Centraline truccate

Dieselgate, 240mila risarcimenti
ma tutti in Germania, nessuno in Italia

Prima un accordo con le associazioni dei consumatori, poi la sentenza della Corte di giustizia federale: in Germania Volkswagen si avvia a completare i risarcimenti. Ma in Italia è tutto fermo, dopo una sentenza della Procura di Verona contestata dal Codacons

Riccardo Venturi
Dieselgate, 240mila risarcimentima tutti in Germania, nessuno in Italia

L'ad del gruppo Volkswagen Herbert Diess.

La casa automobilistica ha reso noto di aver raggiunto un accordo basato sulla sentenza della Corte di giustizia federale con “oltre il 90 per cento” dei clienti idonei a ottenere il risarcimento

240 mila risarcimenti per un totale di 750 milioni di euro in totale, pari a poco più di 3mila euro ciascuno. Li ha pagati Volkswagen a altrettanti automobilisti tedeschi che hanno acquistato una vettura a motore diesel con la centralina di rilevazione dei dati sulle emissioni truccata. La casa automobilistica ha comunicato il 30 giugno che si avvia a completare i risarcimenti, ma questo accade in Germania, mentre in Italia nessuno ha visto un euro.

A sbloccare la situazione in Germania è stata in particolare la sentenza della Corte di giustizia federale emessa il 25 maggio scorso, che riguardava la causa avviata dal pensionato Herbert Gilbert. La corte ha stabilito che Volkswagen ha deliberatamente arrecato un danno ai propri clienti modificando la centralina delle auto alimentate a diesel. Il gruppo è stato così condannato a versare un risarcimento e gli interessi di mora a Gilbert, che potrà restituire il proprio autoveicolo all'azienda e richiedere il rimborso parziale del prezzo di acquisto. Da allora, Volkswagen si confronta con i querelanti in maniera conforme alla sentenza: spetta ai clienti conteggiare i chilometri percorsi con la propria auto e sulla base di tale calcolo richiedere il risarcimento. Il costo di utilizzo viene, dunque, detratto dal prezzo dell'autovettura. La casa automobilistica ha reso noto di aver raggiunto un accordo basato sulla sentenza della Corte di giustizia federale con “oltre il 90 per cento” dei clienti idonei a ottenere il risarcimento. A seguito di un precedente accordo extragiudiziale raggiunto con l’associazione federale dei consumatori Vzbv, peraltro, a seconda dell'età e del tipo di auto erano già stati offerti risarcimenti tra 1.350 e 6.257 euro.

Ben diversa la situazione in Italia. La Procura di Verona ha richiesto nello scorso mese di aprile l’archiviazione per i vertici di Volkswagen Italia indagati nel procedimento penale relativo al dieselgate, in quanto mancherebbe la prova del dolo. Non ci sarebbero quindi i presupposti per perseguire Volkswagen Italia per il reato di frode in commercio. Il Codacons, che ha organizzato una class action, si oppone alla richiesta di archiviazione davanti al Gip, e la conclusione del Pm verrà sottoporrà il giudizio alla Corte dei conti. «A questo punto l’Italia rischia davvero di essere l’unico paese dove la falsificazione delle emissioni non troverà alcuna sanzione effettiva se si considera che, invece, nel resto del mondo la vicenda “Dieselgate” ha portato a pesanti condanne e multe salatissime per la Volkswagen», ha commentato l’associazione dei consumatori, «La richiesta di archiviazione rappresenta una decisione scandalosa contro cui i legali del Codacons – che nell’ indagine è parte offesa in rappresentanza degli automobilisti truffati – presenteranno immediata opposizione, chiedendo al Gip di rigettarla. L’inchiesta ha già portato ad accertare un fatto, ossia la manipolazione del software delle automobili da parte di Vw, che non può assolutamente rimanere privo di sanzione. Se così fosse, sarebbe un’enorme sconfitta del sistema giudiziario italiano che rappresenterebbe una beffa per migliaia di automobilisti raggirati».

Anche Altroconsumo ha promosso una class action, e ha commentato favorevolmente la sentenza della Corte di giustizia federale tedesca. «Questa decisione segna un momento storico», cha affermato Ivo Tarantino, responsabile Public Affairs & Media Relations di Altroconsumo, «una nuova dimostrazione indiscutibile del diritto di risarcimento nello scandalo Dieselgate e chiarisce l’ammontare del danno subito dai consumatori. La sentenza tedesca costituisce un precedente importante per i consumatori di tutta Europa. A 5 anni dall’esplosione dello scandalo e 3 dall’inizio della class action promossa da Altroconsumo in Italia, riteniamo che Volkswagen non possa più venire meno alle sue responsabilità: basta con i rinvii, è ora di risarcire gli oltre 75mila consumatori italiani che si sono uniti alla nostra battaglia e pretendono giustizia». 
Euroconsumer, associazione europea di consumatori, ha affermato che la sentenza della Corte di giustizia federale tedesca sarà sicuramente d'aiuto per le class action avviate in Belgio, Italia, Portogallo e Spagna, aggiungendo che «il dieselgate è uno scandalo internazionale e che le vittime devono essere compensate a prescindere dalla loro nazionalità».

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