FINANZIARE L'IMPRESA

Intesa con Eurizon rilancia
sull’economia reale

Il gruppo bancario guidato da Carlo Messina costruisce strategie di lungo termine sia all’esterno del perimetro attuale che all’interno, puntando sulla connessione tra la finanza e il sistema economico

Sergio Luciano
Intesa con Eurizon rilancia sull’economia reale

Silviana Chielli e Tommaso Corcos

Che lo si valuti dal punto di vista delle strategie o da quello delle specializzazioni, il gruppo Intesa Sanpaolo è senza dubbio al centro della scena bancaria e finanziaria europea. Non solo per dimensioni ma anche per intraprendenza imprenditoriale. Il pensiero corre alla maxi-offerta lanciata da Intesa, nella notte tra il 17 e il 18 febbraio scorsi, su Ubi, un’operazione dal valore di 4,9 miliardi di euro che premierebbe – se andrà in porto – con un apprezzamento del 28% sui prezzi ante-offerta, gli azionisti della banca bersaglio. Ma sarebbe sbagliato focalizzare l’analisi soltanto su questa pur rilevantissima intenzione che al momento in cui questo numero di Economy viene chiuso deve ancora attraversare le fasi preliminari (e complesse) rispetto all’eventuale successo.

L’imprenditorialità di Intesa Sanpaolo si misura in realtà, passo dopo passo, su tutti i fronti dell’attività gestionale degli ultimi anni, in costante e coerente sviluppo. Proprio pochi giorni prima dell’annuncio su Ubi, ad esempio, Eurizon Capital Sgr ha annunciato una mossa altamente rappresentativa della visione del gruppo sui mercati finanziari e sul loro rapporto essenziale con l’economia reale. Ne ha parlato a caldo l’informazione economica, ma l’annuncio merita un’analisi approfondita per le implicazioni che potrà avere.

Dunque: Eurizon Capital Sgr e Intesa Sanpaolo Vita hanno costituito (rispettivamente con il 51% e il 49%) una newco battezzata Eurizon Capital Real Asset sgr, specializzata nell’investimento in asset class alternative, focalizzate sull’economia reale. L’iniziativa si inserisce nella realizzazione del Piano di Impresa 2018-2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo, rappresenta uno dei pilastri di crescita della Divisione Asset Management e rafforza l’impegno di Eurizon a sostegno dell’economia reale dopo l’iniziativa di successo dei Pir e degli Eltif.

Il piano è quello di accentuare ulteriormente e diversificare l’impegno a fianco delle imprese che investono e crescono

La società si propone come polo distintivo negli investimenti alternativi di private market, e nasce con un patrimonio di 3,4 mld di euro ricevuto in delega di gestione da Intesa Sanpaolo Vita e una struttura composta da 10 professionisti. Il 40% di questi 3,4 mld è investito in imprese, oltre il 35% in infrastrutture e la restante parte in real estate. A livello geografico il 20% è investito in Italia.

La sfida è all’altezza di queste autorevoli premesse: «Vogliamo diventare il punto di riferimento per gli investitori istituzionali in Italia», spiega Silvana Chilelli, amministratore delegato di Eurizon Capital Real Asset: «Grazie a un piano di investimento in asset class alternative – prosegue - avviato in Intesa Sanpaolo Vita già dal 2015, ci avvaliamo di un know-how solido e strutturato. Inoltre abbiamo accesso ai principali operatori internazionali, con cui abbiamo costruito relazioni stabili su tutte le componenti di business. Con Eurizon Capital Real Asset riteniamo che ci siano ampi margini di crescita. Il nostro piano industriale si racchiude nel voler continuare a fare bene ciò che abbiamo già fatto bene».

È chiara la valenza macroeconomica e collettiva di questa scelta del gruppo: accentuare ulteriormente, e diversificare, l’impegno nell’economia reale, a fianco delle imprese che investono e crescono. È lì che un sistema economico sano crea valore, è lì che gli investitori illuminati devono concentrare le loro attenzioni e le loro risorse. Portando il risparmio qualificato più vicino all’economia reale, che non è soltanto Borsa e non è soltanto titoli di Stato. Anche per questo, sottolinea l’amministratore delegato di Eurizon, Tommaso Corcos, «gli asset alternativi stanno continuando a crescere a tassi interessanti e ci aspettiamo possano assumere una quota sempre più importante del risparmio globale». Eppure «il mercato italiano presenta oggi una sotto-penetrazione su questa tipologia di investimenti nei segmenti istituzionali, family office e private banking». Dunque i margini di crescita sono amplissimi.

Operativamente, il progetto della società di asset management del gruppo Intesa Sanpaolo «prevede lo sviluppo di un’offerta distintiva sugli investimenti alternativi di private market, per soddisfare i bisogni di extra-rendimento della clientela privata e istituzionale, supportando al contempo la crescita del sistema produttivo con investimenti a diretto beneficio delle imprese».

Il tutto – non va trascurato – va letto nel contesto in cui nasce, quello di una società come Eurizon che nel 2019 ha raggunto risultati da record. Il patrimonio gestito si è attestato a 335,5 miliardi di euro (+11%), l’utile netto a 518,5 milioni (+11,5%) e il margine di commissioni a 799 milioni  (+14%).

Eurizon ha ottenuto ottimi risultati anche sul versante dei livelli di efficienza con il cost/income ratio che si è attestato al 18,7% a fine 2019, rispetto al 21% del 2018. La società risulta prima in Italia nella raccolta del quarto trimestre sia a livello complessivo, con 8,1 miliardi, sia sui fondi aperti, con 4,2 miliardi di euro. L’amministratore delegato Tommaso Corcos si è detto molto «soddisfatto per i risultati conseguiti nel 2019 con un patrimonio gestito che ha registrato un trend di crescita costante e raggiungendo il record storico. In crescita anche gli altri principali indicatori economici e finanziari».

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