La disabilità?
Si vince con la partecipazione

Jobmetoo è una piattaforma attiva nella ricerca e selezione di personale con disabilità e appartenente alle categorie protette. Fa parte del gruppo Openjobmetis, unica agenzia per il lavoro quotata in Borsa Italiana

Riccardo Venturi
La disabilità? Si vince con la partecipazione

Daniele Regolo

Ci sono storie d’impresa che esprimono la capacità dell’uomo di trasformare le difficoltà in opportunità. Come quella di Jobmetoo, piattaforma digitale dedicata alla ricerca e selezione di personale con disabilità e appartenenti alle categorie protette, che è recentemente entrata a far parte del gruppo Openjobmetis, unica agenzia per il lavoro quotata in Borsa Italiana. «Jobmetoo è figlia della mia esperienza di vita» racconta il fondatore Daniele Regolo, «mi sono laureato in Scienze politiche all’università di Macerata. Mi sarebbe molto piaciuto seguire la carriera internazionale ma la mia disabilità uditiva ha fatto sentire tutto il suo peso. In questi 20-25 anni il mondo è cambiato, oggi si potrebbe farlo, ma ai tempi era impossibile».

Così, nel 2005 Regolo partecipa a un concorso pubblico per un posto amministrativo in un’azienda sanitaria marchigiana. «Sono entrato di ruolo in un impiego a tempo indeterminato» racconta Regolo, «doveva essere il periodo più bello della mia vita invece è stato il più drammatico, perché la cieca macchina della burocrazia mi ha collocato in uno sportello ospedaliero». Daniele due anni fa ha fatto l’intervento di impianto cocleare, ma fino a quel momento poteva utilizzare solo la lettura labiale. «Mi trovavo a fare accettazione anche trattando dati sensibili importanti, e facevo molti errori» spiega lui, «era una mansione del tutto incompatibile con la mia sordità. Sono stati degli anni molto pesanti. A 37 anni ho fatto una scelta da adulto: mi sono dimesso da dipendente pubblico e ho fondato quella che oggi è Jobmetoo». È il 2013. L’anno successivo il progetto convince due fondi di venture capital: Regolo può così avviare un piano di rafforzamento grazie al quale raggiunge i 10mila candidati iscritti al portale in pochi mesi. Nel 2015 sono 45mila, nel 2016 85mila, nel 2019 125mila. «Aver fatto diventare impresa ciò che non aveva mai funzionato nella mia vita, e vivere adesso il passaggio in un gruppo come Openjobmetis mi suscita molte emozioni» dice il fondatore. Oltre a essere una piattaforma online per la pubblicazione di offerte di lavoro, Jobmetoo è attiva anche nella ricerca e selezione di personale e, grazie a professionisti specializzati in progetti di inclusione in ambito aziendale, nell’ideazione e programmazione di percorsi di formazione dedicati. E proprio nell’attività di formazione alle aziende sul tema della disabilità, Regolo è riuscito nella difficile alchimia di rendere la sua esperienza più sofferta utile a tante persone che si trovano in una condizione simile alla sua. «Siamo ispirati dalla convenzione dell’Onu del 2006 sui diritti delle persone con disabilità» sottolinea Regolo, «che è la stella polare di quel che definisco un nuovo paradigma; non ci interessa più la persona in sé con la sua condizione specifica, io che ho una sordità profonda, un mio amico che è in carrozzina; ma è la relazione tra la persona e l’ambiente circostante che crea la disabilità».

Jobmetoo, grazie a professionisti specializzati in progetti di inclusione, è attiva anche nei percorsi di formazione dedicati

Non è così per tutti? È avere talento e preparazione per un determinato ambiente e lavoro a renderci più o meno in grado di esprimere le nostre potenzialità. «Per tornare all’esempio di prima, quando lavoravo in uno sportello ospedaliero la mia disabilità era altissima» aggiunge il fondatore di Jobmetoo, «invece in una riunione con persone che parlano una alla volta in un ambiente luminoso la mia disabilità è vicina allo zero, perché riesco a sentire e capire tutti ed essere partecipe. La parola chiave è partecipazione». In questo spirito, la prima delle 5 azioni di cui si è resa promotrice Jobmetoo per rendere più moderno, efficace e rispettoso il rapporto tra lavoratori con disabilità e mondo dell’occupazione è la graduale abolizione dell’obbligo di assunzione. «Non abbiamo più il bisogno dell’elemosina, ciascuno è artefice del suo destino» aggiunge Regolo, «se c’è partecipazione c’è anche la meritocrazia: ognuno ha il suo livello e deve fare la sua carriera».

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