LA MIA FASE 2/Epipoli: la nostra carta
Buona Spesa per aiutare la ripartenza

Gaetano Giannetto, fondatore e presidente di Epipoli: il nostro slogan “Digito ergo sum” è attuale più che mai, questi ultimi 3 mesi di vita completamente diversa rispetto al passato sono stati un corso di formazione accelerato sul mondo del digitale e dell’e-commerce, un nuovo mondo che ci aspetta nel prossimo futuro, proprio a partire da questa Fase 2

Gaetano Giannetto, fondatore e presidente di Epipoli
LA MIA FASE 2/Epipoli: la nostra cartaBuona Spesa per aiutare la ripartenza

Gaetano Giannetto, fondatore e presidente di Epipoli.

 

Noi di Epipoli incarniamo lo spirito del tempo, il voler essere veloci nel rispondere alle esigenze quando si presentano, per questo per noi la Fase 2 è iniziata oltre un mese fa, quando, da attenti osservatori delle dinamiche di mercato, per rispondere all’emergenza alimentare legata alla pandemia, abbiamo creato l’innovativa carta prepagata Buona Spesa, una Gift Card che consente a Comuni, aziende ed enti di erogare un buono spesa. Si tratta di una carta che consente libertà di scelta e capillarità di utilizzo per avvantaggiare al massimo chi la riceve garantendo la spendibilità non solo nei supermercati e discount ma anche nei negozi tradizionali che illuminano i centri delle città italiane.

Epipoli nel corso degli anni ha sviluppato un assortimento completo di Gift Card e carte prepagate digitali e fisiche per trasferire fondi a dipendenti, consumatori, aziende o alle famiglie. Nel caso della prepagata Buona Spesa abbiamo costruito un prodotto che potesse rispondere alla normativa e quindi spendibile solo nei negozi alimentari e presso le farmacie. Nel realizzarlo ci siamo concentrati sul trovare una soluzione che ci consentisse di non escludere i negozi al dettaglio, dalla piccola panetteria alla pescheria, che rappresentano il tessuto connettivo del territorio per generare una reale economia circolare.

Abbiamo concepito Buona Spesa come uno strumento per dare il massimo supporto ai Comuni Italiani, ma gli strumenti da soli non possono bastare. Dal mio punto vista sarebbe stato utile dare indicazioni ai Sindaci su come intervenire, almeno un minimo framework di riferimento. Alcuni Comuni hanno fatto stampare da operatori locali una carta filigranata su cui apporre il logo del Comune ma che probabilmente nel medio termine genererà delle truffe. Se esistono organizzazioni che falsificano il denaro figuriamoci un voucher cartaceo... Si tratta di un rischio concreto a proposito del quale si dovrebbero fare più informazione e più formazione.

Quello che manca in Italia è un corso per cittadini e amministratori su come il mondo stia correndo verso questa evoluzione digitale. Leggiamo di truffe fatte utilizzando il phishing, altre via telefono, facendosi dare il numero di carta e il codice OTP, di gente che stampa voucher palesemente falsi. Ma quanto il cittadino è al corrente di tutto questo? L’evoluzione digitale e le relative frodi telematiche stanno correndo molto più velocemente della cultura che il cittadino sta acquisendo. Senza arrivare al maestro Manzi del dopoguerra che ha ridotto il semianalfabetismo, bisognerebbe fare un’opera di formazione digitale, magari un’ora alla settimana. Stiamo andando tutti verso un modello che corre velocemente. Ci sono grandi organizzazioni internazionali in grado di truffare i grandi Gruppi, figuriamoci i cittadini.

Il nostro modo di vivere ha dato vita allo slogan “Digito ergo sum”: ormai senza la digitalizzazione il consumatore è tagliato fuori. Questi ultimi 3 mesi di vita completamente diversa rispetto al passato sono stati un corso di formazione accelerato sul mondo del digitale e dell’e-commerce, un nuovo mondo che ci aspetta nel prossimo futuro, proprio a partire da questa Fase 2.

Quanto alla nostra ripartenza, per il momento crediamo che la modalità in grado  di tutelare al massimo i nostri dipendenti e di garantire al contempo la continuità del lavoro sia lo smartworking. Nel caso di tutte quelle funzioni per noi fondamentali, come la logistica, dove quest’opzione non è praticabile, abbiamo investito tutto il necessario in mascherine, presidi, distanziatori, termometri e interventi di sanificazione. Gestiamo infatti anche servizi all’interno dei punti vendita nella GDO, e in questo caso dobbiamo avere una struttura in grado di preparare le confezioni nel massimo della sicurezza. Stiamo seguendo tutti i protocolli per garantire la salute dei nostri dipendenti, che in questo momento più che mai viene prima del business.

All’interno degli uffici è invece più difficile garantire il rispetto di tutte le nuove norme sulla sicurezza tutelando al contempo la privacy dei dipendenti. La loro stessa applicazione nella vita aziendale reale ha creato molta confusione. Un aiuto nel decodificare questo nuovo contesto ci è fortunatamente arrivato da Assolombarda, di cui siamo partner associati e che ringraziamo molto per il supporto. Ogni settimana riceviamo da loro una preziosa informativa con suggerimenti, proposte e aggiornamenti sulle norme entrate in vigore.

Lo smartworking si è sicuramente rivelato uno strumento prezioso in queste ultime settimane, perfetto per gestire il business as usual, ma porta con sé anche delle criticità: lavorando da remoto si perde infatti quel senso di aggregazione che fluidifica il rapporto tra le persone e che secondo me è fondamentale in un contesto di innovazione. Io, ad esempio, trovo spesso spunti dialogando con le persone che incontro nella vita di tutti giorni; una semplice conversazione può essere sufficiente per aprire la mente e ispirare un nuovo progetto. Per creare, innovare e cogliere le trasformazioni in atto continua a essere fondamentale il confronto diretto e senza mediazioni.

Quanto all’impatto degli eventi a cui stiamo assistendo sul nostro sistema economico e sulle imprese del nostro Paese, credo che tutte le grandi crisi – pur portando con sé tragedie – siano necessarie alla crescita. L’emergenza Covid-19 e i suoi strascichi hanno portato alla distruzione delle aziende non strutturate, alla desertificazione delle aziende non digitali, a una sorta di selezione naturale in tutte le categorie merceologiche. Oggi gli over the top sono ancora più forti.

Lo scenario vedrà emergere ancora di più le aziende che hanno pianificato nei tempi corretti il passaggio al mondo digitale. Un passo avanti notevole anche nel nostro mondo, quello dei sistemi delle carte di pagamento: per utilizzare l’e-commerce, ad esempio, quasi sempre serve una carta digitale. Chi riuscirà a sopravvivere dovrà avere la capacità di puntare al digitale, di strutturarsi in maniera ancora più forte per seguire l’evoluzione in atto, che non si fermerà più.

Quando parte una valanga non torna più indietro. E questa, per la nostra azienda, è una grande opportunità.

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