LA MIA FASE 2/Synlab: la diagnostica
per affrontare l’emergenza pandemia

Synlab rappresenta il più importante gruppo di laboratori e centri polidiagnostici in Italia, nonché il primo interlocutore nei servizi di diagnostica di laboratorio per molti specialisti, centri polidiagnostici, cliniche, strutture sanitarie nazionali e società di medicina del lavoro. L’ad Giovanni Gianolli guarda con ottimismo ad un modello di sanità più vicina ai cittadini

Giovanni Gianolli, ad di Synlab
LA MIA FASE 2/Synlab: la diagnosticaper affrontare l’emergenza pandemia

L’ad di Synlab Giovanni Gianolli.

In qualità di fornitore leader di servizi di diagnostica medica, Synlab si è fin da subito mossa per adempiere alle responsabilità connesse alla grave situazione di crisi sanitaria nazionale che vede coinvolte le strutture ospedaliere e gli operatori sanitari del nostro Paese.

Potendo contare sulla solidità di un Gruppo che ha scelto di investire sulle soluzioni tecnologiche più all’avanguardia per la salute e su una rete nazionale di strutture sanitarie di eccellenza, fin da subito, ci siamo messi a disposizione della sanità pubblica per sostenerla in un momento così difficile e di grande pressione.

Attraverso l’analisi dei tamponi, tramite prelievi diretti o ancora tramite le analisi a supporto delle ATS territoriali, in particolare, abbiamo offerto a diverse Regioni una risposta concreta e immediata a questa nuova emergenza che ci siamo trovati ad affrontare.

Per rispondere alle esigenze della Lombardia, la più colpita a livello nazionale, e per ribadire il desiderio di prossimità operativa al territorio, Synlab ha compreso fin da subito l’urgenza di collaborare, mettendo a disposizione le capacità tecnologiche del suo laboratorio centrale di Castenedolo (BS), che, a partire dal 3 aprile, si è unito alla rete dei Laboratori autorizzati dalla Regione per l’esecuzione dell’analisi in biologia molecolare sui prelievi da tampone inviati dalle strutture regionali preposte.

Sono orgoglioso di come la nostra realtà abbia saputo muoversi per fronteggiare una sfida senza precedenti, facendo leva sulle proprie competenze, capacità e risorse.

Il nostro impegno per l’esecuzione dei test a supporto del Servizio Sanitario Regionale, si è infatti aggiunto a quell’attività di continuità assistenziale che eroghiamo ogni giorno attraverso i nostri centri di prelievo, i nostri polidiagnostici e i servizi di medicina del lavoro che continuano a garantire l’esecuzione di tutte quelle prestazioni urgenti a coloro che soffrono di situazioni patologiche e le cui cure non possono essere rimandate o sospese.

Credo fortemente che gli eventi che stiamo vivendo in questi mesi nella loro drammaticità siano anche delle occasioni in cui si generano energie che possono guidare a cambiamenti positivi, che fino a poco tempo fa credevamo irrealizzabili.

Se da un lato questa situazione ha messo a nudo le debolezze del nostro Servizio Sanitario Nazionale, credo anche che, dall’altra, essa possa costituire anche un’importante occasione di rilancio della sanità sia in un’ottica organizzativa e strutturale, che di miglioramento delle criticità inevitabilmente emerse.

Non è infatti il momento di sollevare polemiche: è il momento di avanzare proposte concrete per migliorare la risposta e l’operatività del sistema sanitario. Bisogna interrogarsi sulle lezioni che il coronavirus ci sta insegnando e su come l’intelligenza umana e quella artificiale possano collaborare e integrarsi per arrivare a una soluzione. È il momento di reagire alle nuove sfide ed è fondamentale fare tesoro di questa esperienza progettando sin da ora, dalla Fase 2, le basi per un modello sanitario più vicino ai cittadini.

L’emergenza che stiamo vivendo ha infatti accelerato processi come la digitalizzazione e la dematerializzazione della sanità e ha dato una spinta all’interesse verso servizi digitali sempre più smart e innovativi in grado di ridurre i tempi di attesa e gli spostamenti.

Se c’è una cosa che l’esperienza degli ultimi mesi ci dovrebbe insegnare è proprio quanto le nuove tecnologie siano indispensabili per abilitare nuovi modelli assistenziali che privilegiano le cure a distanza.

L’importanza delle visite da remoto è emersa con grande forza proprio perché consentono di ridurre al massimo gli spostamenti dei cittadini, garantendo al tempo stesso la continuità di cura, soprattutto per i pazienti cronici e i più fragili. Per rispondere a queste nuove esigenze, il nostro Centro Polidiagnostico CAM con sede a Monza ha messo a disposizione la professionalità dei propri specialisti per effettuare visite e consulti da remoto, attraverso una piattaforma informatica certificata “medical device” e “GDPR compliant”, che garantisce cioè tutte le tutele in materia di privacy e le funzionalità di uno strumento medico. Dermatologia, Cardiologia, Scienze della Nutrizione, Ginecologia e Psicologia sono solo alcune delle Specialità per le quali è possibile prendere appuntamento.

Sempre in questa direzione, abbiamo recentemente introdotto una nuova piattaforma che permette di prenotare online i prelievi in pochi e semplici passaggi. Questo sistema innovativo permette infatti di recarsi al punto prelievo in totale sicurezza, risparmiando tempo ed evitando code e assembramenti. Questa applicazione è attiva in via sperimentale in una selezione di punti prelievo in tre regioni (Lombardia, Veneto e Toscana), ma puntiamo ad estenderla nelle prossime settimane anche nelle altre zone coperte dal nostro servizio.

Ora che siamo entrati nella Fase 2, noi come anche altre realtà, abbiamo riconosciuto l’importanza  di far luce sui meccanismi d’azione del nuovo coronavirus, in modo da accelerare il processo di ripresa delle attività produttive del nostro Paese. Ed è proprio per approfondire la conoscenza sulle dinamiche del contagio e per fornire una fotografia più ampia e più chiara della risposta immunitaria della popolazione su scala nazionale che abbiamo deciso di aderire allo studio epidemiologico “Mustang Occupation”, la prima indagine sierologica su base volontaria avviata da IRCSS MultiMedica e Università degli Studi di Milano-Bicocca che ha lo scopo di valutare la prevalenza di anticorpi contro il SARS-CoV-2 in una popolazione di lavoratori con gradi diversi di esposizione al virus. Coinvolgendo i nostri circa 3.000 tra dipendenti e collaboratori operanti sul territorio nazionale, che andranno ad aggiungersi ai 5.000 soggetti appartenenti alle altre due realtà lombarde, lo studio potrà fare un ulteriore passo in avanti, uscendo da una dimensione inizialmente solo lombarda. Siamo infatti convinti che questa iniziativa rappresenti un prezioso strumento di cura oltre che di tutela della salute della nostra comunità.

Sono un’ottimista per natura, amo vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Credo fortemente che l’emergenza coronavirus possa essere un’occasione per risolvere le criticità del nostro Paese che inevitabilmente sono state portate in primo piano, e per ripensare al nostro sistema sanitario in modo da renderlo più efficiente e più adatto alle sfide del futuro, seguendo due direzioni: una organizzativa, che includa la progettazione di nuovi modelli che privilegiano le cure a distanza; l’altra tecnologica, che includa la messa a regime di soluzioni digitali che abilitino i nuovi modelli di cura.

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