Qualche buona notizia c'è, e forse ne arrivano altre

Il premier giapponese Abe conferma le Olimpiadi di quest'estate, le Generali comprano azioni proprie, in Cina ha riaperto il 95% delle imprese. La vita normale riprende appena può. Sarà così anche da noi. Non contiamo sulla Bce, ma sulla Germania un poco sì: ha paura anche lei. Molto dipende dagli aiuti economici che il governo annuncerà oggi. Se arrivano presto sgravi e soldi per tutti i colpiti, bene. Altrimenti, è inevitabile: sarà rivolta di piazza. Magari con le mascherine, ma arrabbiata.

Sergio Luciano
Qualche buona notizia c'è, e forse ne arrivano altre

il premier giapponese Abe con il premier italiano Conte

Il Giappone conferma le Olimpiadi estive, le Assicurazioni Generali hanno annunciato di essersi messe, da oggi, a comprare azioni proprie per il piano di azionariato dei dipendenti e il 95% delle aziende cinesi che avevano chiuso per virus ha riaperto i battenti: qualche buona notizia ci vuole, per cominciare meglio questo venerdì 13, 21° giorno dell’epoca del coronavirus italiano, da quel 21 febbraio del primo contagio annunciato a Codogno, e settimo dal decreto Conte che ci ha quarantenati tutti in casa.
 
Ma le notizie veramente buone sono anche altre due: l’ok dell’Aifa (l’agenzia italiana del farmaco) all’uso del farmaco anti-artrite donato dalla Roche all’Italia, che sta già funzionando bene contro il virus su 20 pazienti dei 21 trattati allo Spallanzani; e la probabilissima sospensione dei vincoli del patto di stabilità che l’Unione europea dovrebbe decidere entro il week-end: significherebbe autorizzare i governi dei Paesi contagiati a sforare il maledetto rapporto deficit/pil del 3% che soffoca tutto e tutti senza minimamente aiutare peraltro a risolvere il problema del debito pubblico.E a poter spendere.
 
E c’è ancora una considerazione – più che una notizia – positiva non in sé (anzi: in sé è pessima) ma rispetto alla soluzione complessiva del problema: in Germania hanno capito che il virus li ha beccati duramente e che devono combatterlo. E poiché soltanto ciò che è un problema per la Germania riceve dalla medesima Germania il permesso di diventare anche “un problema per l’Europa” possiamo augurarci che davvero l’Unione Europea avrà più mano libera e la userà. La finta gaffe, che gaffe non era, della presidente della Bce Christine Lagarde non c’entra: l’ha fatta, rimane, è un problema serio, la banca centrale non vuole e non potrebbe nemmeno fare le veci degli Stati, al suo interno non comanda la Germania, comanda il peggio della Germania ossia la lobby dei banchieri sintetizzati dalla Bundesbank. Lo Statuto le limita i movimenti: non contiamoci.
 
Infine: oggi il governo italiano dovrebbe annunciare le misure di sostegno all’economia messa in ginocchio nel Paese. Facciamo voti affinchè siano misure concrete e immediate operative. Si parla della sospensione dei versamenti Iva del 16 marzo, lunedì; della sospensione dei pagamenti dei contributi Inps e Inail e delle ritenute d’acconto sul costo del lavoro; si parla dell’estensione della Cassa integrazione in deroga anche per le aziende piccole e piccolissime. Vedremo: servono comunque aiuti concreti sulla cassa. Se arrivano, sarà già una gran cosa. Se non arrivano, il governo rischia: ma non da un Parlamento buono a nulla. Dalla piazza.
 
 

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