanziato attraverso un nuovo livello di debito federale dell'Unione. L'idea di creare uno strato di debito federale è blasfema per alcuni. Ma la proposta visionaria del cancelliere tedesco, Angela Merkel, e del presidente francese, Emmanuel Macron, di emettere importi consistenti di debito federale per il fondo di recupero, supera già un ostacolo significativo”.
Per passera “i fondi raccolti dovrebbero essere finalizzati allo sviluppo di infrastrutture fisiche e digitali critiche, come l'alta velocità ferroviaria e un cloud pan-europeo. L'interesse comune richiede che ci muoviamo con coraggio e sfruttiamo questo tempo difficile per realizzare il potenziale dell'Europa, creando campioni continentali come Airbus anche in altri settori come la microelettronica e le telecomunicazioni; e per accelerare la transizione verso l'energia verde. Un obiettivo fondamentale è che l'Europa diventi leader mondiale nella tecnologia”.
Ma dove prendere tanti soldi? Sui mercati? Secondo Passera, sì: “Gli investitori saranno attratti dalle eurobbligazioni federali. Saranno quasi prive di rischio, essendo sostenute sia dalla Banca Centrale Europea che dalla forza collettiva dei 27 membri dell'Unione Europea. E la diversificazione rispetto al dollaro statunitense avrà un forte richiamo per gli investitori”.
Secondo l’ex ministro, oggi promotore, azionista di riferinento e capo-azienda in Illimity Bank, “questo programma di investimento non riguarda la gestione dei debiti ereditati dal passato, né il salvataggio degli Stati membri più poveri. Nessuno dovrebbe chiedere ad altri paesi di sostenere i costi dei debiti passati; ogni paese rimarrebbe responsabile del proprio debito pregresso. Tuttavia, la governance di questo programma sarà cruciale, e del resto la gestione dei programmi di investimento dell'Ue non è esente da difetti. Gli investimenti federali verrebbero selezionati, gestiti e finanziati a livello europeo, poiché il denaro raccolto verrebbe utilizzato esclusivamente per finanziare progetti di rilevanza federale”.
A sovraintendere al piano dovrebbe essere destinata “una task force, guidata da un commissario speciale, con trasparenza nell'impiego dei fondi. La Banca europea per gli investimenti potrebbe svolgere un importante ruolo di sostegno. Il lancio di questo programma federale avrebbe effetti positivi a catena. Potrebbe contribuire a placare i comprensibili timori degli elettori dell'Ue per il futuro e a scoraggiare risultati pericolosi nelle varie elezioni imminenti dell'Ue. Se da un lato Brexit è - a mio parere - un errore storico, dall'altro possiamo ridurre la probabilità di altre uscite dall'Ue muovendoci senza indugio. L'Europa può essere una forza potente nella crescente competizione tra superpotenze che esiste nel campo culturale, economico e militare. Ha un'offerta vitale che bilancia libertà e uguaglianza, merito e solidarietà, identità e apertura. Queste sono le caratteristiche della civiltà europea. Ma per raggiungere questi obiettivi – conclude Passera - i leader dell'Ue devono pensare in grande e agire rapidamente. Come ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, a maggio, abbiamo bisogno di un'Europa ‘che lavori alla massima velocità quando ha la sensazione che il mondo intero abbia fatto una pausa’".
 
 

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