Workshop sustainability & circular economy

Dal grafene all’ecopelle
il footprint è breve

La galassia Pellan Italia punta ancora di più alla circolarità e all’innovazione, col riutilizzo degli scarti di riso e il back on the market nel calzaturiero. Merito (anche) della leader, Carlotta Pignatti Costamagna

Alessandro Faldoni
Dal grafene all’ecopelle il footprint è breve

Carlotta Pignatti Costamagna (nella foto con Livia Pomodoro), la giovanissima leader di Pellan Italia, scorre le pagine del sito McKinsey che invoca un “new muscle” per la ripresa e per prepararsi a quello che sarà “the next normal”. In Cerere 81, l’azienda agricola in Lomellina, coltiva riso bio e sonda possibilità e mercati per prodotti dagli scarti di riso (spalmature, bioedilizia e cosmesi), avviando l’interazione interna con Fiscatech e la collaborazione con l’Istituto italiano di Tecnologia, l’Università di Genova e una start-up romagnola. Non solo: lavora ad una Academy ed alla ristrutturazione in digitale del museo del riso. Con Future Food si apre ai temi dell’economia circolare e nel suo blog MyMiWo è evidente la sensibilità di un millennial che sposa la ricerca continua di benchmark e punti di riferimento. La galassia Pellan ha dovuto fermare le macchine, non la mente ed il cuore della sua dirigenza. BeDimensional ha dovuto suo malgrado, rallentare l’attività ed i contatti con i potenziali partner che avevano a loro volta fermato le operazioni, ma non ha perso tempo: ha consolidato il proprio staff di ricerca e sviluppo. Entrano a tempo pieno i suoi co-fondatori, Vittorio Pellegrini e Francesco Bonaccorso, assieme a 10 nuovi giovani ricercatori da IIT. L’azienda, partecipando al progetto Graphene Flagship, ha ricevuto da Bruxelles un ulteriore finanziamento complessivo di 3,3 milioni di euro per attività di ricerca e prototipazione industriale (nel segmento batterie con il colosso tedesco Varta), nell’utilizzo del grafene nelle etichette Rfid con un funding Mise di 0,5 milioni e conta di finalizzare accordi di co-sviluppo nel settore lubrificanti e paste conduttive. Pellan Italia conferma che la pandemia è un potente booster di cambiamento nella digitalizzazione delle relazioni e nel cross insemination tra aziende, anche distanti per settori di prodotto, ma accomunate dai driver dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità. Carlotta Pignatti Costamagna e Sandro Morini (presidente di BeDimensional e di Fiscatech) hanno a lungo intervistato Giuliano Noci, il prorettore del Politecnico di Milano esperto di biomarketing, e dedicato particolare cura a Fiscatech, l’azienda prediletta del fondatore di Pellan Italia, il cavalier Achille Costamagna. Qui Marco Ferrari, Managing Director dell’azienda basata a Vigevano e Cormons, reduce dall’aver voluto Fiscatech Spa a Lineapelle a fine febbraio, suona la carica della ripresa. Lineapelle aveva sancito un rinnovato interesse registrato con soddisfazione dal sales manager Cristiano Paron. Nessuno avrebbe pensato che appena a marzo, lo stabilimento di Cormons, guidato da Giacomo Landi, Plant Director, avrebbe prodotto mascherine per la Protezione Civile del Friuli. Non solo: Fiscatech, con l’acquisizione del ramo d’azienda di Sisa, ha avuto in dote una serie di prodotti affermati: Lai-Porellina, Koram e Performa. È un back on the market nel calzaturiero che annuncia il ritorno verso l’alta gamma da parte di un’azienda storica (55 anni a novembre scorso). E la nuova collezione è pronta.  Sono questi i segnali di un foot print sostenibile che rappresenta, con l’innovazione, il tratto trasversale del Gruppo. Marco Musuruana, Chief Technology Officer e padre di Circular (dal riciclo della plastica) è pronto a nuove combinazioni di prodotto nel segno della sostenibilità  che fa di Fiscatech un campione dell’innovazione nel made in Italy. Il magazine Vilda (Luxe Vegan Living) ha recentemente titolato che “circular fashion is the future”. E da mesi Fiscatech è all’attenzione dei marchi del fashion - non solo nel segmento vegano - per la sua propensione ai paradigmi di un’economia che deve convivere nel ring del mercato con il doppio-gancio dei cambiamenti climatici e di Covid-19. Il mondo del fashion è attraversato da una profonda rivisitazione e guarda a chi sappia unire performance, ricerca e il traguardo di una sempre più spinta sostenibilità.

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