In 8,5 milioni senza lavoro. No, questi
del governo non l'hanno capita

La cifra, impressionante, è stata formulata dall'Ordine dei consulenti del lavoro. Bisogna aggiungere almeno due miioni di lavoratori in nero. Siamo al dramma sociale. Anticamera di possibili rivolte. No: questi del governo non l'hanno capita. Servono soldi subito, senza se e senza ma.

Sergio Luciano
Disobbedienza civile sui contributi?<br>Se il governo non capisce, sì!

Una protesta di qualche mese fa a Milano

No, questi non l’hanno veramente capita. Questi del governo fingono. Non hanno capito il dramma che c’è. Non hanno capito che in questo momento – lo certifica il calcolo dell’Ordine dei consulenti del lavoro – in Italia sono circa 8 milioni 434 mila (il 65,8% del totale) i lavoratori dipendenti che non lavorano. O li blocca il fermo dei decreti antivirus, o sono in ferie obbligate, o sono colpiti dalla sospensione volontaria di altre attività. Aggiungiamoci due miloni di lavoratori in nero, già alla fame. Gli altri ci arriveranno nel giro di un mese, due. E le loro aziende falliranno, si calcola che possano saltare almeno 500 mila ditte, parola della Cerved. La Confindustria ha calcolato che il Pil italiano scenderà del 10%.
No, questi del governo non l’hanno veramente capita.
Servono soldi subito nelle tasche di chi non guadagna più, o delle loro aziende affinchè glieli paghino. Soldi subito non significa la vecchia e farraginosa cassa integrazione, che non si sa nemmeno quando la pagano. Soldi subito non significa 600 euro al mese, ma solo se l’anno scorso hai guadagnato pochissimo se no niente, e se quindi sei una partita Iva che evade, anzi no, cambiamo la norma e portiamo la circa a 800 euro, ora sì. Offensivo.
Soldi subito significa andare in banca e uscire cinque minuti dopo con i finanziamenti che servono, senza se e senza ma, senz’altre garanzie che quella dello Stato, e per obbligo di legge. Banche come casse continue dei fondi per l’emergenza, non come rubinetti discrezionali dell’erogazione di soldi nostri, dei contribuenti e dei sottoscrittori del debito pubblico.
No, se non si smuovono, questi del governo, rischiamo grossissimo. Tra due o tre settimane, rischiamo la rivolta sociale. Scene dimenticate da un secolo, ma rischiamo di riviverle.
Che qualcuno illumini questo governo di improvvisati, l’economia così non ce la fa.
 

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