Agliata (Cds): “Paura e dovere
negli occhi di quella cassiera”

Angelo Agliata, amministratore unico del Gruppo CDS (150 supermercati in Sicilia) , interviene a “Sos Investire”, il format web del nostro gruppo che cerca di accompagnare noi tutti e in particolare le persone attente al mondo della finanza e dell’economia in questo viaggio complesso nella Fase 2 della pandemia.    

Sergio Luciano
Agliata (Cds): “Paura e doverenegli occhi di quella cassiera”

Angelo Agliata

“Come sta andando la nostra Fase 2? Diciamo che è stata un po’ la nostra croce e delizia, nel senso che per diverso tempo il nostro settore è stato l’unico, assieme alle farmacie e a poco altro, a dovere poter garantire un servizio di pubblica utilità, e quindi abbiamo osservato questo fenomeno da un osservatorio sicuramente speciale.. Ricordo un aneddoto, qualosa che mi rimarrà per sempre... Uno dei primissimi giorni in cui, girando per uno dei nostri punti vendita vidi una mia collega, una cassiera, in preda al panico. Gli occhi di quella cassiera non li dimenticherò mai, perchè significavano e significano il senso di dovere, di responsabilità, ma anche l’ansia, non solo nel nostro gruppo, ma di tutta la grande distribuzione organizzata nazionale, che a mio avviso ha dimostrato proprio partendo da dagli operatori”: Angelo Agliata, amministratore unico di Cds – 150 supermercati in Sicilia per circa 250 milioni di fatturato – risponde alle domande di Sos Investire sulla previsioni e sulle sensazioni che questa fase gli induce: “Gli occhi di quella cassiera manifestavano, sì, una grande paura, perché si capiva quale era la gravità della situazione, ma anche il senso del dovere, rimanendo in quella che a tutti gli effetti era una prima linea”. 
Paura del virus?
Be’, certo. Quando assumiamo le persone e le facciamo firmare un contratto non è che firmando questo contratto, al pari di altre categorie, si immagina che si possa un giorno, tra virgolette, rischiare la vita. In quel momento la sensazione era proprio quella e quindi c’erano questo occhi spaventati, questa debacle…e insieme il senso del dovere, di dover tornare subito al lavoro. Oltretutto, in una Regione come la nostra, in cui come sappiamo il calore dei clienti è tanto, è stato difficile far comprendere ai clienti, soprattutto quello più anziani, la necessità del distanziamento sociale, quindi avevamo il nostro personale, adeguatamente formato, che capiva benissimo a quale situazione si andava incontro e che doveva trasferire nel modo più cordiale e gentile possibile l’importanza del distanziamento sociale. Quello è stato un momento che sicuramente ci ha motivati ancora di più, e siamo stati velocissimi ad attuare tutti i protocolli di sicurezza, sia per la gestione dell’emergenza che per quanto riguarda la business continuity in caso di contagio.
Siete dunque soddisfatti del vostro lavoro?
Ho ringraziato e ringrazio sempre i nostri 1230 collaboratori, li abbiamo ringraziati anche  con un bonus extra, perché in questa situazione - devo dire - sono stati veramente all’altezza.  A mio avviso tutto il settore della grande distribuzione in Italia ha dimostrato un grande senso di responsabilità ed è stato assolutamente all’altezza della situazione. In Sicilia sicuramente abbiamo avuto delle difficoltà legate alla circolazione delle merci, agli approvigionamenti, ma anche lì siamo riusciti comunque a contrastare questa grande paura che c’è stata all’inizio, questa corsa agli accaparramenti, e siamo riusciti a gestire questa situazione che adesso si è di molto normalizzata. Devo registrare anche un grande senso di responsabilità della gente che andava a fare la spesa, siamo stati pronti a contingentare gli ingressi per avere grandi spazi all’interno dei supermercati, quindi fuori si formavano delle lunghissime file, ma non abbiamo mai avuto nessun problema, la gente aspettava disciplinata e quindi sotto questo aspetto per fortuna è andato tutto bene adesso ripeto la situazione per lo più si è normalizzata.
 
Il vostro gruppo però ha fatto di più: è andato incontro alle esigenze della sua clientela affiancandola con qualcosa di concreto, andando oltre alla semplice solidarietà...ci racconta che cosa avete fatto?
Sì, nella primissima fase del lockdown abbiamo sentito che a fronte di un’emergenza sanitaria su cui potevamo solo attuare i protocolli all’interno dei nostri spazi, negozi e magazzini c’era un emergenza sociale ed economica molto forte, soprattutto per una regione come la Sicilia, e abbiamo stanziato immediatamente la somma di inizialmente 230 mila euro da destinare alla famiglie più in difficoltà attraverso i comuni. Abbiamo agito subito, abbiamo ritenuto che l’emergenza sociale era assolutamente una priorità, gli azionisti hanno dato l’input e siamo stati molto felici di attuare questa iniziativa e consegnarla con un meccanismo, che fosse unico e non si sovrapponesse a quello che era stato stabilito delle indicazioni del governo, ai Comuni e alla Croce Rossa. Devo dire che da li, e ne siamo felicissimi, anche altre aziende all’interno del territorio regionale hanno capito l’importanza di sostenere in qualche modo il territorio siciliano a cui siamo legati. Il grande cuore dei siciliani in quel momento ha fatto il resto, pensiamo alla spesa sospesa da parte di moltissimi clienti, pensiamo a molte associazioni, le forze dell’ordine che hanno utilizzato i nostri punti vendita come hub per convogliare, invitare i clienti alla raccolta appunto delle rate alimentari… è stato un aiuto preziosissimo e siamo felicissimi di aver potuto dare il nostro contributo e di far parte di questa che poi si è rivelata una realtà importante in quel momento.
Qualcosa che rafforza il rapporto con il territorio, e costruisce per il futuro
Sì, la nostra azienda nasce nel ‘53, e nasce proprio qui, nel cuore della Sicilia, con la prima generazione e oggi siamo alla terza. Secondo il nostro punto di vista, un’azienda deve riversare sul territorio, ringraziare il territorio da cui ha origine e su cui continua a mantenersi. Da questo punto di vista credo che le aziende siciliane, ma anche le aziende di ogni altro territorio, abbiano una grande responsabilità nei confronti dei territori in cui operano, noi sentiamo forte questa spinta e per noi è uno dei valori. Dietro di me vedete una frase,  “Persone idee e valori” e questo è il payoff dell’azienda Cds e non è stato ideato da una agenzia pubblicitaria ma da noi, ci crediamo e ci rispecchiamo in esso, è nato dai nostri collaboratori qualche anno fa e ci rappresenta bene…
Che ne pensa degli aiuti di Stato promessi alle imprese?
Ho una grandissima e smisurata fiducia nell’impresa italiana, e parlo soprattutto di piccole e medie imprese perchè secondo me dovrebbero esser il chiavistello da cui far ripartire qualsiasi azione. Ritengo che oggi il Governo abbia applicato delle azioni interessanti, ma bisogna far si che queste azioni vengano attuate immediatamente, mi riferisco alla possibilità di immettere liquidità attraverso la cassa integrazione. Ritengo però che alla fine questa tragedia, per quanto forte, sarà un’opportunità per ripensare e riprogrammare il sistema Italia. Ci sono temi di cui si parla da anni che però oggi assumono un carattere di impellenza e non possono essere più procrastinati. Mi riferisco alla riduzione della pressione fiscale, allo snellimento della burocrazia, azioni che oggi bisogna attuare in maniera immediata attraverso una programmazione, attraverso un sostegno, considerando come la chiave di volta le piccole medie imprese. Immagino una task force con rappresentanti ed esponenti di quella che è la colonna vertebrale economica del nostro paese, le piccole medie imprese, sono quegli imprenditori e quelle imprese che hanno fatto la storia economica dell’Italia. Abbiamo avuto e continuiamo ad avere grandissimi imprenditori che oggi andrebbero interpellati per capire bene quali sono i punti su cui ripartire, per capire che sostenendo questo tipo di attività il Paese può riprendere a respirare, bisogna far respirare le aziende alleggerendole del cuneo fiscale, che il costo del lavoro oggi in Italia il terzo al mondo, e non è poco. A mio avvio attraverso una vera lotta all’evasione e alla corruzione molte risorse si protrebbero recuperare. Ci troviamo in una situazione in cui molti parlano di un percorso di ripresa che potrebbere essere a U o a V,  molto dipenderà dalle scelte politiche nazionali. Credo che l’Italia ce la possa veramente fare solo se riuscirà ad attuare quello che da più parti si invoca, però subito, altrimenti non avremmo molti mezzi su cui contare, quindi bisogna agire immediatamente, immettere liquidità nel sistema.
 

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