Imprese, tra tre mesi zero cassa
O il governo agisce o sarà caos

Un sondaggio Cribis-Workinvoice attesta che il 70% delle imprese italiane prevede di esaurire entro tre mesi la propria liquidità. Le misure del governo sono considerate adeguate solo dal 4% degli imprenditori. O Conte si dà una mossa o le conseguenze economiche e sociali saranno incalcolabili.

Sergio Luciano
La speranza per il 2020: la liquidità si trasformi in investimenti

Le imprese italiane stanno finendo i soldi e le misure di sostegno disposte dai decreti del governo non stanno ancora arrivando, rischiano anzi di non arrivare in tempo per prevenire una drammatica campagna di insolvenze e fallimenti. Con un’inevitabile, conseguente caos sociale.
E’ il grido d’allarme che giunge da una fonte qualificatissima e politicamente neutra, un sondaggio realizzato da CRIBIS – società del gruppo CRIF specializzata nella business information – e Workinvoice – prima piattaforma digitale italiana di invoice-trading – tra l’8 e il 20 aprile su un campione di imprese di varia dimensione: il 33% con fatturato minore di un milione di euro, il 31% con fatturato compreso tra 1 e 5 milioni, il 21% tra 5 e 20 milioni e il 15% oltre i 20 milioni.
Circa 6 imprese su 10 dichiarano che la propria situazione di liquidità sia “limitata” o “molto limitata”, mentre oltre il 70% delle imprese sostiene che esaurirà completamente la liquidità entro 3 mesi. Le misure adottate dal Governo sono ritenute adeguate solo dal 4% delle aziende, che tuttavia auspicano di poter avere accesso a tali misure entro due mesi.
Le imprese italiane dispongono di liquidità limitata, che per la maggior parte delle PMI si esaurirà entro i prossimi 90 giorni, e temono che i fondi previsti dalle misure statali non arrivino in tempo. Il 37% delle imprese del campione ritiene ancora oggi di avere una situazione di liquidità sufficiente e il 3,7% di avere “abbondante” liquidità.
E’ chiarissimo quindi che per ora le misure del governo – la famosa potenza di fuoco sbandierata dal premier Conte e dal ministro Gualtieri – non hanno fatto nemmeno il solletico alla crisi. E se al computo dei veri problemi di liquidità posti a confronto con le disponibilità realmente messe in campo dal governo si aggiungono le carenze economiche e organizzative evidenziate in queste settimane anche sul fronte dell’erogazione della Cassa integrazione, si può dire senza esitazioni che il decreto aprile, non a caso slittato a maggio, rappresenta davvero l’ultima occasione per il governo di riparare al malfatto e passare all’azione vera, per non passare alla storia come il più clamoroso caso di millanteria istituzionale che si possa ricordare nella nostra storia repubblicana.
 

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