Anche i ricchi e frugali tedeschi
hanno amarezze (e fregano)

Redazione Web
Anche i ricchi e frugali tedeschihanno amarezze (e fregano)

Il tabù era stato già violato clamorosamente e su scala planetaria dal dieselgate, con la scoperta sbalorditiva che la premiatissima Volkswagen, la più importante azienda tedesca al mondo, aveva nientemeno che imbrogliato sui test delle emissioni di polveri sottili dalle marmitte delle sue auto. Una batosta dal peso calcolato nell’ordine dei 10 miliardi di euro per la casa di Wolfsburg (la città del lupo: in nomine omen!) che ha faticato non poco a riscattare l’onta.

Adesso però il quadro si aggrava e il mito dell’onestà teutonica evapora davvero come neve al sole.

La start-up tecnologica Wirecard ha ammesso di aver perso 2 miliardi di dollari e ha presentato istanza di insolvenza. Alcuni trader che per un breve periodo avevano pensato che Wirecard potesse rimbalzare sono stati arrostiti vivi in Borsa perché le azioni della società sono crollate di oltre il 70%.

Ma non basta. La Bayer, colosso farmaceutico di Leverkusen, ha accettato di pagare 12 miliardi di dollari per risolvere tre quarti delle richieste di danni legate all’uso del diserbante della Monsanto, azienda Usa di biotecnologie acquistata nel 2018 per 63 miliardi. E ancora: la compagnia aerea Lufthansa ha dato la sua benedizione al pacchetto di salvataggio da 10 miliardi di dollari del governo tedesco, dopo aver minacciato in precedenza di votare contro un accordo che vede la Germania prendere una partecipazione del 20% nella compagnia. Come dire che la Lufthansa assorbirà in una botta sola tutti i soldi pubblici che la “scandalosa” Alitalia ha assorbito in tredici anni. Insomma: saranno ricchissimi, saranno frugali, ma questi tedeschi hanno anche loro i loro bei problemi, e quando possono li scaricano sul prossimo…

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