QUI DUBAI, APPUNTI DAL BURJ KHALIFA

L’Expo 2020 sarà il volano

Una volta lasciataci alle spalle la pandemia, a ottobre l’esposizione universale non sarà solo una vetrina per il nostro made in Italy, ma l’occasione per stringere alleanze e approcciare nuovi mercati

Riccardo Venturi
L’Expo 2020 sarà il volano

Da sinistra: Giovanni Bozzetti e Paolo Glisenti

IL CORONAVIRUS AFFONDA EXPO 2020 DUBAI? AL CONTRARIO NE ACCRESCE L’IMPORTANZA, AFFIDANDOLE IL RUOLO DI RILANCIARE L’ECONOMIA GLOBALE, E FORNENDO ALLE IMPRESE ITALIANE UN’OCCASIONE DA NON PERDERE PER RIAFFACCIARSI SUI MERCATI CHE CONTANO. Al momento dell’inaugurazio-ne dell’esposizione universale, prevista per il 20 ottobre, si spera che la pandemia sarà alle spalle. «Secondo noi, che lavoriamo in questi mesi a stretto contatto con la presidenza del Consiglio e il ministero degli Esteri» ha affermato Paolo Glisenti, commissario per l’Italia all’Expo di Dubai, «questa è diventata la prima grande occasione imperdibile per l’Italia per presentarsi al mondo di nuovo a una platea internazionale molto interessante, per ricostruire una reputazione italiana fatta di grande innovazione, competenze, eccellenze, e per rimettere in moto tutti i circuiti di investimento, di flussi turistici e di esportazione che si stanno fortemente rallentando». «Ritengo che la forza della struttura economica italiana sia sempre stata rappresentata dalle Pmi e in particolare da quelle che esportano» gli fa eco Giovanni Bozzetti, presidente di Efg Consulting, società di advisory sull’internazionalizzazione che ha una lunga tradizione di presenza a Dubai, «quindi la valorizzazione del made in Italy sarà la bandiera del rilancio della nostra nazione nel momento in cui avremo ripreso la piena attivi-tà del post coronavirus. La prima fondamentale tappa di questo rilancio dell’orgoglio italiano e del made in Italy potrà avvenire senza dubbio a Expo 2020 Dubai».
I preparativi per il padiglione italiano proseguono a pieno ritmo. «Stiamo lavorando attentamente, con grande senso di responsabilità» ha assicurato Glisenti, «il nostro padiglione è in fase avanzata di costruzione, abbiamo 80 università pubbliche e private che lavorano con noi su progetti da portare a Dubai, 45 imprese hanno già aderito e stanno fornendoci componenti costruttive edilizie e impiantistiche del padiglione per mostrare il meglio». «Il processo di preparazione di Expo 2020 Dubai non si è né fermato né rallentato, stanno andando avanti» conferma Bozzetti, «credo che loro avranno ancor più una responsabilità, quella di rilanciare nel mondo l’interscambio commerciale e l’economia mondiale di fatto, perché sarà un punto d’incontro di tutti. E la piazza centrale dell’Expo Al Wasl, che in arabo significa connessione, avrà un valore ancor più simbolico dopo il coronavirus, sperando che tutto sia terminato a quell’epoca: sarà una nuova grande riconnessione globale».
Lo stesso governo italiano, alle prese con l’emergenza Coronavirus, non ha affatto perso di vista l’importanza della prima esposizione universale organizzata in un paese arabo. «L’Expo sta entrando a pieno titolo nel piano straordinario di rilancio del Made in Italy varato dal Governo» ha sottolineato il commissario per l’Italia all’Expo di Dubai, «non è solo un tema di promozione del nostro Made in Italy all’estero, e quindi di export, ma è anche un tema di attrazione degli investimenti dall’estero. L’Expo di Dubai sarà visitata e partecipata da paesi che saranno nei prossimi 10 anni i più grossi generatori di investimenti verso l’estero: finanza islamica, asiatica, mediterranea, a cui dobbiamo in qualche modo attingere. Sono i paesi che genereranno i più importanti flussi turistici: siamo indietro rispetto a quelli dal Medio Oriente e dall’Asia, Expo Dubai 2020 è un’occasione straordinaria, da non perdere». «Gli imprenditori italiani devono guardare a Expo 2020 sempre di più dal punto di vista del business» osserva il presidente di Efg Consulting, «chi si recherà lì non lo farà solo per aprire il mercato locale, ma quell’occasione rappresenterà una vetrina fondamentale per i prodotti del made in Italy verso tutto il mondo e consentirà di gettare immediatamente le basi per implementare la propria azione commerciale nei paesi del Gcc (Gulf cooperation council), in Africa, nel sudest asiatico, facendo base ovviamente negli Emirati».

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