GESTIRE L'IMPRESA

Da suite per pmi a partner
per le grandi imprese

Consulenza, gestione amministrativa e certificazione di affidabilità: ecco come la piattaforma FlexTax si propone a professionisti e aziende, guidandoli nel campo minato di adempimenti e scadenze

Redazione Web
Da suite per pmi a partner per le grandi imprese

Avete presente uno dei primi giochi a essere inseriti di default nei pc, quello che si chiamava Campo Minato, nel quale bisognava scovare tutte le mine presenti nel quadro senza cliccare su una di esse e saltare in aria? Ecco, l’apertura e la gestione di una partita Iva, in Italia, somigliano molto a questo gioco: aziende e professionisti si trovano a dover seguire ogni giorno talmente tante problematiche e scadenze che il rischio di saltare in aria su una norma non adempiuta o su un termine non rispettato è sempre dietro l’angolo. Con la differenza che questo gioco può comportare la vita o la morte di una piccola impresa o di un professionista. «Sono proprio questi gli utenti cui offriamo i servizi della nostra piattaforma FlexTax», dice Fabio Pennella (nella foto), fondatore e amministratore delegato di Flex Company, che gestisce ed eroga il servizio. Ma FlexTax si propone anche come partner di grandi aziende per aiutarle nel reclutamento e nella gestione del personale: «Si tratta - specifica Pennella -  di imprese con importanti reti di vendita a livello nazionale o di nuove aziende digitali - come quelle che gestiscono marketplace - che consentono ai loro utenti di guadagnare; aziende alle quali, per il loro modello di business, servono collaboratori con partita Iva e vogliono entrare con nuovi business nel mercato Italiano. Spesso chi desidera associarsi a queste realtà, una volta che cerca informazioni sui loro siti ha una domanda ricorrente: “Quanto guadagnerò al netto delle tasse associandomi a voi?”.

Flextax opera su tutto il territorio nazionale con un sistema che entro sei ore dalla richiesta fornisce  la risposta ai quesiti proposti

Le persone si sentono quindi dire di rivolgersi a un professionista fiscale, poiché queste aziende non hanno gli strumenti per rispondere in maniera esaustiva. Inoltre, in fase di colloquio, molti candidati rinunciano alla posizione perché, posti di fronte all’esigenza di aprire una partita Iva, preferiscono declinare, non avendo chiara quella che sarà loro retribuzione al netto delle imposte. Con i nostri tool, invece, chi lavora nelle risorse umane può mostrare al candidato durante il colloquio il quadro preciso di quanto guadagnerà al netto, quali tasse dovrà pagare e quando. Ci stanno anche contattando aziende straniere interessate al nostro mercato, per le quali possiamo essere partner a sostegno nel rapporto con la fiscalità italiana». 

«La nostra piattaforma - prosegue Pennella - offre nello stesso strumento tre servizi fondamentali. Intanto la consulenza fiscale, con un team di esperti online accessibili ovunque e un sistema di risposta entro sei ore dalla richiesta, con un massimo di 48 ore in caso di weekend. Operando su tutto il territorio nazionale e su un panel molto ampio di partite Iva, molte delle quali sono nuove professioni, questo servizio ci consente di avere una conoscenza delle varie casistiche che un professionista tradizionale può non avere. Abbiamo un database di oltre 10mila richieste che ha permesso ai nostri consulenti di specializzarsi ciascuno in un proprio ramo, seguendo determinate professioni».

Così come accade nel mercato tradizionale, anche nell’online la consulenza è monca senza la gestione amministrativa: «È proprio questo il secondo strumento di FlexTax - aggiunge il Ceo -.  Attraverso la suite, gli utenti possono accedere a simulatori per le imposte, calcolatori finanziari, strumenti di fatturazione e report economici e finanziari. In sostanza, essi gestiscono tutta la propria posizione finanziaria attraverso dei ticket, in qualunque posto si trovino». Infine, la parte fintech della piattaforma: «Flex Company fa parte del Fintech District di Milano. Per aiutare le partite Iva ad avere una corretta gestione economica, stiamo sviluppando una serie di servizi presto attivi, che consentiranno di pagare e incassare le fatture con un clic, di registrare in automatico i pagamenti ricevuti sul conto corrente, di accedere a finanziamenti, di conteggiare in automatico lo split delle varie spese che ciascuno ha in base al fatturato: in questo modo, per ogni fattura incassata sarà possibile accantonare le percentuali che serviranno per i tributi e i fornitori da pagare, per gli investimenti, con l’evidenza del guadagno residuo».

Per potersi proporre in maniera credibile, il sito e la piattaforma sono sostenuti da numeri significativi, come sottolinea Pennella: «A gennaio la piattaforma ha totalizzato 155.000 utenti unici, grazie anche al fatto che abbiamo un blog di informazione fiscale che è ben posizionato online, con oltre 5.000 contenuti di informazione gratuiti; nel 2019 il blog ha totalizzato quasi 900.000 utenti unici e circa 3 milioni di pagine viste. FlexTax ha utenti paganti in tutta Italia, con diversi codici ateco e appartenenti a diverse fasce di età, che vanno dai 25enni ai pensionati, questi ultimi in forte aumento con l’introduzione del regime forfettario. Oggi siamo a circa 1000 nuovi utenti al mese che usano la piattaforma in modalità Freemium, gratuita: una modalità che consente loro di fruire di 10 consulenze fiscali gratuite e di fatture cartacee e xml illimitati, di accedere a report e analisi economico finanziarie e utilizzare simulatori e calcolatori, tutto in maniera illimitata». 

Il sito nella sua versione Mvp, Minimum Viable Product (una versione iniziale del prodotto che ne include solo le caratteristiche minime, al fine di raccogliere i feedback dei clienti), è andato online il 7 dicembre 2018, mentre a novembre 2019 è stata rilasciata la nuova versione con la suite e la piattaforma. L’idea di business, invece, è maturata nel corso del 2018 quando il team ha svolto diverse analisi e ha capito che il mercato era pronto per questo tipo di servizio: «In quel periodo - dice Pennella - ho iniziato a parlare dell’idea con alcuni studi di consulenti del lavoro e consulenti fiscali che si sono dimostrati da subito entusiasti. Il progetto ha potuto partire grazie a due round di equity, uno da 60.000 euro e uno da 100mila. A maggio attiveremo un nuovo round di finanziamenti rivolto a venture capital, aziende interessate al nostro mercato e business angel».

Il fatto di aver trovato finanziatori ha sicuramente agevolato l’avvio della start-up, ma spesso quello dell’accesso al credito è un ostacolo che i neo imprenditori si trovano a dover affrontare. Pennella lo sa e con FlexTax prova a dare una risposta anche in questo senso: «Spesso le banche non erogano finanziamenti a nuove imprese e partite Iva perché non hanno dei rating, dei dati che ne certifichino l’affidabilità. Noi, in partnership con banche, finanziarie, assicurazioni possiamo creare servizi personalizzati e nuovi strumenti di rating per le micro e piccole imprese, in modo che gli istituti di credito sappiamo se l’azienda o il professionista sono clienti potenzialmente affidabili cui erogare del credito». 

VADE RETRO, PAGAMENTO

Ecco gli esborsi più detestati da parte delle neo partite Iva, secondo quanto emerge da una ricerca effettuata da FlexTax sui propri utenti:
1. I più incomprensibili: i contributi fissi da pagare all’atto dell’iscrizione in Camera di commercio. Questi soggetti avvertono un approccio sbagliato da parte del Fisco verso chi vuole aprire una partita Iva: trovano insopportabile l’idea di dover iniziare a pagare ancor prima di fatturare.
2. I più odiati: gli acconti. Sapere che l’anno dopo aver aperto un’attività si rischia di pagare il doppio delle imposte già a giugno, significa lavorare otto mesi dell’anno dopo con la certezza che non resterà un soldo in tasca.
3. I più antipatici: i bolli in fattura. È un’antipatia specifica di chi è in regime forfettario, non tanto per la cifra ridicola dei due euro del bollo, quanti per tutte le pratiche che essa comporta.
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