FINANZIARE L'IMPRESA

La “buona stampa”
è quella della tipografia

Il settore delle arti grafiche continua a essere importante nel tessuto economico italiano, nonostante qualche difficoltà. Da Nord a Sud ci sono realtà solide che l’Nsa Economy Ranking classifica per affidabilità

Davide Passoni
La “buona stampa”è quella della tipografia

Secondo l’attore americano James Woods, l’invenzione dell’iPhone è stata «altrettanto importante che l’invenzione da parte di Gutenberg della stampa, in termini di futuro dell’umanità». Forse è un tantino esagerato, ma è certo che, a dispetto dell’evoluzione delle tecnologie, il settore delle arti grafiche, carta e stampa continua a essere importante nel tessuto economico italiano, nonostante qualche difficoltà. Secondo i dati del Centro studi Federazione Carta e Grafica, nel 2018 il fatturato della filiera è stato di 31,4 miliardi (+1,4% rispetto al 2017), pari all’1,8% del Pil. Ma il settore soffre, specialmente nella grafica e stampa, in contrazione dal 2004 con una perdita produttiva complessiva del 48%. Nonostante ciò, in questo ramo vi sono realtà solide da un punto di vista finanziario, classificate dall’Nsa Economy Ranking (vedi tabella a fronte), distribuite su tutto il territorio nazionale. Tra esse vi è la Modulmotta di Ragusa, attiva dal 2012, che per la propria solidità patrimoniale ha una ricetta molto semplice: «Non abbiamo più alcuna scopertura con le banche - dice Corrado Motta, amministratore dell’impresa -. Riusciamo a lavorare in autofinanziamento e la cosa, in base alle nostre esperienze passate, ci ha dato una grossa mano negli ultimi tempi. Abbiamo le mani libere per decidere come impiegare i nostri soldi, anche se da un po’ non facciamo investimenti: il mercato si è contratto e stiamo cercando di gestire al meglio le nostre risorse, grazie anche al fatto di avere attrezzature moderne che non necessitano al momento di essere aggiornate. Anche sul fronte clienti siamo a posto: se è vero che la clientela negli ultimi anni si è ridotta, quella che è rimasta non ci dà problemi, tanto che ogni anno abbiamo insoluti praticamente pari a zero».

Il fatturato dell’intera filiera di arti grafiche, carta e stampa supera i 30 miliardi di euro e conta per l’1,8% del pil del paese

Sempre al Sud, ma questa volta in Puglia, si trova un’altra di queste aziende virtuose, la Printek 2.0 di Foggia, il cui responsabile commerciale, Ernesto Lo Muzio, racconta una storia non dissimile da quella ragusana: «Siamo una piccola realtà di sei dipendenti, i clienti sono soddisfatti del nostro lavoro che cerchiamo di fare sempre al meglio. Proviamo a lavorare utilizzando i nostri soldi, tanto è vero che abbiamo qualche finanziamento acceso per dei macchinari, ma è poca cosa. Ultimamente riscontriamo qualche difficoltà, perché i tempi di pagamento si stanno allungando, ma fino ad ora abbiamo retto. Nonostante questi ritardi, devo dire che il nostro punto di forza sono proprio i tanti buoni clienti che abbiamo e il fatto che paghiamo i fornitori in modo puntuale e regolare». È invece una storia personale, prima ancora che imprenditoriale, quella di Vincenzo Bachi, fondatore della Supergrafica di Santa Croce sull’Arno (Pi): «Ho 79 anni, lavoro dal 1957 ogni giorno per 10-12 ore, per otto anni come dipendente fino a che, con un socio, ho avuto modo di rilevare una tipografia e iniziare qualcosa di mio. Ho sempre fatto il tipografo, con passione e anche dopo la pensione ho lavorato per dare una mano a mio figlio e al socio. Abbiamo quasi sempre lasciato in azienda tutti i ricavi, per essere precisi con fornitori e dipendenti; posso dire che oggi l’azienda ha più capitale in denaro che in macchinari e immobili. Abbiamo sempre fatto il passo secondo la gamba; del resto vengo da una famiglia contadina, non ho mai avuto bisogno di tanto e mi accontento di essere onesto: anche per questo i fornitori fanno a gara per darmi le commesse, perché sanno che su di me e sull’azienda possono contare. Il lavorare sodo e l’essere sempre presenti in azienda, negli anni hanno dato buoni frutti».

Rapidità di adattamento ai cambiamenti, un faro costantemente acceso sul contenimento dei costi e sul consolidamento degli utili, un bacino di clienti fedeli e affidabili sono alcuni dei tratti comuni alle aziende italiane che operano nel settore delle tipografie, arti grafiche e assimilati. Per Economy, ha classificato queste realtà il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è un mediatore creditizio specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche ed elaborazione di dati commissionata da Economy all’Ufficio Studi del Gruppo Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l’analisi classifica le imprese per solidità patrimoniale, performance, affidabilità e redditività: i medesimi parametri utilizzati per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l’algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale di affidabilità  delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di salute delle imprese italiane del settore, suddivise per area geografica.

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